VIGNOLA CAMBIA

Lista dei cittadini per la Democrazia, la Solidarietà e l'Ambiente

Archivio per Maggio 2009

VIGNOLA PATRIMONIO S.R.L. /2 Dove vanno a finire i beni (e gli interessi) comuni? – di Monica Maisani

Pubblicato da Luca Azzani su 31 Maggio 2009

[A] Alcuni sostengono l’opportunità economica e gestionale della costituzione di una società come la VIGNOLA PATRIMONIO S.R.L., pensando soprattutto ai vantaggi che si ottengono in termini di:

  1. riduzione dei costi per gli effetti fiscali (recupero Iva);
  2. rivalutazione dei cespiti conferiti;
  3. rispetto del patto di stabilità attraverso
    • trasferimento servizi;
    • trasferimento opere pubbliche;
    • trasferimento personale;
  4. efficenza gestionale e maggior flessibilità.

Noi siamo un po’ più critici e vorremmo analizzazre a fondo la questione.

[B] Un aspetto molto importante evidenziato da più parti e che rappresenta il vero nocciolo della questione, tanto da essere stato oggetto di  numerose sentenze della Corte di Giustizia della Comunità Europea, è quello del cosiddetto controllo analogo. Con esso si intende il rapporto che esiste tra socio unico e società partecipata in merito ai poteri di controllo che, sempre secondo l’Unione Europea, possono condurci a parlare di “stessa amministrazione” solo nel caso in cui l’ente locale eserciti un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi. In altre parole, può definirsi controllo analogo quel “rapporto che determina da parte dell’amministrazione controllante (cioè il Comune) un assoluto potere di direzione, coordinamento e supervisione riguardo i più importanti atti di gestione”.

Ma nel nostro caso, Il Consiglio Comunale ha riflettuto attentamente circa il reale potere di controllo che può esercitare il Comune di Vignola sui propri servizi dopo che la maggior parte è stata trasferita ad altri enti di livello superiore (Unione Terre di Castelli) o società per azioni (Hera)? E allora di quale controllo analogo parliamo?

[C] Dall’analisi di alcuni casi specifici (ad esempio Maranello e Formigine, reperibili qui) il problema del controllo analogo, sollevato non solo dalla minoranza, ma anche dalla maggioranza, è stato risolto prevedendo numerosi strumenti attivabili sia in sede di costituzione (oltre agli statuti, troviamo atti di indirizzo del Consiglio o codici di autodisciplina), sia in sede di gestione della società (approvazione del budget e del piano di investimenti, relazioni periodiche molto dettagliate anche su richiesta dei consiglieri, incontri settimanali o quindicinali con l’amministratore e la Giunta e trimestrali col Consiglio, report patrimoniali economici o finanziari). Lo scopo di tutti questi strumenti è esplicitamente indicato come quello di “rendere visibile e trasparente l’attività della società e di tenere monitorato il budget, attraverso impegni di spesa, così come fanno i Comuni”.

Di tutte queste forme di controllo, negli atti a nostra disposizione che riguardano la società, non c’è traccia, nè nella forma di deliberazione, nè di semplice discussione in Consiglio, nè tantomeno ne è stato dato conto ai cittadini.

[D] Alla luce di tutto questo sorgono spontanee alcune domande alle quali speriamo di ricevere o di riuscire a dare presto risposta.

  1. Considerando che nell’oggetto sociale troviamo attività configurabili più come “attività di speculazione edilizia ed immobiliare”, che come attività di mera gestione di servizi pubblici, non sarebbe stato meglio essere più chiari sull’aspetto dei controlli?
  2. C’entra qualcosa con la VIGNOLA PATRIMONIO S.R.L. la mancata costituzione della STU? E che cosa vuol significare la voce “valorizzazione aree STU” nel piano delle alienazioni 2009/2011 (vedi a pagina 128, punto 19)? Chi gestirà tale operazione.. la neonata società?
  3. Siamo sicuri che una società commerciale possa garantire ai cittadini vignolesi una gestione oculata dei beni e degli interessi comuni? Siamo sicuri che sia capace di produrre benefici non monetari (qualità della vita, dell’ambiente urbano e delle relazioni, uguale accesso ai servizi, riconoscimento dei diritti inalienabili) e non solo profitti?
  4. L’allontanamento della gestione di beni ed interessi comuni dal Consiglio Comunale (come è già avvenuto peraltro per l’acqua) non rappresenta un ulteriore arretramento? Non esprime forse quella cieca “fiducia nel mercato” dietro cui si nascondono le amministrazioni che non sono più in grado di dare risposte concrete a problemi concreti attraverso la pratica della condivisione, della trasparenza e della democrazia?

A queste e ad altre domande, che legittimamente molti cittadini si pongono, occorre dare insieme una risposta, anche eventualmente riassestando la rotta su interessi più chiaramente definiti e condivisi dalla comunità cittadina.

Monica Maisani

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VIGNOLA PATRIMONIO S.R.L. /1 Questa perfetta sconosciuta – di Monica Maisani

Pubblicato da Luca Azzani su 30 Maggio 2009

In quest’articolo vorremmo tentare di fare un po’ di chiarezza rispetto al percorso istituzionale e giuridico che ha portato alla nascita della società VIGNOLA PATRIMONIO S.R.L. Siamo andati a cercare e a leggere la delibera che ha avviato la procedura di costituzione della società e lo statuto della stessa, ne abbiamo estrapolato alcune informazioni importanti e speriamo di aver fatto un po’ di luce su questa faccenda.

Il 9 dicembre 2008 è stata approvata dal Consiglio Comunale di Vignola (con 10 voti favorevoli, 5 contrari e 1 astenuto) la Delibera n.83 “Costituzione di società di capitali per la gestione di parte del patrimonio comunale nonchè per la gestione di alcuni serivizi pubblici locali – ex art. 113 D.Lgs. 276/2000″ (vedi), che ha avviato la procedura per la costituzione della VIGNOLA PATRIMONIO S.R.L., ritenendola utile sia dal punto di vista prettamente gestionale, sia da quello del perseguimento dell’interesse pubblico. Dalla delibera si possono trarre importanti informazioni. 

[A] La società in questione è stata costituita formalmente davanti al Notaio il 23 dicembre 2008 e ha come socio unico il Comune di Vignola. Fino alla data del 31/12/2008 risulta che la società ha un capitale sociale di 50.000 Euro ed un patrimonio di 1.115.258 Euro, costituito dal valore dei beni conferiti alla società stessa ed in particolare l’immobile sede del nuovo mercato ortofrutticolo (con l’annesso lotto su cui insiste un diritto di superficie a favore di Movitrans s.r.l.) (punto 4). Questi beni fanno parte del cosiddetto patrimonio indisponibile e quindi non sono liberamente vendibili. 

[B] Nella stessa delibera (punto 5) è stata autorizzata la vendita alla società di un’area, suddvisibile in lotti, circostante a quella dove si trova il nuovo mercato, inserita nel piano delle alienazioni e valorizzazioni del Comune e che fa quindi parte del patrimonio disponibile, immediatamente vendibile. Di tale area, infatti, il piano delle alienazioni, allegato al programma triennale delle opere pubbliche 2009/2011, prevende la vendita nell’anno 2009, ad un valore stimato di 5.300.000 Euro (vedi a pagina 128, punto 7).

[C] Nella stessa delibera (punto 6) è stata inoltre trsferita alla società la gestione degli immobili ad uso della Farmacia Comunale, dei Vigili del Fuoco e della Consulta Vignolese.

Leggendo lo statuto della società VIGNOLA PATRIMONIO S.R.L. si possono trarre altre importanti informazioni.

[A] L’amministratore unico della società è Roberto Adani che, secondo l’art. 14, resta il carica fino al 31/12/2009 ed è rieleggibile. Nello stesso articolo si specifica che l’amministratore unico non debba necessariamente essere il Sindaco e che comunque resta in carica fino al termine del suo mandato, come avviene per i dirigenti. I compensi dell’amministratore possono essere costituiti da un rimborso spese, un’indennità annuale e/o un compenso proporzionale agli utili netti di esercizio della società.  

[B] L’oggetto sociale della società risulta, tra l’altro, essere:

  1. la gestione, la valorizzazione e la dismissione di parte del del patrimonio disponibile del Comune di Vignola anche e in primo luogo immobiliare;
  2. la gestione di parte del patrimonio indisponibile/demaniale e dei beni destinati a servizio pubblico o di pubblica utilità o interesse (attività sportive, ricreative, volte al benessere, culturali, turistiche);
  3. la realizzazione di interventi di riqualificazione urbana e/o di attuazione degli strumenti urbanistici vigenti, anche attraverso acquisizioni da terzi di immobili, sia consesualmente sia attraverso espropri;
  4. lo studio, la progettazione, l’appalto, la direzione dei lavori e la realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico;
  5. la gestione di servizi pubblici locali quali il mercato ortofrutticolo e la farmacia comunale.

Le attività ai punti 1 e 2 dovrebbero essere svolte prevalentemente a favore del Comune di Vignola o dell’Unione Terre di Castelli, ma possono anche essere svolte a favore di soggetti terzi. Per le attività di cui sopra, sempre secondo lo statuto della società, la stessa potrà, tra l’altro, svolgere:

  • attività edilizia;
  • attività immobiliare;
  • sistemazione e urbanizzazione di aree edificabili, agricole e a verde pubblico.

Lo statuto prosegue affermando che la società potrà ”[...] svolgere tutte le operazioni economiche connesse, mobiliari ed immobiliari, e svolgere la propria attvità in forma diretta o in collaborazione con enti pubblici, associazioni, società e consorzi. In particolare la società può acquistare, vendere, permutare beni mobili e immobili, realizzare fabbricati, [...] compiere operazioni finanziarie, [...] assumere partecipazioni in enti, istituti, organismi, consorzi e società, come pure costituire o partecipare alla costituzione di società con altri soggetti pubblici e privati, anche ai fini dell’attuazione di specifiche iniziative”.

[C] Nello statuto è, infine,  previsto che per alcune delle operazioni l’amministratore unico debba ottenere l’autorizzazione del Consiglio Comunale, cioè del socio unico. E’ importante precisare, infatti, che il socio della società non è il Sindaco, ma il Comune nel suo insieme, rappresentato dalla Giunta, dal Consiglio Comunale e, quindi, dalla maggioranza che sostiene il Sindaco ma anche dalla minoranza.  

 Monica Maisani

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Ballottaggio e segrete stanze

Pubblicato da Chiara su 21 Maggio 2009

Il potere logora anche chi ce l’ha. Dopo decenni di potere incontrastato, oggi possiamo toccare con mano il decadimento politico che si respira nel nostro paese. A Vignola nell’ultimo decennio penso che nessuno ricordi un dibattito politico o un incontro pubblico su problemi locali. Eppure Vignola negli ultimi anni è cresciuta a dismisura, è stata stravolta, si è costruito comunque e ovunque, ma non un incontro, non un confronto. Il partito a maggioranza assoluta si è chiusa nella autoreferenzialità, nella presunzione, anche nel senso di arroganza, di poter fare a meno del confronto coi cittadini sullo sviluppo del nostro territorio, su scelte che hanno cambiato profondamente Vignola e la vita dei suoi abitanti. Ai vignolesi è stata scippata una piazza e ora con cantieri eterni si cerca di correre ai ripari. Ai cittadini è rimasto solo il giudicare o l’apprezzare a posteriori le scelte fatte. Sono mancati assolutamente i fondamentali: partecipazione, chiarezza, trasparenza. Un potere assoluto, ancorché legittimato da un voto popolare, e privo di una opposizione reale e costruttiva, condanna alla solitudine monocratica, umilia un consiglio comunale ridotto a mero organo di ratifica di decisioni prese Riteniamo per questo altamente democratico togliere le maggioranze assolute e nei fatti costringere al confronto. E’ questa una opinione di carattere politico che può ovviamente non essere condivisa ma questa è e solo questa. Siamo contrari quindi anche ai poteri assoluti a livello nazionale e al bipartitismo coatto che si sta creando. Il ballottaggio a Vignola è lo strumento pratico per ritrovare partecipazione e pluralismo. Apprezziamo quindi la progressiva presa di distanza della candidata Denti dai metodi praticati dal suo partito e dalla maggioranza di cui ha fatto parte per dieci anni, i troppo famosi Dieci di Roberto Adani. Stupisce semmai questa affermazione riportata nel suo sito “Non sono nostri alleati quelli che sperano nel ballottaggio per poi trattare nelle segrete stanze”.
Vogliamo tranquillizzarla: da parte nostra non ci sarà nessuna richiesta di qualsivoglia cosa per nessuno, non chiederemo nessun incontro dopo le elezioni, se la Smeraldi non andrà al ballottaggio, non faremo nessuna dichiarazione di voto per nessuno.
Noi le segrete stanze non le conosciamo, ma lei a quanto pare, nel senso di appare, sa dove sono: è strano che una lista a lei collegata candidi ad amministrare Vignola quasi esclusivamente dei non vignolesi: assomiglia molto ad una lista personale costruita per lanciare qualcuno che sicuramente ha condiviso il programma ma alla quale niente è stato promesso nelle segrete stanze. Noi crediamo alla sua parola. Come crediamo alla sua parola quando dice di puntare sulle idee e non sul cemento.
Ma dovrebbe spiegarci cosa significano queste parole a pagina 165 del PSC:

“- area in comune di Vignola a Brodano, attualmente agricola, nella
quale prevedere interventi residenziali coordinati viabilisticamente
con gli insediamenti esistenti e con quelli in attuazione”.
PSC approvato unanimamente con delibera di giunta del 25 settembre 2008, alle ore 18.30 (consultabile nel sito del comune come pure il PSC); unanimemente intendiamo quindi anche dalla Denti e dalle due capoliste collegate (ad un assessorato?).
A noi profani le parole del PSC sembrano idee sì, ma di cemento.

A questo punto per aiutare la Denti nella sua corsa al distinguo anche da se stessa, occorre dare un voto utile e cioè non votarla.
Ricci Giovanni

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La Daria pentita colloca il PD all’opposizione (di se stessa)

Pubblicato da Chiara su 19 Maggio 2009

Strana campagna elettorale quella che si sta avviando. Normalmente a fine legislatura da parte dell’amministrazione uscente si rivendica tutto il bene che si è fatto e che si farà per il paese. Per la verità il sindaco uscente, anche se in maniera non proprio sobria, lo ha fatto, proiettando anche nel futuro i grandi progetti in corso. La candidata sindaco del PD non rivendica proprio niente, anzi nel suo curriculum non mette neppure, per rivendicare esperienza, il fatto di essere stata consigliere comunale per diversi anni e poi assessore di peso nella giunta Adani. In questi ruoli ha sempre votato a favore di tutto, proprio tutto fino a pochi mesi fa con il parco dei bambini e delle bambine (è’ possibile vedere la delibera pubblicata su questo sito cliccando -qui-). Adesso invece con interviste, video e manifesti promette un cambiamento epocale.
Cambiamento dunque è diventata la parola chiave, quasi fosse della nostra lista.
Ma cambiamento rispetto a chi o a che cosa?
Rispetto al metodo o anche al merito di certe scelte fatte col suo contributo?
Prendiamo ad esempio in esame alcuni manifesti. “Penso che ogni individuo possa essere determinante” “Sono pronta a rendere conto a 24 mila datori di lavoro”. Sicuramente è un capovolgimento rispetto alla giunta di cui ha fatto parte e che certamente non ha brillato per trasparenza, partecipazione e condivisione delle scelte. “Un concetto di futuro basato sulle idee non sul cemento” “La campagna tornerà ad essere il giardino di Vignola”. Col primo slogan denuncia il troppo cemento voluto da non so chi mentre per il secondo noi saremmo già contenti che la campagna rimanesse campagna.
E’ per questo che ci pare quasi che la candidata Sindaco del PD stia promettendo un grande cambiamento rispetto al passato condiviso, quasi un programma di opposizione.
Ma il cambiamento va esercitato e dimostrato, non promesso.
Apprezziamo le sue prese di distanza, ma rimaniamo convinti che l’unica possibilità di cambiamento è data dal non votarla.

Ricci Giovanni
PS: Per verificare le informazioni si può andare sul sito del PD vignolese e sul sito della candidata Sindaco.

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VIGNOLA CAMBIA incontra i cittadini

Pubblicato da Chiara su 18 Maggio 2009

VIGNOLA CAMBIA è l’unica lista che si è presentata ai cittadini (il 30 marzo) prima di formarsi e prima di formare il programma, chiedendo il contributo di tutti, nell’ottica della trasparenza, della democrazia e della partecipazione.

Stasera, alle ore 21, presso il Teatro Cantelli, continueremo questo percorso.

Sarà inoltre presentato ufficialmente il video “Vignola 2009 – Volete fare un giro?”

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L’acqua a Vignola

Pubblicato da Chiara su 11 Maggio 2009

A CHI APPARTIENE L’ACQUA?

E’ UNA PROPRIETA’ PRIVATA O UN BENE PUBBLICO?

QUAL E’ LA QUALITA’ DELL’ACQUA CHE ARRIVA NELLE NOSTRE CASE?

E PERCHE’ CI OSTINIAMO AD ACQUISTARE TALE RISORSA, ELEMENTO FONDAMENTALE ALLA VITA STESSA,

QUANDO BASTEREBBE APRIRE I RUBINETTI?

Oggi ci troviamo di fronte ad una crisi planetaria dell’acqua, che minaccia di aggravarsi nei prossimi decenni. Alcuni numeri: 1,5 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e 2,6 miliardi non beneficiano di servizi igienico-sanitari di base. Ogni anno 8 milioni di persone muoiono per malattie connesse all’utilizzo di acqua stagnante. Ogni giorno 34.000 persone, in prevalenza donne e bambini, muoiono per il mancato accesso all’acqua potabile. Nonostante la drammaticità della situazione, la nostra società e le nostre abitudini quotidiane seguono la strada di un consumismo sfrenato e irrazionale. La conseguenza è che la definizione di acqua sta cambiando, da bene pubblico a proprietà privata, una merce che si può estrarre e commerciare liberamente e il cui utilizzo, come ogni merce, ha un prezzo. Ma l’acqua, elemento indispensabile alla sopravvivenza e fonte della vita, può veramente essere considerata alla stregua di una merce qualunque, un semplice bene di consumo, o piuttosto dovrebbe essere riconosciuta come diritto inalienabile di ogni individuo? Cosa possiamo fare nel nostro piccolo per contribuire a porre rimedio a questa ingiustizia planetaria? (Lia Curcio – L.v.I.A.)

Molti pensano, a torto, che l’acqua minerale sia migliore e più garantita dell’acqua dell’acquedotto e che in questo modo si possa salvaguardare meglio la propria salute e quella della propria famiglia. In realtà, le acque minerali sono acque che in passato sono state usate a scopi curativi, per alcuni periodi e in caso di specifiche patologie o necessità. Solo di recente sono state utilizzate come acqua da tavola, con un uso costante nel tempo.

Il consumo di acqua minerale è in Italia altissimo. Deteniamo il record europeo con 182 litri pro capite e una spesa media per famiglia di circa 300 euro l’anno. Inoltre, l’acqua minerale, che è un bene demaniale, una volta imbottigliata, distribuita e pubblicizzata, arriva a costare dalle 500 alle 1000 volte in più rispetto all’acqua del rubinetto. 

L’IMPATTO DELLE BOTTIGLIE DI PLASTICA SUL CICLO DI RIFIUTI E SULLA QUALITA’ DELLA VITA

Facciamo due calcoli:

Per realizzare una bottiglia di plastica vengono prodotti 100g equivalenti di anidride carbonica (C02). In Italia si consumano circa 7 miliardi di bottiglie di plastica da un litro e mezzo di acqua minerale. Per calcolare la produzione di C02 basta moltiplicare 7 miliardi x 100 g di C02. Il risultato è: 700.000 tonnellate di C02 emessa in atmosfera in un anno, solo per produrre le bottiglie di plastica da un litro e mezzo per contenere l’acqua minerale. Inoltre circolano circa 450.000 autotreni in un anno per distribuire l’acqua (7 miliardi di bottiglie / 15.000 bottiglie come carico medio di un autotreno da 28 tonnellate). Se consideriamo che ognuno di essi percorre 300 km in media per il trasporto e 200 km per la distribuzione, moltiplicando questi km per la quantità di C02 emessa (1.672,48 g C02/km) e per il numero di autotreni, avremo 375.750 tonnellate di C02 emessa in atmosfera in un anno. Quindi: 375.750 tonnellate di C02 dovuta al trasporto + 700.000 tonnellate di C02 per produrre le bottiglie, fanno oltre 1 milione di tonnellate di C02 emessa in atmosfera all’anno a causa del consumo di acqua in bottiglia, quando questa arriva comodamente anche dai nostri rubinetti!

Quindi bevendo l’acqua del rubinetto si risparmierebbero:

  • circa 260 euro l’anno per famiglia per non aver acquistato acqua in bottiglia

  • circa 15 kg procapite/anno di bottiglie di plastica da smaltire

  • oltre 1 milione di tonnellate all’anno di anidride carbonica emessa in atmosfera

(Per Vignola considerando una popolazione di circa 23.000 abitanti si risparmierebbero 360.000 kg/anno di bottiglie di plastica da smaltire)

Le informazioni qui sopra riportate sono state tratte da un convegno fatto dal Comune di Piossasco nel 2006. Hanno collaborato Comune, ATO, Ausl, Associazioni, per informare e sostenere i cittadini in questa scelta, tornare a bere l’acqua del rubinetto, ovvero se il cittadino ha domande, avverte sapori o alterazioni dell’acqua del proprio rubinetto offrono loro collaborazione per verificare eventuali problemi e risolverli…

Perchè questo non viene fatto a tappeto in tutti i Comuni d’Italia? Forse perchè è una scelta troppo semplice che non da guadagni economici diretti? Perchè ci sono interessi delle potenti industri delle acque minerali…. Credo che le cose troppo semplici siano a volte ritenute inutili proprio perchè tali, mentre sono i veri gradini da percorrere per arrivare alle soluzioni reali.

 Vogliamo un Comune che ci accompagni in queste scelte semplici ma efficaci…

Scelte semplici come incentivare l’uso dei detersivi alla spina che permetterebbero di risparmiare detersivi, acqua, energia, aria, ed ovviamente ridurremmo le montagne di contenitori di plastica…

PUNTO VENDITA A VIGNOLA Bottega LAG-Oltremare di Vignola in via del Portello, 3

per maggiori informazioni sulla qualità delle NOSTRE acque potete consultare:

http://www.ausl.mo.it/dsp/sian/sian_acque.htm

Carla Cappi

listafotofontana

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News

Pubblicato da Chiara su 10 Maggio 2009

Pubblicata la biografia del candidato sindaco alla pagina “Il candidato Sindaco

Pubblicata la data di un nuovo incontro alla pagina “Incontri

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Una garanzia di cambiamento

Pubblicato da Chiara su 7 Maggio 2009

Non so se avete visto il video presente sul sito della lista: ha per protagonista un signore (Enzo Cavani) ma poteva essere tranquillamente girato da altri: da una donna incinta, da un ragazzino, da una madre con la carrozzina, da una coppia di anziani, da un anziano con difficoltà motorie etc etc. Questo video ci presenta un volto di Vignola al quale non sempre prestiamo attenzione. E’ un video che ci pone problemi etici e che cambia le priorità di un paese. Vediamo le centinaia di ostacoli che si frappongono a chi vuole “farsi un giro”, vediamo da una nuova prospettiva un paese attanagliato dalle auto. Vediamo un paese non a misura d’uomo.

E poi abbiamo visto un altro video con scenari americani, progetti e studi per una via Bellucci che sembra la Quinta Strada, una Manhattan dei noantri. E poi abbiamo visto la delibera che pubblichiamo (link in fondo). Una delibera di giunta che, con un’assente, cioè sei persone, decide la creazione di un parco, il tutto per la modica cifra di oltre tre milioni di euro. Tra gli assessori presenti e votanti troviamo una candidata a sindaco e due capilista di liste collegate alla candidata sindaco, cioè alla Daria Denti. Il che fa supporre che sarà una priorità della prossima giunta. Ma sono queste le priorità? Lasciare Vignola in balia delle macchine e mandare fuori i cittadini? Forse bisogna pensare il contrario: creare spazi liberi all’interno del tessuto urbano e/o potenziare l’area attorno al centro nuoto, per completare un progetto e arricchirlo.

Ma torniamo alla delibera. Non condivido quella delibera nel merito e nel metodo. Sicuramente non è importante se non condivido il merito, ma vorrei denunciare il metodo. La delibera di giunta è una delibera presa in solitudine se non è stata preceduta da un’ampia consultazione, specie per un progetto così importante economicamente e politicamente. Questa è una scelta che incide su Vignola. Ma sembra presa in solitudine. E questo è un metodo che vogliamo assolutamente cambiare. Diamo voce ai cittadini in quanto cittadini e non partecipi di categorie o associazioni portatori di interessi legittimi ma parziali e spesso egoisti, vedi parcheggio in piazza. Diamo vita a comitati civici di quartiere e agevoliamo la creazione di sedi civiche, rendiamo agibile la possibilità di referendum, facciamo scegliere ai cittadini la tassa di scopo su progetti diversi. Quindi cambiamo metodo e cambiamo priorità.

Quattordici liste sono l’evidente conferma che molti cittadini non hanno condiviso merito e metodo di molte scelte fatte dall’amministrazione uscente espressa dai DS-Margherita e poi PD. E’ su questo che il PD dovrebbe meditare e non cianciare che chi non si allea o non lo vota regala Vignola alla destra. Noi non siamo alleati e rivendichiamo di essere di sinistra. Speriamo nel ballottaggio e rivendichiamo di essere di sinistra. Vogliamo cambiare merito e metodo e rivendichiamo di essere di sinistra. Gli ultimi dieci anni ci hanno insegnato che è di sinistra costringere il PD al dialogo e questo è possibille solo con un voto che gli tolga la maggioranza assoluta. Per cambiare occore dare un voto utile. Dai manifesti senza simbolo del PD (?) Daria Denti promette di essere al servizio di 24 mila e passa vignolesi. Per essere sicuri che mantenga la promessa, vista l’esperienza passata, occorre dare un voto utile, cioè non votarla. Questo, dopo 64 anni, è l’unica garanzia di cambiamento. 

Giovanni Ricci

DELIBERA: Delibera parco bambini e bambine

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Vignola 2009 – Volete fare un giro?

Pubblicato da Chiara su 7 Maggio 2009

Pubblichiamo di seguito un video (suddiviso in prima e seconda parte) realizzato dalla nostra lista civica “Vignola Cambia” (autori: Enzo Cavani, Stefano Corazza e Sergio Smerieri).
Un video su cui riflettere.

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Lista dei candidati

Pubblicato da Chiara su 5 Maggio 2009

Sono riuscita finalmente a pubblicare la lista completa dei candidati alla carica di Consigliere Comunale.

Non è ancora completa per quanto riguarda le presentazioni personali, ma direi che ci siano già diverse informazioni interessanti.

Buona lettura e buona notte!

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