A RIproposito della STU

Torniamo a parlare, speriamo con maggior ascolto, della STU (Società di trasformazione urbanistica) che grazie a una delibera di fattibilità (cioè se po’ fa) prevede la trasformazione urbanistica di alcune aree del nostro paese Molte voci si sono alzate contro, ma la STU (che sembra senza padri, almeno a sentire le contrarietà) avanza sottilmente nell’ombra. Per essere espliciti parleremo di esempi evidenti e verificabili.

Piazza Braglia è stata ristrutturata con una perfetta procedura democratica: molti degli abitanti di quella zona non ne volevano sapere e hanno sollevato obiezioni democraticamente inascoltate. Certo che si lamentano per niente, trovandosi nella piazzetta vagamente metafisica probabili docce gratuite a cielo aperto.

Area ex Enel: è notorio che la STU prevedeva in quell’area un grattacielo, per il quale sono stati cambiati ad hoc gli indici di fabbricabilità: fortunatamente per noi la commissione edilizia ha bocciato il progetto come non conforme per via dell’altezza e della visualità.

Purtroppo però quell’area rimane con tutto il suo potenziale edificabile. Essendo l’area di proprietà comunale, noi della lista “Vignola Cambia” chiediamo che quell’area rimanga di proprietà pubblica per favorire interventi di edilizia convenzionata.

Area ex mercato ortofrutticolo: su quest’area si sono sprecati progetti e tanti soldi pubblici. Cerchiamo di capire gli ultimi progetti. La santa STU che molti criticano e pochi, quasi clandestinamente, realizzano, prevedeva una maxi costruzione con ancora la tettoia in piedi per vincoli architettonici. Progetto superato.

Poi a Vignola c’è stato il Working progress, che ovviamente tutti, tranne me, sanno cosa vuol dire e come si scrive. (Don Milani, incolpevole antenato di Veltroni, diceva che i padroni vincono perché sanno una parola in più degli operai e dei contadini. E allora giù a testa bassa a imparare tante parole, perché come diceva è meglio studiare che la merda nella stalla. Quando sono state imparate le parole, zac, la fregatura, i nuovi padroni parlano in un’altra lingua, e noi poveri cristi ci troviamo ad arrabattarci tra working , briefing, shopping, confondendoci e creando casini). In soldoni poveri e con soldi reali a Vignola sono arrivati studenti e prof. di Architettura da varie università per reinventarsi pezzi di Vignola. I progetti sono stati esposti ed era un pullulare di torri e grattacieli ( qual’è la differenza?) anche nel mercato ortofrutticolo. E infine arriviamo all’ultima versione. La Vignola futurista (quella per intenderci dell’ecomostro) ha fatto una serie di incontri dal dolce sapore elettorale (Chi ha pagato?) riuniti sotto il nome “ Traiettorie-Commercio, consumi e vibrazioni urbane” Resto sempre il solo a non capire ma mi hanno spiegato che erano seminari formativi per i commercianti. In uno di questi incontri dal titolo futurista” Un nuovo centro per Vignola Futura” tenutosi il 5 marzo alle ore 16.30 presso la Ginzburg di Vignola, un architetto di fama , Carlo Termopilli, noto ai vignolesi per la precedente incursione universitaria, ha dilettato i presenti con la sua filosofia architettonica. Cerco di riassumere: i paesi come Vignola nel futuro saranno senza identità, un tutto urbanistico indifferenziato e si rischia di pensare di essere a Vignola ma invece . e qui vi frego, siete a Marano. Ma a questo punto per non perdersi ecco che nel mercato , penso amministrazione consenziente visto che …,vi presento un nuovo bel progetto: la tettoia non c’è più, nel frattempo è caduto il vincolo sopra all’ala di Viale Mazzini, c’è una torre (o grattacielo?) e intorno al vecchio perimetro una costruzione il linea più bassa. Sulla torre forse metteranno la scritta Vignola per far capire ai naviganti dove sono. Meno male che il Castello è proprietà della Fondazione il cui consiglio ha per questo ed altro tutto il nostro appoggio e simpatia. Siamo alla pura follia. Ma ammesso che sia io l’unico pazzo posso chiedere chi e dove si decidono queste cose? Possiamo chiedere che questo progetto ed altri siano resi pubblici prima, molto prima delle sacrosante approvazioni, per dare la possibilità al popolo trattato da bue di contrastare lo stravolgimento del nostro territorio? Adesso ci saranno le elezioni. La lista Vignola Cambia è nettamente contraria a quanto si sta progettando. Chiediamo a tutti, proprio tutti,i candidati a Sindaco di esprimersi in modo chiaro e non con lingua biforcuta del tipo ne dobbiamo ancora parlare con il partito o con non so chi: o sì o no, non ci sono vie intermedie. Chiara Smeraldi, candidata a Sindaco per la lista Vignola Cambia, non si limita a dire un no secco ma propone che nel mercato si faccia un parcheggio sotterraneo e in superficie si elabori un parco-parcheggio e non come in Corso Italia dove unici al mondo sono riusciti a fare un parcheggio sotto la piazza che non c’è.Più

Arvers

 

Errata corrige.

Abbiamo imparato che non solo in inglese ma anche in dialetto si fa marketing (inglese) elettorale (vignolese). Martedì 7 aprile alle ore 20.00 in Biblioteca iniziativa dal nome “Astambein”, convegno e inaugurazione della mostra di design (inglese) urbano (vignolese). Con la partecipazione di consulenti a libro paga (nostro) e architetti sempre a libro paga (nostro). Il tutto come risultato di un concorso “Astambein competition”, esempio luminare di integrazione e meticciato linguistico. Ci aspettiamo due risultati: o spreco di denaro pubblico per colpa dell’inglese (marketing elettorale) o una nuova proposta di più concreto mattone. Scegliete voi la migliore.

GIOVANNI RICCI

Progetto per l'ex mercato - parte 1Progetto per l'ex mercato - Parte 2Progetto per l'ex mercato - Parte 3

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