Della comunicazione e della democrazia

Di una petizione dei partiti di minoranza mai presa in considerazione.

Ancora una volta a Lei per chiederle più democrazia

Democrazia è una parola vuota se non viene riempita di significati e potrebbe essere realizzata praticamente con piccole cose sul territorio nella relazione con partiti di minoranza e con i cittadini.

Di democrazia si parla costantemente e come si suol dire “ci si riempie la bocca” in tutti i discorsi, quelli fatti con la fascia tricolore nelle manifestazioni ufficiali.

La democrazia che deve stare a cuore agli organismi che gestiscono una comunità è fatta invece di capacità di comunicazione, di confronto e di scelte il più possibile condivise; questa è democrazia vera quella che oggi manca assolutamente nel nostro comune.

L’abitudine a gestire la cosa pubblica trascurando il parere di parti sociali importanti si è posto bene in evidenza dalle scelte che la nostra Amministrazione ha fatto a proposito della Sipe e di come si sia mostrata reticente nel portare all’opinione pubblica giustificazione delle scelte stesse.

Caro Sindaco e cari Assessori, amministrare non è l’unico, né il più importante dei vostri mandati. Crediamo che la capacità di tenere unita e fare crescere nella comunità il senso di appartenenza e di solidarietà sarebbe ancora più meritevole.

Dobbiamo constatare che di partecipazione agli organi di governo del nostro comune non interessa granché; alcuni esempi:

  1. da diversi anni chiediamo invano che le bacheche, strumenti di informazione di partiti e movimenti di volontariato, vengano riattivate
  2. ci sembrerebbe naturale che uno spazio significativo del giornalino comunale venisse lasciato alle opinioni ed alle idee di partiti di minoranza e dei movimenti

  3. ci sembrerebbe naturale che decisioni importanti sul futuro della nostra comunità quali piani di crescita residenziale, varianti di piani regolatori, costruzione di palazzi ad altezza fuori degli standard approvati, venissero portate con maggiore anticipo a conoscenza ed alla opinione dei cittadini. Cittadini che si trovano a pagare con una scarsissima vivibilità ambientale e con una grandissima carenza di servizi le scelte di crescita abitativa.

Caro Sindaco e cari Assessori, speriamo vogliate rispondere positivamente a queste richieste che ci sembrano l’ABC della democrazia partecipativa.

 

Annunci

6 Comments

  1. Cara Chiara,
    mi permetto questo cara anche se non ti conosco direttamente ma mi sembri molto civile e pacata nelle cose che dici e quindi uso questo cara confidenziale.
    Sulle bacheche ci sono responsabilità dellìamministrazione ma anche dei gruppi di minoranza che non si sono mai decisi sul dove e come collocarle, ora sono state collocate dall’amministrazione,
    Riguardo al giornalino si era deciso di distinguere un organo di informazione dellìamministrazione da quello dei gruppi consiliari che hanno i loro fondi con cui finanziano ad esempio (tutti i partiti del centro destra)quel eco del Panaro che arriva frequentemente alle famiglie. Tutte scelte opinabili, criticabili e migliorabili ma non si è mai voluto mettere il bavaglio a nessuno. Anzi ritengo che un opposizione di idee faccia bene ad un amministrazione. Detto questo non c’è un solo giornale locale che rifiuti un comunicato di un gruppo di minoranza che anzi sono molto ricercati per aumentare le vendite dei giornali stessi. Poi ci sono strumenti come quello che hai scelto tu o Paltrinieri e altri ancora come il blog che mi sembrano ancora più efficaci delle bacheche. Riguardo alla crescita edilizia poi vale la pena precisare una cosa. Dopo l’approvazione del piano regolatore del 1998 e el relative osservazioni (a cui hanno partecipato quasi tutti coloro che ora vedo sparpagliati in tante liste compreso la tua) io non ho mai approvato una variante che rendesse edificabile un terreno, penso che sia l’unico comune in provincia ad aver approvato in tutti questi anni solo varianti per opere pubbliche. In ogni caso i procedimenti urbanistici sono per legge pubblici e hanno sia 30 giorni per la pubblicazione che trenta giorni per le osservazioni dei cittadini che arrivano normalmente numerose e a cui è dovuta una risposta formale del consiglio. Dimenticavo poi di dire che tutta la materia urbanistica è competenza esclusiva del consiglio maggioranza e opposizione e non del sindaco. Allora io mi prendo e mi sono preso del “sindaco basta cemento” senza aver deciso di cementificare neanche un centimetro in più di territorio ma ci sta e me ne assumo comunque la responsabilità visto che vivevo nel 1998 a Parma ma non sulla luna e che ero in consiglio a votare le risposte alle osservazioni dei cittadini. Però ho fatto un documento preliminare al nuovo piano regolatore (ora PSC) che prevede di nopn consumare ulteriore territorio e di fermare il recupero degli edifici dismessi in campagna. Il problema è che la forte speculazione edilizia di questi anni ha reso possibili trasformazioni che in realtà erano possibili da tempo ma che non erano economicamente vantaggiose. Le regole amministrative proprio per salvaguardare il diritto dei cittadini a partecipare fanno si che per cambiare un piano regolatore ci vogliono anni. Allora visto che il PSC è da approvare mi piacerebbe capire se quello che c’è scritto ti convince. Perchè queste sono le grandi e serie scelte che ha davanti un sindaco e un consiglio le altre spesso sono polemiche elettorali che distolgono i cittadini dalle cose importanti Grazie Saluti e buon lavoro Roberto Adani

    1. Caro Sindaco,
      provo a rispondere al tuo post, limitandomi alle questioni da te sollevate, e permettendomi anch’io di usare il “tu”.
      Io non ho mai partecipato, né in maggioranza, né all’opposizione, alla gestione delle bacheche e del giornalino. Quello che penso è che questi strumenti di comunicazione, seppur siano stati superati da altri strumenti più tecnologici, siano ancora importanti per avvicinare l’amministrazione ai cittadini e per aiutare la loro formazione e informazione.
      Circa il PRG vigente, al di là delle responsabilità dei singoli per la sua adozione e per la sua attuazione, credo che sarebbe importante prenderne le distanze, riconoscendo pubblicamente che ha consentito la cementificazione di Vignola.
      Per il resto, gli obiettivi del PSC che tu indichi (stop al consumo di ulteriore territorio e al recupero di edifici dismessi in campagna) sono assolutamente condivisibili.
      Ricambio i saluti e gli auguri di buon lavoro.
      Grazie per l’attenzione e la cortesia,
      Chiara

      1. Non avrei fortemente voluto un nuovo piano (ora PSC) Se avessi pensato che l’attuale PRG è adeguato ad affrontare le dinamiche speculative di oggi. Quindi non ho nessuna difficoltà a criticarlo. Con la semplice accortezza di contestualizzare le decisioni nel loro tempo, allora era considerato un piano non espansivo. Le quasi 1500 osservazioni dei cittadini erano in gran parte richieste di rendere edificabili dei terreni. Perchè vedi i tanti che anche oggi gridano basta cemento, spesso, o hanno già edificato sui loro terreni, o quelli su cui non bisogna costruire sono quelli degli altri. Anche la tua famiglia ha realizzato la propria abitazione su un terreno reso edificabile dall’attuale piano. Ma non è una colpa anzi è totalmente legittimo. Rimane che il territorio è finito e quindi non dovrà essere permesso a nessuno di consumarne ancora, se non per migliorare la città pubblica, la città di tutti. Il territorio agricolo è ancora l’80% del totale. Pensa che l’attuale PRG in percentuale ne ha consumato solo il 2%, ma è ugualmente decisamente troppo. Certo con il senno del poi molti avrebbero preso decisioni diverse. Ma c’è ancora tanto da fare per riqualificare e recuperare, soprattutto per quanto riguarda il paessaggio agricolo. Non dimenticando però, che il paesaggio che vogliamo tutelare non è fatto di bosci e foreste, ma di ciliegi, e per sopravvivere ha bisogno di agricoltori che possano sopravvivere, oggi non è così. I giovani come te o quelli come me che sono figlio di un contadino, il contadino non lo hanno voluto fare e quindi dobbiamo sapere che questo è un problema di cui dobbiamo farci carico, altrimenti facciamo poesia, bella ma inefficace. Ancora grazie e in bocca al lupo.
        Saluti. Roberto Adani

        1. Non conosco nei particolari l’attuale PRG, ma credo che sia troppo semplice attribuire la cementificazione di vignola solo alle “osservazioni dei cittadini”. Ti faccio un esempio concreto riferito proprio alla casa della mia famiglia (anche se non è molto elegante parlare di cose personali). Più volte mio padre mi ha espresso il suo stupore per l’altissimo indice di edificabilità del terreno sul quale è stata costruita, così alto che gli stessi frati, al momento dell’acquisto, hanno preteso l’impegno da parte nostra e del nostro vicino di costruire una casa di altezza limitata (ciò che peraltro coincideva con le nostre intenzioni).
          Secondo le norme del PRG avremmo potuto costruire un palazzone come quelli che si trovano all’angolo tra via della Pace e via della Resistenza. Perché il PRG consentiva tutto questo?
          Non ho nulla da eccepire sull’uso del territorio per migliorare la città come bene comune e sul rilancio dell’agricoltura locale (temi che sono al centro del nostro programma).
          Grazie ancora per l’attenzione riservatami e per il confronto sereno che siamo riusciti ad instaurare. La campagna elettorale sta assumendo toni ed argomenti squallidi e fuori luogo, tanto da farmi pensare che la politica fosse solo questa. Fortunatamente, mi rassicura il fatto che ci siano ancora persone capaci di dialogare in modo sereno e costruttivo.
          Chiara

          1. Una sola precisazione l’altezza massima della zona B2 che è la più alta del piano, è 13,50, cioè max 4 piani, ma vale ancora prima l’altezza media degli edifici circostanti, nel tuo caso ancora più bassa…sarebbe però un argomento piuttosto interessante su cui discutere. La comunità europea infatti pone al primo posto dei principi di sostenibilità, il fatto di non sprecare territorio, soprattutto se è prezioso territorio urbano, misura la sostenibilità con quanto territorio consuma ogni famiglia, non è quindi detto che una casa a un piano in generale sia una bella cosa, perchè altrimenti invece di utilizzare intensamente territorio pregiato magari già costruito si finisce per utilizzare altro territorio agricolo. Cominciamo ad utilizzare questo parametro, metri quadri consumati per persona, oltre che ovviamente altri di qualità costruttiva, ad esempio una villa unifamiliare in generale è molto energivora (rapportata alle persone che vi possono abitare) e allora alcuni luoghi comuni cominciano a vacillare, Ad esempio negli ultimi anni il consumo di territorio per abitante è leggermente diminuito e a Vignola è tra i più bassi della regione 95,34 mq/abitante.In Francia o negli Stati Uniti è 10 volte questo dato. Questo non cancella il mio giudizio critico sull’attuale piano ma dimostra che la realtà è un pò più complessa di quanto appare. Ciao e anche a me non dispiace un pacifico e aperto confronto. Non capisco come il centro sinistra non riesca a stare unito ma mi adeguo.

            1. Non entro nel merito dei numeri, ma ti ricordo che una casa costruita con criteri di bioedilizia richiede un consumo di energia molto inferiore agli altri fabbricati. Anzi, se ben realizzata (pannelli solari, fotovoltaico, ecc.) produce energia in eccedenza rispetto al suo fabbisogno.
              E’ necessario, viceversa, mettere mano ai fabbricati costruiti negli anni 50-70, bassi o alti che siano, con interventi di manutenzione e risanamento, ad esempio i “cappotti”, che, senza impedire alla gente di abitarvi, consentirebbero un apprezzabile risparmio energetico e contribuirebbero al rilancio dell’edilizia.
              Relativamente alla mancanza di unità nel centro sinistra provo ad indicare alcune questioni importanti che ci dividono dall’amministrazione comunale (e dal PD):
              1)l’insufficiente trasparenza nella gestione della cosa pubblica
              2)la scarsa partecipazione (che vuol dire democrazia) dei cittadini alla formazione delle decisioni fondamentali per la città
              3)l’attuazione di un PRG che di fatto ha consentito la cementificazione di Vignola
              4)la realizzazione di un parcheggio che ha tolto a Vignola la sua piazza e ha favorito l’afflusso di auto in centro
              5)la mancata chiusura del centro storico alle auto
              6)l’insufficiente sviluppo (anche rispetto agli altri Comuni della Provincia) della raccolta differenziata dei rifiuti
              A presto,
              Chiara

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...