Comunicato ufficiale

La lista Vignola Cambia, unitamente alla propria candidata Chiara Smeraldi comunica, anche a seguito dell’incontro del 12 giugno con i propri elettori, che non darà nessuna indicazione di voto per il ballottaggio alla carica di sindaco.

 

E questo non per equidistanza o irresponsabilità.

 

Dal centro-destra, nonostante la serena tranquillità dell’incontro con il candidato sindaco della Lega Nord, ci dividono profonde questioni di ordine politico: sicurezza e integrazione sono due degli aspetti più evidenti.

 

Dal PD e dalla sua candidata ci separano sia il giudizio sulla passata amministrazione, sia molti punti programmatici. Abbiamo apprezzato i tentativi di discontinuità rispetto alla passata gestione, ma al di là di slogan, non abbiamo sentito impegni precisi.

 

Per questo Vignola Cambia ribadisce che non darà indicazione di voto ai proprio elettori, pur invitando tutti ad esercitare il proprio diritto di voto.

 

Il nostro progetto non si basa sulla logica affaristica della politica, per contare il più possibile in Consiglio Comunale, ma sulla realizzazione del nostro programma, nel quale si sono riconosciuti i nostri elettori. A questo scopo siamo pronti al dialogo con tutte le forze politiche, siano esse di maggioranza o d’opposizione, per affrontare i temi che più ci sono cari, la Democrazia, la Solidarietà e l’Ambiente.

 

Rinnoviamo infine il forte appello ai cittadini, a tutti i cittadini, perché partecipino e contribuiscano all’impegno che ci vogliamo assumere, quello di aprire un nuovo e vitale percorso civico.

 

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1 Comment

  1. A questo punto i giochi sembrano fatti e anche sul blog i partecipanti sembrano aver rispettato la classica pausa di riflessione prima del voto. Il PD ha gia’ perso in un certo senso – perso la maggioranza relativa, perso la possibilita’ di apparentamenti o di accordi per il ballottaggio, perso nei confronti dei cittadini con scelte discutibili e poco condivise. Daria Denti ha perso delle occasioni: avrebbe dovuto capire gia’ lunedi’ sera dopo lo spoglio che era necessario un apparentamento forte, con un cambio di programma e di prospettiva. E avrebbe potuto affrancarsi da qualche presenza ingombrante che ancora insiste in zona – chi perde qualcosa deve pagare. Perde l’Unione Terre di Castelli i quali vertici politici se ne vanno a casa per buona parte. I nuovi amministratori dovranno ripartire su basi meno dirigistiche e rendicontare cifre e numeri diversi da quelli precedenti. Perde anche forse l’idea che cambiare sia facile: ci si ritrova a un ballottaggio dove da entrambe le parti non si sara’ soddisfatti comunque vada. Per motivi diversi. Perche’ anche dovesse prevalere Graziano Fiorini – che non lo escludo – sara’ un ripartire da quasi zero e sicuramente perderemo delle occasioni per inesperienza o, peggio ancora, sufficenza nell’affrontare le questioni. E invece Daria Denti dovra’ fare i conti con un passato che vale 10, come il CD di Adani, dove sono gia’ ipotecati una parte degli investimenti a disposizione e che difficilmente si sapra’ rinunciare. Io, da qui – Riyadh, Arabia Saudita – potro’ solo osservare ma vorrei sperare per domani che il fare politica ripartisse dai cittadini, trovando modi e occasioni nuove per ritornare ad ascoltare e scegliere in nome dell’interesse generale, nel caso ci fosse ancora.

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