L’Unione fa davvero la forza??

“E’ tempo di imparare a cadere, è tempo di rinunciare al veleno, è tempo di dominare il fuoco, è tempo di ascoltare davvero” [Settembre, Cristina Donà]

 

Dopo la riunione di insediamento del 31 agosto, durante la quale si è proceduto agli adempimenti tecnici (tra cui l’elezione del presidente Lamandini), stasera si è riunito per la seconda volta il Consiglio dell’Unione Terre di Castelli con ordine del giorno:

  1. APPROVAZIONE VERBALI DELLA SEDUTA PRECEDENTE.

  2. COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO IN ORDINE ALL’AVVENUTA COSTITUZIONE DEI GRUPPI CONSILIARI AI SENSI DELL’ART. 71, COMMA 4, DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO.

  3. ISTITUZIONE DELLE COMMISSIONI CONSILIARI A NORMA DEGLI ARTT. 75 E 76 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO.

  4. COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE DELL’UNIONE:

    1. FUNZIONI DELLA GIUNTA DELL’UNIONE DI COMUNI TERRE DI CASTELLI A NORMA DELL’ART 21, COMMA 2, DELLO STATUTO DELL’UNIONE.

    2. FUNZIONI E PRESIDENZA DELLA GIUNTA DELL’UNIONE IN COMPOSIZIONE RISTRETTA A NORMA DELL’ART. 22 DELLO STATUTO DELL’UNIONE.

 

In attesa delle comunicazioni e dei documenti ufficiali, con tutti i dati, riporto la composizione del gruppo consiliare del quale facciamo parte ed un documento redatto dalla lista che riassume le motivazioni che stanno alla base delle scelte compiute in merito alla questione (documento che ho provveduto a leggere pubblicamente durante la seduta del Consiglio di stasera).

 

Gruppo Consiliare “Cittadini Insieme nell’Unione”

Componenti: Valdimira Gozzoli, Chiara Smeraldi (capo-gruppo), Germano Caroli, Stefano Torreggiani e Simone Pelloni

Commissioni: Affari Generali (Torreggiani-Pelloni), Istruzione (Gozzoli) e Servizi Sociali (Smeraldi)

 

“La lista dei cittadini “Vignola Cambia” aderisce al gruppo consiliare composto dai rappresentanti della lista dei cittadini di Savignano sul Panaro, con la quale ha condiviso i temi principali della campagna elettorale: salvaguardia della democrazia e della partecipazione, sviluppo della solidarietà e tutela dell’ambiente. Dello stesso gruppo farà parte, per sua espressa richiesta, il rappresentante della Lega Nord di Vignola Simone Pelloni, che, secondo le norme vigenti, non può costituire da solo un gruppo consiliare. Non esiste tuttavia alcun accordo politico tra “Vignola Cambia” e la Lega Nord, essendo profonde le divergenze politiche ed ideologiche, ma, proprio nell’ottica della salvaguardia della democrazia e della partecipazione, ci è sembrato necessario consentire a tutti i consiglieri di far parte di un gruppo organizzato. “Vignola Cambia” ribadisce il proprio impegno per cambiare il modo di fare politica anche a livello di Unione Terre di Castelli, favorendo la partecipazione di tutti alla formazione delle decisioni amministrative più importanti, che troppo spesso, in passato, sono state prese senza coinvolgere i cittadini.”

 

Speriamo di aver preso una decisione saggia e lungimirante. L’Unione farà davvero la forza??

 

La lettura della composizione dei gruppi consiliari ha gelato le persone sedute di fronte a me, la seguente lettura del documento ha sciolto qualche statua di ghiaccio ed impietrito la persone sedute di fianco a me. Eppure mi è sempre sembrato di essere molto chiara: queste parole seguono esattamente la traiettoria già tracciata dal percorso iniziato qualche anno fa e culminato nelle elezioni di quest’anno.

 

“E’ tempo di rinunciare al veleno, è tempo di ascoltare davvero” mai parole furono più azzeccate…

 

L’impressione sulla serata è che, in fin dei conti, ciò che importa a ciascuno sia mantenere il controllo sul proprio orticello, possibilmente sconfinando piano piano in quello del vicino (ah, l’usucapione!!).

 

Boa noite!

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13 Comments

  1. Conosco te, Chiara, conosco molti di quelli che si identificano in Vignola Cambia, conosco (almeno ci provo) anche me.
    Perciò comprendo nella sua fondatezza, e lo condivido, ciò che è sotteso a questa decisione: lo spirito di coraggio, e di fiducia, e di volontà di coerenza autentica, e anche, perché no, di desiderio di vivere una più lieve e benefica stagione della politica.
    Sono davvero contenta. Oggi. Adesso. Qui.
    Domani si vedrà.
    Saremo all’altezza della nostra finitezza?
    Noi, insieme a tanti altri, ci vogliamo provare.
    Manuela Magni

  2. Dunque.
    Nel primo turno vignolese, avete tenuto equidistanza dalla Denti e da Fiorini.
    Una equidistanza espressa sin dal primo momento.
    E protratta sino alla fine.
    Il che significa che le differenze percepite tra i 2 schieramenti erano davvero minime.
    Oggi la lega diviene invece una partito dal quale vi separano ‘ profonde le divergenze politiche ed ideologiche’,
    salvo poi condividere il gruppo con Pelloni e con Caroli ( altro esponente che ha accolto nella sua giunta esponenti della lega e della destra storica ).

    E’ tutto molto interessante.

    Mk

    1. Mi pare che il documento sopra pubblicato sia sufficientemente chiaro in merito alla questione. Se hai dubbi ti prego di fare domande precise e non sibilline illazioni. Grazie.
      Chiara

      1. Il termine ‘Sibilline illazioni’ rimanda a torve manovre, oscuri pensieri e quant’altro….

        Nulla di tutto questo.
        I fatti sono chiari, elencati. Non oppugnabili.
        Le domande da fare sono ben poche.

        A chi legge, capita di pensare e , di conseguenza, avere delle opinioni.

        E se capita che il lettore non sia in sintonia con le suddette, o le trovi criticabili, non si tratta di manovre oscure che generano recondite parole non dette, o retropensieri…

        E’ semplicemente l’uso della dialettica, che vive di contraddittorio e di contraddizioni.

        E che porta, incredibile a dirsi, a scorgere in quel documento una excusatio non petita.

        Come scrivete voi nella vs citazione è ‘E’ tempo di imparare a cadere, è tempo di rinunciare al veleno’

    2. E Michele inomincia di nuovo con elucubrazioni strane. A Pelloni è stata concessa quella che in politichese si chiama diritto di Tribuna, altrimenti sarebbe stato senza voce. Il gruppo poteva benissimo chiamarsi gruppo misto, considerate le diverse voci. Ora credo che sia stato compiuto un atto di democrazia. Personalmente ero contrario all’ingresso di Pelloni, ma vista la situazione regolamentare per cui una persona da sola non può fare gruppo, e prese da lui le dovute distanze, penso sia stato giusto dargli diritto di parola e che comunque sarà sempre a titolo personale, essendo la Chiara il capogruppo

  3. Mi mancavi, Michele.
    Sono felicissimo che facciamo ancora parte delle tue amicizie, e ci degni dei tuoi commenti sempre costruttivi e mai scontati.
    Ma la destra storica non è quella di Crispi???

  4. Vorrei replicare alle affermazioni di Michele.
    La lista Vignola Cambia aveva dichiarato “equidistanza” in occasione del ballottaggio, con ciò intendendo che non dava indicazioni di voto. Ma non ha mai neanche nascosto il proprio orientamento “a sinistra”, ovvero più a sinistra del PD (se vogliamo usare schemi semplificati, ma che rendono l’idea), e quindi politicamente piuttosto lontana dalla Lega, specie su temi come immigrazione e sicurezza. Credo non sia difficile capire come quel termine avesse un significato ben preciso in un contesto “elettorale”, che, una volta esauritosi, lascia spazio (per fortuna) a ragionamenti politici un po’ meno asfittici.
    Si è discusso della richiesta di Pelloni di entrare nel gruppo Misto (chiamiamolo così per praticità), e naturalmente diverse persone facenti parte della lista erano in disaccordo. Lo ero anch’io. Non faccio i salti di gioia, ma effettivamente non si può negare il diritto di parola al rappresentante di un partito che è andato piuttosto bene alle elezioni (e anche su questo punto non faccio per niente i salti di gioia…). Se Chiara e gli altri del gruppo Misto si fossero rifiutati in maniera irreversibile di accogliere Pelloni, che atto avrebbero compiuto? Di fatto una manovra per zittire il rappresentante all’Unione di parecchi cittadini. E – forse non incomprensibilmente – la Lega Nord avrebbe potuto utilizzare questo fatto come motivo di aspre proteste. Il capogruppo è Chiara, all’interno di un gruppo le decisioni vanno prese collegialmente. Se succedesse che Pelloni, prendendo la parola, sconfessasse la linea decisa dal gruppo, parlerebbe a titolo personale e si metterebbe da sé fuori dal gruppo; eserciterebbe semplicemente il proprio mandato in libertà di coscienza, come sancisce la Costituzione (i leader politic si affannano a dire che i partiti non sono delle caserme, figuriamoci se può esserlo un gruppo consiliare di estrazione civica…).
    Chiara non ha fatto un’excusatio non petita, ha messo giustamente le mani avanti spiegando il perché si è presa una decisione presumibilmente non condivisibile da molti che l’hanno votata e sostenuta. Se non avesse detto niente? credo che qualcuno gliene avrebbe chiesto venia, giustamente irritato per non aver visto spontaneamente esposta la questione. Insomma qualcuno gliel’avrebbe petita, prima o poi, quell’excusatio.

  5. Contributo alla discussione. Leggo su Il Resto del Carlino del 9 settembre 2009 che all’Unione Comuni del Sorbara PdL e Lega Nord hanno formato un gruppo unico.

  6. Allora: saremmo dunque, secondo le parole del signor Bini, in presenza di una lista di sinistra ( no,anzi, ‘più a sinistra del PD’), la quale in prossimità del ballotaggio elettorale mantiene equidistanza ufficiale dalla coalizione del centro sinistra e da quella composta da lega , pdl et similia.
    Una lista che però, in realtà,( e noi che non avevamo scorto nulla) trasudava un ‘essere di sinistra’. Ovviamante questa vocazione la si sarebbe dovuta dedurre non già dai comunicati ufficiali, dalle interviste, o dalle indicazioni di voto pubbliche ( e che diamine…), quanto piuttosto da indicatori aerei, umori captabili o segnali interpretabili da aruspici.
    Salvo poi, ad elezioni terminate, senza mai indicare una sola volta l’appoggio alla coalizione di centrosx ( anzi, ricoprendo Denti e compagnia bella di epiteti che hanno riempito le prime e un tempo dense pagine di questo blog) dire ‘ hei, noi siamo di sinistra!’.

    La realtà è sovente più ruvida, prosaica e mal digeribile di come la si vuole raccontare.
    Le persone di sinistra hanno avvertito il pericolo della vittoria della Lega- Pdl. Hanno scorto un reale, attuale, immediato pericolo di vedere Vignola governata da chi ha come capo partito Bossi e Berlusconi. Per chi è di sinistra, l’abisso.
    E in base a questo hanno scelto. Scelto da subito, come si usa dire.
    Al contrario di questa lista neutrale sino alla fine ( anche se ora leggo segretamente avverse alla Lega) che ha appassionato gli elettori con l’indispensabile dibattito ‘ si o no alla offerta del Sindaco ?
    Io ho partecipato come voi a tutte le vostre riunioni, e molte voci che si potevano ascoltare dicevano di voler votare Lega.
    Io ho letto come voi i risultati, e come voi ho visto che questo è avvenuto: vale a dire che la distribuzione del bacino dei vostri voti è andato in egual maniera a destra e sx.

    La contraddizione è dunque ab origine, è intrinseca.

    Contraddizione in nome della quale la vostra lista è libera ( e ci mancherebbe..) di ospitare chiunque.
    A tal proposito vedo che non ci sono commenti inerenti ad altri compagni di gruppo, quella di Caroli ad esempio, attuale sindaco di Savignano, e persona stimata.
    La lista che ha vinto le elezioni a Savignano, tuttavia, non è una lista di sinistra. Bensi’ una lista che ha al suo interno esponenti della Lega.
    Una coalizione che il 21 luglio boccia un ordine del giorno che condanna duramente tre provvedimenti del “pacchetto sicurezza” approvato in parlamento con la fiducia: il reato di immigrazione clandestina,
    la gabella per il permesso di soggiorno, la bella trovata delle ronde. Ma non c’era convergenza programmatica? Cito dal vostro comunicato “La lista dei cittadini “Vignola Cambia” aderisce al gruppo consiliare composto dai rappresentanti della lista dei cittadini di Savignano sul Panaro, con la quale ha condiviso i temi principali della campagna elettorale: […]sviluppo della solidarietà.”???

    Io lo so che voi siete intimamente di sinistra ( anzi , più a sinistra del pd!) e che queste cose le sapete.
    A volte essere di sinistra, ma è inutile ricordarlo, non passa per le parole del poeta ‘ solo questo oggi posso dirti..ciò che non siamo, ciò che non vogliamo…’, ma per quelle più ruvide di Gramsci, quando scriveva che ‘vivere voglia dire essere partigiani’

    Ma questo è inutile ricordalro a chi è di sinistra, anzi, più a sinistra del Pd.

    1. Personalmente, credo che Chiara abbia fatto la scelta giusta ad accettare Pelloni, per tutte le ragioni che ha eloquentemente già esposto Marco. Resta il fatto che, da savignanese, mi sento governata da Lega e Pdl, checché ne dica Caroli, e non sono affatto contenta.

      Giulia

  7. Gentile Michele (avrai anche un cognome, ne sono sicuro), dalle tue parole sembri una persona sveglia e informata, che non ha bisogno di giocare sulle parole per esprimere dissenso rispetto ad una dichiarazione. Anche perché, dopo l’espressione che ha tanto attirato la tua attenzione, ho scritto diverse altre cose in merito alle quali, sono certo, avrai opinioni o cose da dire.
    Se una lista civica presenta un certo orientamento politico (espresso tanto negli incontri pubblici che nel programma che è stato stilato, quindi in modo evidente), questo non significa che quella sia un partito strutturato come quelli “veri”; quindi non irregimenta nessuno, né ha diritto a spingere nessuno a votare qualcuno, poiché chi sceglie una lista civica per il proprio voto può farlo per non votare altri candidati con strutture programmatiche o partitiche che già conosce o ha già sperimentato. E questo è emerso dagli incontri pre-ballottaggio che tu citi, dove alcuni elettori si esprimevano in un senso e altri in un altro. Loro hanno votato un programma e una certa alternativa al primo turno, poi la prassi (Gramsci parla anche di questo) vuole che le elezioni comunali funzionino allo stato attuale in un certo modo, e gli elettori decidono cosa fare. Credo che tu sappia bene che le elezioni sono un mondo a parte all’interno dell’attività politica, perché sono l’unico momento in cui le scelte sono nettissime ed irrevocabili: il voto o si dà o non si dà, si vota uno e non un altro.
    I rapporti con liste civiche di comuni limitrofi sono poi fondamentali per progettare proposte di respiro un po’ più largo: se a Savignano si è formato un movimento di un certo tipo, ciò attiene la loro storia e il modo in cui i cittadini là hanno reagito, mentre a Vignola la situazione è di tipo diverso, perché attiene ad una storia diversa. Le liste erano tante, ma le civiche non erano certo tutte uguali. Una volta all’Unione, però, serve cercare dei punti di convergenza, se è possibile, e portarli avanti, se ci si riesce. E a questo serve il dialogo con la lista che esprime il Sindaco a Savignano.
    E per quanto riguarda il problema politiche sull’immigrazione e la
    sicurezza, Vignola Cambia ha espresso le proprie priorità nel programma. Ma non mi sembra che ci sia molta verginità in giro su questo punto: ricordo un foglio ciclostile del PD girato alcune settimane prima del voto per Vignola dove si tentava di sfatare alcuni miti metropolitani sull’immigrazione (condivisibile), con un linguaggio che decisamente strizzava l’occhio agli “arrabbiati” in odore di voto alla Lega (decisamente meno condivisibile).
    Ruolo del rappresentante di Vignola Cambia al Consiglio dell’Unione non sarà di prendere le decisioni per la giunta di Savignano, ma di cercare convergenze accettabili sui problemi dell’Unione, poiché il gruppo di appartenenza è il medesimo. Il voto pro o contro (o l’astensione) verso un determinato provvedimento viene preso esaminando ogni singolo caso, tenendo presente le linee espresse nel programma e la discussione all’interno della lista che, inutile ribadirlo, è aperta a chiunque voglia partecipare e venire agli incontri di Vignola Cambia. Basta aggiungere una sedia.

    P.S. Essere partigiani significa prendere decisioni e schierarsi, certo, ma con un atto di volontà e piena coscienza. Non basta l’adesione, a fare il buon partigiano.

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