Ancora “Vignola Patrimonio s.r.l.”

Lunedì 7 settembre si è riunita la per la prima volta 1° Commissione con ordine del giorno: COMUNICAZIONI IN MERITO ALLA SOCIETA’ “VIGNOLA PATRIMONIO”. Curioso e sibillino…

Di fronte ad una sala consiliare gremita (oltre ai componenti della commissione erano presenti diversi consiglieri del PD, tutti i consiglieri del PDL e della Lega e un grande stuolo di dirigenti e tecnici del Comune), si sono alternati al sindaco il segretario comunale Stracuzzi (aspetti generali), la dott. Pesci (aspetti tecnici), il dott. Chini (aspetti contabili e fiscali) e il dott. Parise (opere pubbliche trasferite o da trasferire alla società).  

Gli intenti dell’amministrazione, nell’organizzare l’incontro, sono stati da un lato quello di informare in modo chiaro e puntuale i consiglieri sullo stato delle cose in merito alla società, in modo tale da permettere a noi tutti di studiare la materia con maggior consapevolezza prima di trovarsi a dover prendere delle posizioni e delle decisioni in merito, dall’altro quello di far conoscere e ri-conoscere, soprattutto a noi consiglieri “nuovi”, i tecnici ed i dirigenti coinvolti nell’affaire “Vignola Patrimonio s.r.l.”, in modo tale da ridurre le difficoltà nel reperimento di informazioni utili.

Credo che l’incontro sia stato molto istruttivo ed interessante, oserei dire anche necessario e dovuto, comunque un’ottima scelta dell’amministrazione. I miei complimenti! Tra l’altro tutto il materiale esposto durante l’incontro è già reperibile sul sito del Comune qui. Se qualcuno ci volesse vedere del marcio, verrebbe quasi da pensare che il Comune abbia paura di qualcosa, vista la solerzia con la quale è stata gestita tutta la questione 🙂 Ma noi non vogliamo vederci del marcio e crediamo che sia stato un gran bel gesto di apertura e trasparenza nei confronti dei consiglieri e di tutti i cittadini (ricordo che le commissioni sono aperte al pubblico!!), che va verso il percorso di condivisione e di partecipazione che il sindaco Denti ha sostenuto voler intraprendere durante il suo mandato. Apprezziamo e speriamo che il percorso continui e maturi.

Il nodo ora è nel merito della questione. E cioè: cosa ne pensiamo/pensate della società e dell’uso che ne può fare il Comune di Vignola? Su questo, a maggior ragione con le nuove informazioni che abbiamo ora in mano, dobbiamo cominciare o continuare a riflettere…

Sottopongo all’attenzione di tutti anche la proposta di Rubbiani di dotare la società di un consiglio di amministratore al posto dell’attuale amministratore unico. La presenza di un consiglio di amministrazione, formato da maggioranza e minoranza, sarebbe garantita la pluralità nelle scelte di ordinaria amministrazione e nella maturazione di progetti e proposte da sottoporre al Consiglio Comunale in merito all’amministrazione straordinaria. A titolo di esempio: un conto è dover votare in Consiglio in merito all’acquisto di una nuova sede per la farmacia comunale, con il relativo trasloco, un altro conto è invece discutere in un consiglio di amministrazione sulla possibilità di procedere all’acquisto e sulle modalità di scelta del contraente o della sede o sulla scrittura del contratto. O no?

L’impressione sulla serata è che forse sia stata imboccata la strada giusta sulla via dell’informazione, ma che ancora ci sia molto da fare sulla via della reale condivisione. La partecipazione non si esaurisce nell’essere informati.

Riflettete gente, riflettete!

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1 Comment

  1. Lunedì 7 settembre scorso si è svolta un’interessante ed istruttiva seduta della I Commissione Consiliare con il seguente o.d.g.: “ Comunicazioni riguardanti la Società Vignola Patrimonio”.
    Erano presenti il Sindaco Denti, alcuni assessori, numerosi consiglieri di maggioranza e di minoranza e alcuni Dirigenti e tecnici. Pochi, purtroppo, i cittadini presenti, pur essendo la seduta pubblica. “Convitato di pietra” l’amministratore Unico Roberto Adani , dimissionario.
    Il Sindaco ha introdotto la seduta precisando che era stata convocata con lo scopo di informare, con un quadro di insieme, i Consiglieri circa “..la reale sostanza di quello che è e di quello che fa la società”, ammettendo al riguardo un certo difetto di informazione e di comunicazione da parte della precedente Amministrazione e lamentando fraintendimenti e incomprensioni che si sono manifestate soprattutto, ma non solo, nel corso della campagna elettorale appena conclusa.
    I dirigenti e i tecnici ( anche esterni) dei servizi coinvolti, a vario titolo, nella costituzione, gestione e nell’amministrazione della società (Direzione generale, Segreteria, Ragioneria, Patrimonio e opere pubbliche) sono intervenuti sui seguenti aspetti (le presentazioni in Power Point saranno presto scaricabili dal sito del Comune, ha garantito il Sindaco) :

    1) Giuridici
    2) Economico-finanziari, contabili e fiscali
    3)Operativi ( riguardanti le attività che la società svolge e intende svolgere)

    Sul primo punto , sono stati sintetizzati i passaggi fondamentali che hanno portato alla costituzione della società, anche facendo riferimenti normativi ( per questa parte si veda il mio articolo già pubblicato su questo blog). Essa si configura come una Società di capitali ad integrale partecipazione pubblica costituita per la gestione diretta ( c.d. “in house”) di servizi pubblici e per lo svolgimento di altre attività di cui si dirà in seguito.
    I servizi di cui si tratta sono la gestione del Mercato ortofrutticolo e la gestione della Farmacia Comunale ( se aggiungiamo anche la gestione del servizio idrico integrato, che non riguarda il nostro caso, questi sono i servizi che vengono prevalentemente gestiti dalle Patrimoniali pubbliche)
    La costituzione della società, ammette il Direttore Generale del Comune, è avvenuta in tutta fretta a fine 2008, per consentire il rispetto del Patto di stabilità da parte del Comune e per godere di alcuni vantaggi fiscali.
    Come già rilevato nel mio art.cit., l’aspetto più rilevante è rappresentato dal “controllo analogo”.
    Perché si possa costituire una società patrimoniale pubblica e affidare ad essa la gestione di servizi pubblici , sono necessarie tre condizioni:
    a) la società deve essere partecipata al cento per cento dal Comune
    b) la società deve realizzare la parte più importante della propria attività con l’Ente che la controlla ( che nel nostro caso è anche l’Unione)
    c) il Comune deve esercitare un “controllo analogo” sui servizi , che si sostanzia nel potere di direzione , coordinamento e supervisione riguardo i più importanti atti di gestione
    Tale potere di controllo spetterebbe in molti casi al Consiglio Comunale. Il condizionale è d’obbligo in quanto lo Statuto della Società non è molto chiaro ( si parla di Socio che potrebbe voler dire: Sindaco, Giunta o Consiglio) e manca al riguardo una specifica delibera di indirizzo che altri Comuni invece hanno approvato e che pertanto nel nostro caso sarebbe auspicabile.
    Dopo una ricognizione sugli organi della Società e sulle loro diverse competenze ( e sui quali sono state rilevati nella discussione successiva importanti aspetti come quello della scelta dell’Amministratore Unico o di un Consiglio di Amministrazione che meglio garantirebbe le minoranze) si è passati ad esaminare gli aspetti contabili e fiscali.
    A questo proposito si è evidenziata l’assoggettabilità della società ad IRES, IRAP e IVA, in quanto società di diritto privato, puntualizzandone gli aspetti positivi riguardo ad un miglior trattamento fiscale per quanto si riferisce ad IRAP e IVA ( soprattutto sulla “gestione dell’attività immobiliare ed edilizia”).
    Altro aspetto interessante è stato il rinvio allo Studio di fattibilità economico-finanziaria che prevedeva un’analisi economica comparativa ( Società o Comune?) ed un Business Plan ( allegati alla Delibera di costituzione della società e a tutt’oggi non reperibili sul sito del Comune). Da questi documenti si rilevava un leggero vantaggio economico per la gestione dei servizi e un “vantaggio marcato” a favore della società soprattutto pere quanto si riferisce alla gestione “LOTTI” ( cioè per l’attività immobiliare ).
    L’ultimo intervento riguarda la “sostanza “dell’attività che , come da noi già rilevato in campagna elettorale , risulta essere prevalente e di maggior vantaggio economico e , pertanto, la vera ragione che sta alla base della costituzione della Società.
    Si tratta , infatti, di quella “valorizzazione immobiliare, attività edilizia e realizzazione di opere pubbliche “ che occupano buona parte dell’articolo relativo all’oggetto sociale.
    Secondo il Dirigente responsabile, gli interventi edilizi e le opere pubbliche trasferite o da trasferire sono le seguenti:
    1) Ex Mercato Ortofrutticolo
    2) Nuovo Mercato ( in particolare i lotti edificabili circostanti l’area)
    3) Polo Sicurezza ( in particolare la Caserma dei Vigili del Fuoco)

    In tutti e tre i casi sono previsti importanti investimenti per diversi milioni di euro ( 22,5 mln per l’Ex mercato, 3-3,5 mln per la caserma dei VV.FF. , 5 mln circa per i lotti edificabili) per i quali è previsto il coinvolgimento di operatori privati con il sistema del “project financing”. Tali investimenti porteranno alla realizzazione di interventi di trasformazione urbana con conseguente aumento dei volumi e un ulteriore consumo di suolo.
    Per realizzare le opere in questione , infatti, sono stati stipulate convenzioni con i privati per la realizzazione di residenze, spazi commerciali, centri servizi ecc.. insomma, un “film” già visto.

    Come verranno finanziate queste opere?
    Escludendo “l’affare”, come è stato definito dal Dirigente, della lottizzazione in area Nuovo Mercato ( per il quale per ora il Comune vanta un credito nei confronti della Società in quanto acquirente ) e dal quale ci si aspetta un sicuro guadagno, gli altri due interventi vengono finanziati in parte con contributi ( caserma Vigili Fuoco), in parte con alienazioni ( Area EX ENEL, altri immobili ) e in gran parte con altro consumo di suolo.

    Che dire , quindi, a questo punto, dell’affermazione del Sindaco Denti “ Stop al consumo di suolo”?
    A voler essere precisi, ha aggiunto “…non compromesso”. Forse pensava a questi progetti?
    E che dire dell’utilità dei progetti stessi? Escludendo la Caserma dei Vigili del Fuoco, le altre opere non sembrano di primaria importanza.

    E allora le domande che facemmo in campagna elettorale le ripetiamo qui di seguito e forse adesso potremmo provare noi cittadini a rispondere , sollevando la questione e promuovendo un vero dibattito pubblico sull’uso del suolo nel nostro territorio.

    1) Quale fine pubblico persegue una Società che svolge di fatto prevalentemente attività edilizia speculativa?
    2)Quali vantaggi /svantaggi può trarre la nostra comunità da tali attività?
    3) Siamo coscienti del fatto che le politiche di uso del suolo stanno perseguendo obiettivi di crescita illimitata e che ciò non è conciliabile con la limitatezza delle risorse?
    4) Dove vanno a finire i nostri beni ( e interessi ) comuni?

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