La Daria giudiziaria – Ovvero il dissenso silenzioso?

Dopo i primi mesi in cui stavamo valutando positivamente la nuova disponibilità al dialogo e l’apertura ad un corretto confronto della Giunta comunale e della maggioranza consiliare, ecco improvvise due docce fredde o meglio una fredda e l’altra ghiacciata. Ma andiamo con ordine parlando dell’ultimo consiglio comunale e della prima doccia.

1)  Tanto per cambiare si parlava della Patrimonio srl. Di come questa abbia una testa unica col consiglio comunale e un braccio operativo (la Patrimonio). Abbiamo visto all’opera l’uomo in più della maggioranza (Giancarlo Ceci) e Pelloni (Lega Nord) in un rapporto di amorosi sensi tale da ricevere entrambi per tutta la serata attestati di stima e gratitudine dalla maggioranza. Ma al di là dei salamelecchi il problema è uno: la patrimonio è una e bina, manca lo spirito santo, manca cioè la minoranza che possa partecipare ai percorsi  formativi e decisionali. O si forma un consiglio di amministrazione della Patrimonio oppure il consiglio comunale avrà unicamente compiti di ratifica e di controllo su scelte già prese. In mezzo a questa discussione la prima doccia fredda: la reprimenda da parte del Sindaco per un articolo scritto da chi? dove si ipotizzavano percorsi della Patrimonio rivelatisi infondati e di qui l’invito, ripreso poi come un coretto da parte di diversi consiglieri della maggioranza, a mantenere il dibattito all’interno del Consiglio, a non scrivere più perché nel Consiglio si spiegherà quale è la via la verità la luce. L’impressione non è stata quella di invitare a non scrivere cavolate (che è cosa buona e giusta) ma a non scrivere proprio (che è cosa né buona né giusta).

2)  Doccia ghiacciata. Si doveva parlare di riorganizzazione dei servizi ma, dopo l’illustrazione dell’oggetto da parte del segretario comunale, Il Sindaco ha annunciato l’intenzione di querelare un blog e l’autore misterioso di un articolo ritenuto offensivo (si tratta forse del sito Amare Vignola e di Andrea Paltrinieri?). In tale articolo il giornalista misterioso all’interno di un ragionamento molto più complesso sulla ristrutturazione dei servizi ha ipotizzato con molti se, alcune parentesi e molti condizionali, un’idea che per la verità da diverso tempo circola. E cioè che la ristrutturazione potrebbe anche essere l’occasione  per sistemare qualcosa d’altro: il segretario del sindaco sembra essere l’unico papabile alla segreteria del PD locale; la sua collocazione lavorativa (segretario dipendente del sindaco) non è sicuramente la più idonea per ricoprire anche un incarico politico. Da qui l’ipotesi del giornalista misterioso, perché come ipotesi l’ha presentata. La Daria preannuncia querela: a parer mio è una cavolata e sarebbe facile chiedere, come un altro celebre slogans, “denuncia anche me”. Il retrogusto di questa vicenda è amarissimo: intimidazione nei confronti di un dissenso, piccola vendetta politica nei confronti di uno dei più attenti, critici e preparati osservatori della vita vignolese, minaccia per un avversario politico interno. Perché entrambi del Pd e, guarda caso, uno per Franceschini l’altro per Bersani.

3)  E’ evidente che il PD può eleggere chi crede, anche il segretario del sindaco. Non è illegittimo, è semplicemente inopportuno.

4)  Speriamo che le minoranze tutte, Ceci compreso, sappiano fare quadrato contro una decisione a dir poco avventata. Se non lo faranno, stiano molto attenti a come scrivono, a cosa dicono e, se ci riescono, a cosa pensano. Esiste comunque sempre la possibilità di indire una bella iniziativa unitaria per la libertà di informazione.

Ricci Giovanni

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8 Comments

  1. Premesso che la VIG PAT ha la sua ragione di esistere e condividendo il ragionamento politico di Giovanni sulla questione del metodo di “non” partecipazione, volevo sottoporre alla discussione una idea che mi è venuta mentre assistivo al dibattito sulla Vig Pat, questione farmacia comunale, in consiglio comunale ridotto quest’ultimo semplicemente ad un organo di rattifica essendo la maggiornaza blindata e coesa. E’ un po’ come quando in parlamento il governo chiede la fiducia per varare un decreto: in pratica la minoranza può anche uscire dall’aula che tanta non conta. L’idea che mi era venuta è questa: visto che non si può avere un consiglio di amministrazione, visto che anche il collegio sindacale è costoso e complesso, non si può chiedere che per varare una delibera della V. Pat ci debba essere una maggioranza qualificata al 75% , come per modificare la costituzione? E’ possibile modificare in tal senso il regolamento?
    ps: so benissimo che non verrebbe mai accettato ma sarebbe una bella forma di partecipazione democratica condivisa
    sergio smerieri

  2. Il suggerimento di Sergio è interessante. Personalmente non so dire se sia questa la soluzione adatta, ma certamente credo che il problema posto dalle minoranze del controllo sulla Vignola Patrimonio non è secondario, né è una polemica fine a sé stessa o dovuta a scarsa fiducia nell’operato della Giunta, come mi sembra venga liquidata dai banchi della maggioranza.
    Sulle virtù della Vignola Patrimonio si è già detto (e mercoledì sera un consigliere di maggioranza si è adoperato per rielencarle), ma il problema del controllo rimane: se è vero che la VP, in quanto società creata per muoversi con un dinamismo non permesso ad un ente pubblico, necessità di una certa dose di decisionismo, non si può dimenticare che essa opererà come una società per affari (quindi affrontando le difficoltà e le opportunità del mercato reale) nella gestione, però, dei beni della città.
    La proposta di un consiglio di amministrazione è stata respinta perché avrebbe creato un doppio sbarramento: prima il CDA stesso e poi il Consiglio comunale, che esercita il controllo analogo.
    Si può essere d’accordo su questa perplessità della maggioranza. Ma qui entra in gioco il dialogo tra maggioranza stessa e minoranze. Se è vero, come detto mercoledì sera, che la VP è uno strumento “giovane” e perfettibile, allora riepiamolo di buone pratiche, a cominciare dal coinvolgimento “a monte” del consiglio comunale, e non solo chiamandolo alle armi per il voto finale (lo hanno esemplificato alcuni interventi proprio durante l’ultimo consiglio comunale, e apprezzabili aperture sono venute da un paio di esponenti della maggioranza). Tenendo conto anche del fatto che in questa nuova legislatura le minoranze, benché variegate, sono numericamente più cospicue rispetto all’ultima legislatura, e quindi rappresentative e accreditate per contribuire in maniera incisiva alle decisioni per la città.
    Al problema della discussione sugli atti della VP si lega quindi anche quello, avanzato già nelle scorse settimane, dell’apertura delle commissioni consiliari al contributo di “tecnici” di fiducia dei gruppi consiliari. Credo che una simile apertura (sulle cui modalità si può discutere) sarebbe un segnale importante per la città. E’ vero che c’è una maggioranza, e che essa ha il dovere di governare la città, ma non può farlo semplicemente a colpi – appunto – di maggioranza. Specialmente in un contesto locale, dove l’amministratore e l’amministrato sono vicini di casa. Aprire le commissioni può arricchire il dibattito, approfondirlo, altrimenti le stesse commissioni diventano vuoti contenitori, dove persone di fiducia della maggioranza espongono il da farsi (molto spesso si tratta di argomenti complessi), e per i consiglieri si tratta semplicemente di prenderne atto. Per TUTTI i consiglieri, delle minoranze e anche della maggioranza (che, se non altro per la legge delle probabilità, non possono essere tutti e sempre perfettamente preparati su qualsiasi punto si discuta, questo è ovvio).
    Quindi, se le commissioni rinascono, anche il consiglio comunale può trovare una dimensione di lavoro molto più partecipata, e si eviterebbero scene di tensione e stizza da parte della maggioranza nei confronti dei dubbi o delle critiche delle minoranze. Cosa, quest’ultima, che non fa l’interesse della città, e neanche della maggioranza stessa. Se il lavoro partecipato sulle decisioni può contribuire alle migliori scelte per la città, questo sarà un obiettivo raggiunto tanto per la maggioranze che per le minoranze. Sarà corretto dare a Cesare quel che è di Cesare, ma, politicamente, sarà lo stesso PD a riceverne i maggiori benefici (se riuscirà a rendersene conto).

    Marco Bini

  3. cosa volete commentare, alla fine si è voluto fare questo sindaco, o meglio ritornare ad avere per minimo 5 anni questi, che avevano governato dal dopoguerra. Abbiamo perso un’occasione storica e allora c’è poco da dire.!!!!

  4. Vorrei rispondere a Ricci perchè la prima parte del suo discorso non mi rende affatto giustizia.
    Paragonarmi o paragonare i miei discorsi a quelli di Ceci è un po’ fuori luogo.
    Ceci ha raccolto molto consensi dalle fila della maggioranza perchè ha suggerito la soluzione che vuole il Sindaco o chi per lei. Io nel mio primo intervento, quello che è stato usato strumentalmente da alcuni componenti della maggioranza, ho solo detto ai colleghi di maggioranza che nel consiglio del 29 settembre noi della minoranza abbiamo votato a favore in modo compatto sugli ultimi punti all’ordine del giorno perchè per la prima volta la giunta ha ascoltato i consiglieri di entrambi gli schieramenti e si era arrivati a delle conclusioni condivise. Non mi ricordo se Ricci era presente ma abbiamo votato a favore su due punti perchè sono state accolte le prescrizioni suggerite da Rubbiani e l’ultimo punto è stato ritirato sotto la spinta dei consiglieri di maggioranza e forse grazie anche al fatto che Chiara ed io in commissione gli avevamo fatto notare che quel piano particolareggiato era la solita speculazione edilizia.
    L’ultima volta che mi avevi citato sul blog era per la paura della mia entrata nello stesso gruppo della Chiara nell’Unione in quanto della Lega Nord e quindi una pregiudiziale pesante a tuo avviso; viste le rassicurazioni che davi ai lettori sui poteri di controllo e del mio agire a titolo personale e non del gruppo.
    Ora mi descrivi come filo-governativo o quasi.
    Comunque la prendo come un invito a far meglio però nel far questo non paragonarmi ad altri consiglieri mi potrei anche offendere.

  5. Vorrei dire a Simone di non sforzarsi troppo perchè il meglio lo ha già dato attaccando in modo pretestuoso la lista Vignola cambia attraverso la Chiara. E’ legittimo usare ogni mezzo per fare conoscere le proprie posizioni, infatti non mi chiamo Dario, ma l’attacco portato a freddo veramente anche dopo tanto tempo devo ancora capirlo. Nessun timore per la tua entrata nel gruppo a livello di Unione e, pur con molte perplessità, anch’io ritenuto giusto ti fosse dato il diritto di tribuna, anche se devi ancora spiegare perchè non sei entrato col PDL. Nessuna pregiudiziale al fatto che appartieni alla Lega Nord: siamo politiamente solo agli antipodi.

    1. Non mi sembrava un attacco e se lo è stato non era mia intenzione.
      Forse a livello nazionale siamo agli antipodi ma a livello locale non credo che siamo così distanti. Penso che tutti noi non condividiamo l’idea “democratica” del sindaco e che l’attuale amministrazione non ha ancora capito la differenza tra informazione e partecipazione.

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