Proposte per il bilancio…

Domenica ho partecipato all’incontro sul bilancio nel quartiere dei Tunnel, l’ultimo della serie. Inizio con l’elenco dei presenti, così faccio arrabbiare un po’ anche Michele! Dell’Amministrazione c’erano il sindaco, gli assessori Bertoni e Montanari e il consigliere Zaccarini (per la verità è passato anche Santunione, ma è sparito immediatamente senza lasciare tracce). Il pubblico era composto di nove persone, tra le quali io, il compagno dell’assessore Bertoni, Liliana Albertini e il marito.

Un “breve” resoconto…

[1] Inizia la relazione l’assessore Bertoni, che illustra il concetto di RENDICONTAZIONE SOCIALE, spiegando come il Comune si occuperà di rendere pubblico il bilancio in tutte le sue forme e di far partecipare i cittadini. Per la stesura del nuovo bilancio gli obiettivi che sono stati fissati sono tre: trasparenza, partecipazione e controllo/giudizio. Per realizzare questi obiettivi l’Amministrazione si avvalerà quindi della rendicontazione sociale. Nella sostanza le azioni concrete saranno le seguenti:

– la verifica di bilancio viene fatta annualmente e non solo tra 5 anni, a fine mandato (anche se questo tipo di verifica è già previsto nello statuto del Comune di Vignola col bilancio di missione);

 – verranno coinvolti i cittadini (associazioni e portatori di interesse) per l’individuazione degli indicatori che serviranno per la pianificazione e la verifica del bilancio;

– sono state individuate delle finestre di lettura del bilancio trasversali alle materie di competenza degli assessorati, per facilitare la comprensione e la lettura del documento e per valorizzare i legami tra i vari ambiti. Le finestre di lettura sono: la città delle persone, la sostenibilità ambientale, la partecipazione e la trasparenza, lo sviluppo integrato del territorio e l’efficienza amministrativa e valorizzazione delle risorse.

Tante parole e tanti concetti per dire in sostanza che c’è la volontà di coinvolgere i cittadini fin dalle prime fasi della stesura del bilancio e che c’è la volontà di rendere il bilancio il più trasparente possibile. La relazione mi è sembrata un po’ troppo astratta e poco chiara, subito non avevo capito bene di cosa stessimo parlando, poi l’assessore e il sindaco hanno chiarito meglio la questione. Il punto di riferimento è il Comune di Reggio Emilia, che attraverso la collaborazione con la Fondazione Civicum ha già realizzato interessanti progetti di partecipazione dei cittadini.

[2] Continua la relazione il sindaco Denti, premettendo che quest’anno c’è 1.000.000 di Euro in meno a causa di mancati trasferimenti da parte dello stato, ma che comunque non ci sarà nessun aumento delle aliquote delle imposte. Purtroppo sarà necessario effettuare qualche taglio e, quindi, il sindaco passa ad illustrare i PUNTI CHIAVE e gli OBIETTIVI più importanti da salvaguardare:

– per il sociale si pensa a campagne ed interventi mirati a seconda delle difficoltà ed alla diversificazione dei canali di trattamento e di accoglienza, considerato che molte famiglie che si trovano ora in difficioltà economica sono al di fuori dei casi ritenuti cronici e necessitano quindi di sostegni differenziati (ha fatto riferimento ad esempio a campagne di diritto allo studio). Lo stanziamento rimane invariato rispetto al 2009, con un aumento di 2-3 Euro per abitante a seguito della creazione di un tavolo anti-crisi;

– per l’economia si confermano gli aiuti alle imprese con i finanziamenti delle Coop Fidi e un contributo al fondo regionale istituito per il credito alle imprese in difficoltà;

– per la cultura si pensa ad una riprogettazione degli eventi, con un impegno serio ad avvalersi della collaborazione delle aziende locali per le attività accessorie e di supporto, in modo da riuscire anche a rivitalizzare l’economia del territorio;

– riduzione delle consulenze esterne “chiavi in mano” (la consulenza di un tecnico esterno che dà il suo parere, prende i soldi e se ne va) ed incentivazione delle attività di formazione del personale del Comune, in modo da ridurre allo stesso tempo le spese per le consulenze esterne e le spese per la formazione del personale (sostituita da una formazione sul campo);

– per il personale si è iniziato un percorso di condivisione di attività e funzioni tra i vari settori e, contemporaneamente, si è deciso di non assumere nuovo personale e di non sostituire i pensionamenti;

– per il centro storico è stato ideato un progetto pilota, che prevede un accordo (tramite agevolazioni ed incentivi) con i proprietari degli affacci e dei piani terra affinchè offrano affitti calmierati a piccoli artigiani o imprenditori che intendano trasferire (od iniziare) la loro attività economica in centro;

– per la riduzione degli sprechi e dei rifiuti si è istituito il “last minute market”, attraverso il quale sia possibile ridistribuire ad associazioni od enti di volontariato il cibo o i farmaci da smaltire. Tutto questo avviene ovviamente tramite un protocollo stabilito dall’asl;

– per il piano degli investimenti ci sarà una riduzione delle risorse disponibili ed alcune opere saranno finanziate solo se ci sarà la possibilità di usufruire di contributi esterni (da altri enti pubblici o da privati). Si rende quindi necessaria una selezione delle priorità, che sono state individuate in tre macro investimenti: il polo per la sicurezza, il nuovo plesso scolastico e la riqualificazione dell’ex mercato ortofrutticolo (per il quel si prevede un progetto partecipato che prenderà avvio all’inizio del 2010).

Credo che sino tutti spunti ed idee molto valide ed interessanti. L’unica nota di bisimo è che ho avuto l’impressione di una grande frammetarietà delle proposte e di una mancanza di un quadro globale, che non sia quello della scarsità di fondi. Come già più volte è stato detto, sembra che manchi una riflessione globale sulla situazione ed il futuro di Vignola, sembra che le iniziative siano un po’ degli eventi isolati l’uno dall’altro e privi di una cornice comune. Manca, secondo me, una visione d’insieme della città, oppure manca la capacità di trasmettere questa visione. La sensazione che ho avuto è di tanta buona volontà e buone intuizioni, ma di una grande disorganizzazione di fondo. Adani aveva una sua visione della città, che io peraltro non condivido, il nuovo sindaco avrebbe probabilmente i numeri per dare un grande segno di discontinuità ma sembra che ancora non sia riuscita a chiarirsi bene le idee.

[3] Interviene infine l’assessore Montanari, che illustra il PIANO DEGLI INVESTIMENTI per le opere pubbliche 2010-2012, sottolineando i punti più salienti che riguardano il bilancio 2010. Per prima cosa, l’assessore precisa che quest’anno il piano degli investimenti deve sottostare ad un vincolo che prevede di portare a termine tutte le verifiche antisismiche degli edific entro la fine del 2010. E’ stata stimata una spesa pari a circa 350.000 Euro per completare le verifiche già iniziate nel 2009. Di 28 strutture per le queli è necessaria la verifica ne sono già state verificate 6, per la maggior parte sono scuole o comunque edifici ad uso statale, ma non ci sono fondi nazionali destinati ad assolvere a tale vincolo. Le priorità che sono state individuate per il piano degli investimenti sono:

sicurezza intesa in termini generali di messa in sicurezza delle strade e dei marciapiedi, attraverso il miglioramento dell’illuminazione pubblica (circa 3.000.000 di euro), la messa in sicurezza di incroci ed innesti stradali (Via Libertà/Tangenziale, Via Matteotti), la messa in sicurezza del manto stradale (Via Portello);

riqualificazione e manutenzione: sono stati stanziati 1.500.000 Euro per la manutenzione e le riparazioni degli edifici pubblici e si cercherà di investire maggiormente sulla riqualificazione e sulla manutenzione dell’esistente. In questo quadro si inseriscono interventi necessari, complice la carente manutenzione nel passato (marciapiede di Corso Italia), ed interventi che saranno realizzati solo in caso di finanziamenti esterni (Via Minghelli con contributi della Regione). In fase di progettazione e di manutenzione sarà sentito il parere preventivo e vincolante del “CRIBA” (centro di informazione regionale sulle barriere architettoniche);

edilizia scolastica: accanto al macro progetto del nuovo plesso scolastico (sul quale noi avremmo qualcosa da obiettare, ma speriamo che sarà aperto un tavolo di confronto e discussione) , ci sono progetti di risistemazione e ristrutturazione delle strutture esistenti (trasferimento di sezioni presso la scuola “Le Coccinelle” e risistemazione della palestra della scuola “Calvino”). E’ in fase di avviamento anche il progetto del “Piedibus”, che sarà attivo a partire dal prossimo anno scolastico e che permetterà ai bambini di raggiungere le scuole a piedi nella massima sicurezza, con notevoli vantaggi in diversi campi (viabilità, salute, socialità, senso civico);

verde pubblico: il prossimo anno ci sarà un stanziamento del 22% in più rispetto al 2009 in materia di verde pubblico. Il progetto di punta è il censimento quantitativo e qualitativo delle aree verdi e delle alberature della città che, grazie alle nuove tecnologie informatiche, permetterà di monitorare le condizioni del verde pubblico di Vignola e di gestire in modo più efficace ed efficiente le manutenzioni manuali. Si è pensato anche ad un progetto di “adozione” delle piccole aree verdi presenti in città, che non sono adibite a parco perchè troppo piccole, da parte di volontari che si occupino della loro gestione e manutenzione. Per il 2010 è prevista la realizzazione di due parchi pubblici: il parco di Via di Mezzo (interamente progettato dai tecnici del Comune e con una considerevole riduzione della spesa) e il parco “Dei Bambini e delle Bambine”. Per quest’ultimo è stato detto che il progetto non è più quello che era stato predisposto e che ora rientra all’interno del progetto del “Contratto di fiume Panaro”; che il primo stralcio è quello della zona vicina allo Sgabellatore; che la vocazione del parco sarà agricola e didattica e che verranno coinvolte le scuole e gli agricoltori.

[4] Per tirare un po’ le somme, credo che questa serie di incontri abbia avuto le sue luci e le sue ombre, come tutte le cose.

Da premiare la buona volontà e il desiderio di aderire a questa esigenza di partecipazione e di trasparenza avvertita da molti cittadini. Da premiare anche la buona volontà nel dimostrarsi vicini ai cittadini, nell’uscire dalle segrete stanza per andare nei quartieri, confrontandosi coi cittadini “a casa loro”. Da premiare e da tenere in seria considerazione le buona parte delle proposte portate avanti e tutti i buoni propositi e le dichiarazioni di intenti. Molte affermazioni sono condivisibili e molti progetti sono da non sottovalutare.

I lati negativi riguardano sia il metodo che il merito.

Innanzitutto la scarsissima informazione (ai cittadini e al Consiglio Comunale), fatta di volantini che sono usciti tardi e malamente diffusi, manifesti che sono stati affissi venerdì, mail che sono state inviate la sera precedente l’incontro. Anche senza pensare ad azioni in mala fede, è comunque un comportamento assolutamente inaccettabile, che rivela un’organizzazione maldestra e goffa. E’ dalla metà di novembre che leggo sul calendario della sala consiliare, nell’area riservata ai consiglieri, “incontro coi cittadini del centro storico” in data 28 novembre, senza capire a cosa si riferisca. Possibile che non si riuscisse a fare una campagna pubblicitaria fatta come si deve?? La capacità di comunicazione del sindaco e di questa Amministrazione è davvero misera. Penso che debbano ancora lavorare molto in questo senso. E’ vero che è fondamentale avere qualcosa da dire, ma se non si riesce ad arrivare alle persone credo che il contenuto diventi del tutto inutile.

In secondo luogo, ma l’ho già detto, l’impressione di una grande frammentarietà degli interventi sulla città (in merito di bilancio, ma non solo) e della mancanza di un filo conduttore ideale che unisca tutte le azioni dell’Amministrazione. L’unico fattore comune sembra essere la scarsità di fondi, che in effetti è un problema reale ed importante, ma che non può di certo essere l’unico motore delle scelte di un Comune. Forse si dovrebbe partire da un’idea globale della città che si pensa essere l’ideale, per poi calabrare le scelte in base alla situazione contingente. Io, purtroppo, non ho ancora capito cosa pensi o cosa immagini per il futuro di Vignola il nostro nuovo sindaco e la sua squadra. Spero di aver presto dei chiarimenti, magari coi fatti, ma anche con le parole.

In conclusione: buone idee e buoni spunti, qualche volo pindarico e troppe parole, volontà di avvicinarsi ai cittadini e farli partecipare, pessima capacità di comunicazione/informazione e frammentarietà delle proposte, disponibilità al dialogo e al confronto, mancanza di un’idea globale di città, informazioni interessanti ed utili. Sarebbe stata una buona occasione di crescita per l’Amministrazione e per il cittadini, ma è stata sfruttata male. Peccato per la scarsa partecipazione dei cittadini, ma credo che la colpa sia solo del Comune per come ha gestito la comunicazione, non certamente di chi non è intervenuto perchè non informato. Immagino (e spero!) che sia solo una fase di assestamento, anche sepenso che su questo tema sarebbe stato bene arrivare più preparati e pronti. 

Al prossimo progetto partecipato!! 🙂

 Chiara

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