Soppressione delle tariffe ridotte per l’editoria

Pubblichiamo il testo di una mail che ci è stata spedita da Marco Bini in merito al problema delle tariffe per l’editoria.

Ciao a tutti!

Scrivo per informarvi che giusto un paio di giorni dopo le elezioni, il nostro amato e gettonato governo ha promulgato un decreto con il quale, a partire dal 1 aprile, sono sospese le tariffe postali agevolate per l’editoria (trovate il testo qua)

Si parla di sospensione per insufficienza di risorse (e siamo appena usciti dal primo trimestre dell’anno…) e della possibilità che esse vengano rifinanziate con successivo decreto, ma chiaramente la cosa allarma tutto il mondo dell’editoria, soprattutto quella piccola e indipendente. Il rischio concreto, vista la direzione politica del governo nei confronti dell’industria culturale, è che dette tariffe vengano non solo sospese, ma soppresse.

La tariffa ridotta editoriale è ciò che permette ad un’editoria piccola e media di sussistere, e di fornire il prodotto libro ancora a prezzi accessibili a molte tasche.
Badate bene: non si parla solo delle micro-case editrici (per cui siamo fuori dalla retorica dei piccolissimi che lavorano meglio dei grandissimi, il che è vero solo a volte…), ma riguarda tutto un mondo di edizioni che troviamo abbastanza comunemente sugli scaffali delle librerie, o che comunque possiamo reperire con un semplice ordine dal nostro libraio. Se prima, per un pacco di libri al di sotto dei 3,5 kg circa, un editore pagava max 1,35 € di spedizione, ora rischia di pagare
l’intero, cioè 7 €. Con i margini ridotti di guadagno con i quali lavorano le case editrici (e i grossisti, e i librai…), il rischio è di dover alzare i prezzi, oppure ricaricare sul lettore i costi di spedizione (cosa che in libreria avviene molto, ma molto di rado), e di non permettere più alle case editrici medie e piccole di spedire un buon quantitativo di copie omaggio a critici, giornalisti, associazioni, insomma tutti coloro che possono fare opinione e promuovere un libro che non può acquistare spazi sui giornali o sui grandi siti internet.

Vi ho scritto questa cosa perché credo sia per noi preoccupante, come lettori e persone interessate alla formazione propria e di tutti i cittadini. Il testo del decreto lascia qualche apertura, ma bisogna vigilare perché è in gioco una partita molto, molto più importante di quanto non si pensi…

Un caro saluto a tutti

M.

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