Vignola Patrimonio: una storia opaca di Monica Maisani

Aprile, mese di bilanci. In questo mese , secondo il nostro codice civile, vengono approvati i bilanci consuntivi delle Società commerciali e anche per la neonata “Vignola Patrimonio S.r.l.” ci si accinge a farlo. Il prossimo Consiglio Comunale dovrà, tecnicamente, autorizzare il Sindaco ad approvare il bilancio in Asssemblea dei soci. Sulla base di una Relazione presentata nei giorni scorsi  dal nuovo Amministratore Unico e Consigliere Comunale di maggioranza (in quota PD) Dott. Guerrino Cassani , i Consiglieri Comunali dovranno esprimere le loro valutazioni e votare a favore o contro la delibera di autorizzazione del Sindaco.

Come molti ricorderanno, la Lista di cittadini Vignola Cambia in occasione della campagna elettorale dello scorso anno sollevò la questione relativa alla mancanza di trasparenza delle decisioni sulla società  basandosi  anche sul palese conflitto di interessi in cui si trovava l’allora Amministratore Unico e Sindaco Roberto Adani che rivestiva contemporaneamente la carica di gestore della società e di unico  azionista. Sin dalla sua costituzione , si rilevava, la Società e le sue operazioni potevano essere gestite e controllate soltanto da una parte dei rappresentanti dei cittadini, essendo la maggior parte delle operazioni approvate o dal Sindaco direttamente  o dalla Giunta e solo successivamente ratificate dal Consiglio. Questo comportava, tra l’altro , un grave “deficit democratico” , essendo la società di fatto gestita solo dalla maggioranza presente in Consiglio. Si rilevò inoltre che anche l’organo di controllo contabile , il Revisore Unico, era nominato   dalla maggioranza.

Un ulteriore rilievo mosso dalla Lista riguardava anche l’oggetto sociale che  può essere qui  sintetizzabile in “Gestione e valorizzazione di parte del  patrimonio immobiliare del Comune di Vignola ( lotti edificabili nell’area Nuovo mercato ortofrutticolo; altri immobili),    gestione di servizi pubblici  come la Farmacia Comunale e il Mercato Ortofrutticolo nonché la realizzazione di alcune importanti opere pubbliche e investimenti ( Polo della sicurezza, Ex Mercato Ortofrutticolo). Grandi investimenti e notevoli  somme di danaro  , prima rientranti nel Bilancio del Comune ( beni e servizi pubblici, corrispondenti ad altrettanti interessi e bisogni dei cittadini,  quindi) , “uscivano” dal controllo democratico del Consiglio Comunale ed entravano a far parte del patrimonio e dell’attività di una Società a totale partecipazione pubblica ma di fatto  gestita con criteri aziendalistici da un gruppo ristretto di persone.

Allora ci si domandava: può la speculazione edilizia coincidere con l’ interesse pubblico ? Dove vanno a finire i nostri beni e interessi comuni? Sono efficaci gli strumenti di controllo previsti dallo  Statuto della Società? Cosa significa “ controllo analogo”? Possono i cittadini comprendere tutto questo e, soprattutto, hanno avuto modo di conoscerlo?

Durante la campagna elettorale si tentò di convincerci che la costituzione della Società era stata una scelta quasi obbligata per ottemperare al “famigerato” patto di stabilità che “strozza “ le Amministrazioni locali impedendo loro di gestire le risorse come meglio credono ( con buona pace del tanto declamato federalismo fiscale!),  che si sarebbero potuti ottenere vantaggi di tipo fiscale  e recupero di efficienza nella gestione delle attività trasferite. Inoltre l’allora Sindaco in carica che , come Amministratore Unico sarebbe dovuto decadere in dicembre , per fugare ogni dubbio sulla confusione dei ruoli rivestiti,  annunciò le sue dimissioni ad elezioni concluse. Di fatto, però, Adani  è rimasto in carica fino alla nomina del nuovo Amministratore, avendo egli siglato tutti i documenti riguardanti la società , come ad esempio il Budget e il Piano degli investimenti 2010 presentato a novembre 2009  ( due paginette di conti senza una riga  di accompagnamento)  assieme al Bilancio di previsione 2010 del Comune di Vignola. Una finta, quindi.

Il tentativo di convincerci della bontà dell’operazione e della inconsistenza  dei nostri rilievi sulla “trasparenza e democrazia” è proseguito anche dopo l’elezione della Sindaca Denti e del nuovo Consiglio Comunale nel quale siamo entrati con una rappresentante , Chiara Smeraldi.

Nel mese di Settembre 2009 si è tenuta una Commissione nella quale i tecnici dei vari servizi coinvolti , il Segretario generale, Sindaca ed Assessori competenti,  hanno esposto ragioni politiche e tecniche della costituzione della Società  col supporto di dati,  numeri e progetti. Apprezzammo il gesto, ma alla fine  l’impressione che se ne ebbe  fu , per la verità, ancora una volta,  che prevalessero le ragioni tecniche su quelle politiche e che la società fosse in  mano ad una sorta di forte “tecnocrazia” affiancata da una debole  “oligarchia politica” . Ancora oggi questi dubbi non ci hanno abbandonato.

Il nostro Gruppo consiliare, per favorire un maggiore controllo democratico della Società ha presentato  nei mesi successivi una proposta di Delibera consiliare  di indirizzo con l’intenzione di riportare nell’ambito istituzionale del Consiglio Comunale,  della maggioranza ma anche della minoranza , la maggior parte delle decisioni riguardanti la vita della Società , tra cui  la conclusione di accordi di partenariato pubblico e privato per la realizzazione di opere pubbliche ( es. Project finance) e le alienazioni di beni immobili di proprietà della società; venne inoltre richiesto che l’amministratore relazionasse al Consiglio periodicamente, nell’ambito di verifiche trimestrali,   sulle attività svolte ( fino ad allora nessuna relazione era stata presentata e non si era tenuto  nessun incontro con i Consiglieri , vecchi e nuovi) e venne infine richiesto,  riguardo agli organi della società, che  si procedesse a nominare un Consiglio di Amministrazione ( al posto di un Amministratore Unico) e un Collegio di revisori  ( al posto del Revisore Unico), nei quali , pertanto, potessero essere presenti anche rappresentanti delle minoranze.

Dopo una lunga discussione,  la maggioranza ha presentato una proposta di Delibera che  accoglieva alcune nostre richieste, ma solo in parte. L’atto, infatti, che è stato approvato il 25 novembre 2009 ( Del n. 86)  ,con il nostro voto contrario , oltre ad affermare un principio importante e cioè che “ Il Socio della società non è il Sindaco , ma il Comune , rappresentato da tutti i suoi Organi…”,   prevede alcune  deroghe utili ad un maggiore controllo democratico , ma non accoglie le nostre richieste sulla composizione degli  organi, essendovi  solo un impegno “formale” ad apportare modifiche all’atto costitutivo al fine di ampliare le competenze del revisore contabile. A tutt’ oggi questo impegno non è stato onorato. Di fatto, quindi, la gestione e il controllo contabile  della società rimane ancora  saldamente in mano alla maggioranza.

Da gennaio di quest’anno è entrato in carica il nuovo Amministratore Unico Dott. Guerrino Cassani che succede all’ex sindaco Adani . La scelta, si legge sul giornalino “Vignola informa” di dicembre 2009,  “ è caduta su un Consigliere per aumentare il coinvolgimento del Consiglio Comunale sulle scelte “proprie” (?) dell’azione di governo. L’articolo prosegue con un’ intervista al neo Amministratore che dichiara: “In qualità di Amministratore è mia intenzione profondere il massimo impegno per raggiungere i tre principali obiettivi che l’Amministrazione si è posta nel costituire questa società : partecipazione , trasparenza ed efficienza”.  Si legge, ancora nell’articolo, un’ intervista ad un esperto , il Dott. Alberto Iori, il quale  sottolinea  i vantaggi che i Comuni  possono trarre nella costituzione di società patrimoniali  e che possono essere sintetizzati nei seguenti fattori: flessibilità gestionale ( tradotto:  sono in pochi a decidere e  decidono in fretta); gestione dell’indebitamento ( trad: il patrimonio della società può essere una valida garanzia per accedere al credito per la realizzazione di opere pubbliche ….. ritradotto: possiamo aggirare i vincoli del  patto di stabilità e darci alla pazza gioia!); sviluppo del territorio ( trad:  possiamo entrare nel  “favoloso business immobiliare”!) ; ottimizzazione fiscale ( trad: si può detrarre l’IVA … minori costi ).

 Ma neanche  dopo queste dichiarazioni i  nostri dubbi si sono  dissolti, anzi esse ci inducono a credere che  forse avevamo ragione!

 Siamo così arrivati ad oggi in cui si deve approvare il primo bilancio della Società Vignola Patrimonio S.r.l. che nel frattempo si è dotata di un bellissimo logo commerciale : una foglia di vite di colore rosso nella quale al posto delle naturali venature si intravede  una mappa catastale.  Ma anche in questo piccolo particolare la storia di questa società ci sembra poco chiara: cosa c’entra la natura con la speculazione edilizia? Siamo forse di fronte alla solita operazione di “greenwashing”?

 E, nonostante gli sforzi di farci mandare giù questa operazione, restiamo della stessa idea : la gestione privatistica di beni e servizi pubblici non ci piace.

 Proviamo infatti a leggere i dati forniti da Cassani seguendo i tre principi ispiratori del suo mandato.

Prendiamo ad esempio la gestione della Farmacia Comunale e valutiamola dal punto di vista della partecipazione , dell’efficienza e della trasparenza. La Nota integrativa al Bilancio consuntivo 2009, datata 14 aprile 2010,   dedica ben 6 pagine delle 14 complessive alla Farmacia “Attilio Neri”( l’unica attività gestita dalla società che consegue un utile di esercizio) così intitolata nella sua nuova sede  che si trova nel “ non luogo” chiamato Centro Direzionale Marco Polo , inaugurata in pompa magna dalle autorità  il 13 marzo scorso. I  locali della farmacia sono stati acquistati  ( trasparenza:  conosciamo il nome  di chi ha venduto ?) dalla Società Vignola Patrimonio  al prezzo di 550.000 euro ( prezzo equo?) e pagati contraendo un leasing finanziario per l’intera somma . Tale debito “peserà” sul bilancio della Società ( e quindi sui cittadini vignolesi)  per un importo annuale pari a 38.000 euro.  Il  Comune di Vignola ( e quindi i cittadini vignolesi)  , tra l’altro, per consentire alla società di sostenere tali  costi  ha deciso di  rinunciare , per tutta la durata del finanziamento,  ad incassare   dalla società  30.000 euro a titolo di canone di concessione per la gestione della farmacia. Dove sta l’efficienza economica di una tale operazione? Se la società  operasse in  un “vero” mercato dovrebbe sostenere entrambi i costi! Inoltre  dal consuntivo 2009 emergerebbe un utile ( prima delle imposte)  di 87.000 euro dovuto al notevole incremento dei ricavi ( 5,61 % ) rispetto alle gli altri esercizi gestiti dai privati ( solo, si fa per dire, 2,34%). Non c’è che dire: il business della salute rende!  Ma guardando la cosa dal punto di vista della partecipazione, possiamo essere sicuri che i cittadini vignolesi sono disponibili a ricevere minori servizi ( minori entrate , minori servizi, come ad esempio i contributi per l’affitto che sono stati ridotti nel bilancio del Comune  o altri interventi di sostegno alle famiglie )  per far conseguire utili alla farmacia ? Non sarebbe stato meglio incassare come Comune il canone di concessione e come Farmacia  fornire maggiori  servizi ai   cittadini più bisognosi a prezzi c.d. “politici” rinunciando così a conseguire utili?

 Passiamo al Mercato Ortofrutticolo.   L’immobile, del valore di 4.597.000 euro è stato conferito dal Comune di Vignola  nel patrimonio della società all’atto della sua costituzione ( dicembre 2008). Successivamente ( nel gennaio 2009)  la VP ha acquistato dal Comune di Vignola i lotti circostanti per un valore complessivo di 2.830.000 euro. Per pagare questo importo la VP, nel dicembre 2009, ha contratto un debito ( sotto forma di  apertura di credito) con la CRV per un importo massimo di 5.200.000 euro, garantito dall’immobile conferito e dall’area con potenzialità edificatoria. Sempre nel dicembre 2009 la VP ha pagato un acconto al Comune di Vignola  per l’acquisto  dei lotti per un importo di 1.600.000 euro. Quali i motivi di questa operazione? Per entrare nel meraviglioso mondo del business immobiliare! Secondo i piani della società , infatti, i lotti divenuti edificabili  e urbanizzati dal Comune, sarebbero stati venduti a privati che avrebbero realizzato le loro opere. Ma , si legge nel documento di Cassani, “causa la sopraggiunta crisi economica e del mercato immobiliare , una prima gara per la vendita dei lotti è andata deserta”. Traduciamo per i non tecnici: i lotti ci sono rimasti sul “groppone” e pure il debito contratto! Dove sta, allora, l’efficienza  nella gestione dell’operazione?

Sempre restando sul tema “mercato ortofrutticolo” , leggendo il conto economico 2009 tutto sembrerebbe rose e fiori , perché il risultato è un bellissimo pareggio. Ma andando a leggere il budget 2010 , si notano alcune “ diseconomie” o “ inefficienze” non di poco conto, a cui non si è voluto mettere mano. Ci si riferisce all’enorme costo per l’energia elettrica ( ben 48.000 euro l’anno) che potrebbe essere abbattuto semplicemente prevedendo un investimento per l’installazione di pannelli fotovoltaici sulla copertura dell’edificio. Invece di fare gli immobiliaristi i nostri Amministratori ( fino ad ora due!) non potevano occuparsi di efficienza energetica? In questo modo avrebbero fatto bene alle nostre tasche e all’ambiente, senza scomodare le piante di vite!

Ultimo argomento : la straordinaria opera pubblica programmata dall’Amministrazione precedente denominata “Polo sicurezza”. Fino ad oggi abbiamo studi di fattibilita’, progettazioni definitive, revisioni del progetto per adeguamenti alla normativa antisismica e ben tre scenari progettuali e di costo. Dal punto di vista dell’efficienza siamo messi male ! Ma siamo ancora in alto mare anche da un altro punto di vista : chi paga? Ci sono ancora  troppe incertezze sia sui contributi ( statali, regionali, provinciali) sia  sull’entità del cofinanziamento dell’opera da parte dell’Unione Terre di Castelli. Una certezza però ce l’abbiamo: forse non tutti sanno che… ( trasparenza!)  il terreno su cui verrà realizzato il Polo della sicurezza è stato “gentilmente” ceduto gratuitamente ( si fa per dire) da privati ( come si chiamano?)  in cambio di una concessione edilizia per la realizzazione di un altro “ non luogo “ sempre in zona tangenziale di Vignola . C’è già un bellissimo cartello. Il costo in termini di “ consumo di  suolo” non è stato contabilizzato, però, tra i costi dell’opera. Lo pagheranno le generazioni future e, si sa, che  quelle  per ora non votano.

Per concludere si fanno due ultime osservazioni.

La prima si riferisce al fatto che la Corte dei Conti sta inviando questionari a tappeto a tutti i Comuni che hanno costituito Società patrimoniali allo scopo di individuare eventuali forme di “elusione “ del patto di stabilità ( v. Il Sole 24 ore del 20 aprile 2010).  Sta per cadere, forse, il castello fin qui costruito?

La seconda si riferisce al  “Contratto per prestazione di servizi aziendali, tecnici ed amministrativi” concluso tra la Società Vignola Patrimonio S.r.l. , il Comune di Vignola e l’Unione Terre di Castelli ( v. delibera di Giunta Comunale di Vignola n. 58 del 29/03/2010), ultima “perla” in termini di efficienza e trasparenza.  In sostanza il Comune di Vignola ( per la somma forfettaria di 15.000 euro l’anno) e l’Unione ( per la somma di 5.000 euro l’anno) forniranno, tramite le proprie strutture ( traduci : personale )  servizi  continuativi nei seguenti settori aziendali e tecnici : tecnico progettuale, segreteria generale e segreteria amministrativa, appalti, contratti, amministrazione generale, gestione del personale, contabilità e bilancio, tesoreria, finanza e controllo, elaborazione e gestione informatica, servizio protezione e prevenzione, comunicazione e relazioni con il pubblico, rapporti con l’utenza, rapporti con le Autorità amministrative centrali e periferiche. No comment!

Alla luce di quanto sin qui esposto riteniamo che la vicenda che riguarda la Società Vignola Patrimonio sia ancora  poco chiara. Non siamo d’accordo sul modo poco trasparente e poco efficiente  con cui essa  viene gestita e sulle attività che svolge, né che possa portare reali vantaggi alla collettività e tantomeno  migliorare la qualità della vita dei cittadini vignolesi. Non crediamo che la speculazione edilizia e in generale le attività che producono utili ( fornite cioè a prezzi di mercato) siano uno  strumento idoneo per reperire risorse  attraverso cui soddisfare i bisogni dei cittadini .  I cittadini non sono adeguatamente informati (  ad esempio , gli atti  riguardanti la società sono difficilmente reperibili sul sito del Comune) e non sono in grado di controllare l’efficienza della  gestione, neanche attraverso i loro rappresentanti in Consiglio Comunale. Dal punto di vista della partecipazione , la società continua ad essere gestita da un gruppo ristretto e il coinvolgimento delle forze di minoranza è nullo.

Per questi motivi abbiamo espresso voto contrario alla delibera di autorizzazione del Sindaco ad approvare, in qualità di socio, il bilancio consuntivo 2009 della Società Vignola patrimonio S.r.l.

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2 Comments

  1. “Demagogia, disinformazione sistematica e falsità: eccole cosa caratterizzano le liste civiche Vignola Cambia e Città di Vignola” così ha affermato – come riportato su Il Resto del Carlino di oggi, sabato 15 maggio – Guerrino Cassani, consigliere comunale del PD e amministratore di Vignola Patrimonio Srl. Tutta questa veemenza sarebbe stata originata dalle critiche al progetto del Polo per la sicurezza che, con la nuova amministrazione comunale, ha visto lievitare superficie e costi: da 1.960 a 3.600 mq; da poco più di 3 milioni di euro a 6,7 milioni. E’ assolutamente normale che minoranze consiliari e cittadini vogliano conoscere meglio il progetto e facciano loro valutazioni. Anche perché, ad oggi, del progetto si sa ancora poco e delle ragioni che hanno portato all’incremento dei costi ancora meno (alcune cose sono state dette dalla maggioranza, ma in modo sinora poco convincente). Anzi il comunicato prodotto dall’amministrazione comunale n.71 del 6 maggio 2010 evidenzia un certo imbarazzo nel trattare l’argomento. Vi si dice che i 3.600 mq della nuova progettazione sono così divisi: 1.250 mq per i Vigili del Fuoco, 1.420 mq per la protezione civile, 930 mq per la Polizia Municipale. E la Pubblica Assistenza di Vignola? In questa assegnazione degli spazi non compare. Singolare dimenticanza! Singolare il concetto di trasparenza che in queste occasioni mette in atto l’amministrazione comunale. E singolare anche quello del consigliere Guerrino Cassani che ha postato il comunicato dell’amministrazione nel sito web del PD. Ma il giorno dopo il sindaco di Savignano, Germano Caroli, anche assessore alla protezione civile per l’Unione Terre di Castelli lamenta sulla stampa (Resto del Carlino, 7 maggio 2010) che in realtà alla protezione civile dell’Unione, con 90 volontari, sono stati assegnati 18 mq. Dunque sono 1.420 o 18 mq? E la Pubblica Assistenza? Di quali spazi beneficia? Guerrino Cassani, che è amministratore della Vignola Patrimonio Srl (la società che commissionerà l’opera), avrebbe il dovere di dire le cose come stanno. Avrebbe il dovere di presentare in modo chiaro il progetto. Invece di fare l’energumeno verboso farebbe bene a spiegare ai cittadini di vignola ed ai consiglieri comunali, anche a quelli di maggioranza, le precise caratteristiche del progetto. Altrimenti l’impressione che offre è quella di uno dalla coda di paglia.

  2. Hai ragione Andrea. E’ veramente impressionante la veemenza verbale di Guerino Cassani. E’ l’espressione di insofferenza viscerale nei confronti della critica e di’incapacità di riconoscere il ruolo dell’opposizione. Da ottimista e ingenuo voglio credere alla sua buona fede. Voglio credere che sia convinto che il progetto presentato sia il migliore possibile (avremo il tempo di verificarlo). Ma è innanzitutto il metodo che non convince. Non è possibile che non si renda conto che – come dice Andrea – un progetto del genere (assolutamente qualificante per questi cinque anni di amministrazione) vada meglio spiegato a tutti: ai cittadini, ai consiglieri comunali, agli stessi amministratori. Solo inaugurando un modo di amministrare trasparente e partecipato si può sperare di riconquistare il rapporto con la gente. Solo ascoltando le richieste e le proposte dei cittadini si può governare serenamente. Solo lasciando da parte l’arroganza che deriva dall’essere “maggioranza” (peraltro risicata) si può puntare ad allargare il consenso. Ma sia ben chiaro che quando parlo di democrazia e partecipazione penso a qualcosa di completamente diverso dalla vicenda di Via Barella, conclusa senza ascoltare i cittadini, con l’ausilio di improbabili perizie.
    Credo che il PD si stia attrezzando, quasi scientificamente, a perdere le prossime elezioni, convinto della sua più assoluta autosufficenza, sordo alle proposte delle altre forze politiche (a meno che non siano pressochè innoque come quelle del PDL), incapace di raggiungere i cittadini (compresi i suoi elettori), ingessato nella gestione dell’esistente, più realista del re di fronte alle novità, ecc. ecc.
    Mauro

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