Giochi d’acqua di Mauro Smeraldi

“Il tentativo di incatenare le nuvole e trasformare

la pioggia e i fiumi da culla della vita a fonte di profitto

è una bestemmia contro gli uomini e contro Dio:

Come può chi dice di difendere il diritto alla

vita negare il diritto a ciò che della vita è

origine e nutrimento indispensabile?

Come può chi afferma di lottare per un mondo

più giusto anche solo immaginare di affidare

ai bilanci di qualche società il prezzo della vita?”

Io le ho solo riportate. Ma le parole sono di Nichi Vendola. Pensate: se avessero prevalso le tesi di D’Alema (che negli ultimi quindici anni non ne ha azzeccata una che una) avremmo perso anche la Puglia e Vendola. La prossima volta  potremmo perdere l’Emilia.

Se tutto continua così. Se si continua a pensare solo alla gestione dell’esistente. Se si continua a rincorrere il centro-destra sui suoi temi o in inutili e sterili polemiche. Senza nuovi progetti e senza scelte coraggiose. Senza alternativa.

Ma cosa si vuol dire quando si parla di “alternativa”? E’ da tempo che questo termine, che dovrebbe dare speranza, accendere sentimenti e motivare partecipazione, si è trasformato in un termine vuoto, circondato da nebbie troppo fitte per parlare al cuore e alla mente della gente. Dobbiamo restituirgli un senso e un significato capaci di intervenire sul presente e di prefigurare un altro modo di vivere possibile.

Ricordate i tre obiettivi della campagna elettorale di Vignola Cambia?  Democrazia Solidarietà e Ambiente. La battaglia per l’acqua pubblica li raccoglie tutti tre. Il punto di partenza non può essere che la grande manifestazione di Roma del 20 marzo. Chi l’ha vissuta ne ha tratto grande entusiasmo e speranza. C’erano anche molti sindaci. Alcune bandiere del PD. E tante di Rifondazione e di Italia dei Valori. Ma non erano di Vignola.

Il primo punto di arrivo della battaglia saranno i tre referendum popolari per la ripubblicizzazione dell’acqua. Nessuna ambiguità può essere ammessa: l’acqua deve tornare ad essere un bene comune senza distinguo o eccezioni. Perché in gioco c’e’ un’idea globale di comunità, di rapporti tra persone, un codice di valori primari e fondanti.

Lo dicono la religione e la filosofia. L’acqua è un diritto naturale, universale, primario ed inviolabile della persona. Cristo e’ stato battezzato nell’acqua del Giordano che era di tutti. L’acqua (insieme alla terra, al fuoco e all’aria) era tra gli elementi fondamentali dell’universo nella filosofia presocratica. Va difesa.

Ci sono segnali di speranza e ve ne segnalo tre:

a) la volontà della Città di Parigi di ripubblicizzare l’acqua e in Italia la stessa decisione presa dalla Città di Aprilia;

b) l’impegno di importanti giuristi come Rodotà e Mattei.  Rodotà ipotizza una nuova categoria di beni giuridici (i “beni comuni”) che va al di là della storica distinzione tra beni pubblici e beni privati, e ipotizza anche il ricorso all’art. 43 della Costituzione, ove si dice che, ai fini dell’utilità generale, la legge può trasferire a comunità di lavoratori o di utenti le imprese che si riferiscono a servizi pubblici o che abbiano carattere preminente di interesse generale.

c) l’adesione ai referendum di molti militanti PD (e nel caso di Ancona dell’intera federazione del partito)

Insomma bisogna darsi da fare. Coinvolgere i partiti, le associazioni, le comunità religiose, i cittadini. Conoscete uno di loro che sia soddisfatto della gestione Hera? Abbiamo creato un carrozzone che non ha migliorato i servizi, che non li fa pagare di meno, che non e’ soggetto a controlli efficaci, che e’ lontano dai cittadini, che ha dilatato i tempi, che pasticcia amministrativamente. Può bastare?

Una notazione finale. Per Luca. Il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha affermato che muoiono più persone per via dell’acqua poco sicura che non a causa di tutte le forme di violenza, incluse le guerre.  In Italia il problema principale e’ quello delle reti colabrodo, che disperdono in alcuni casi anche un terzo delle risorse, mentre da giugno a settembre, al sud e nelle isole, i cittadini non dispongono del fabbisogno idrico minimo giornaliero. Pensate quanto lavoro ci sarebbe da fare in questi momenti di crisi economica.  

E ancora tre inviti per chi non si è perso d’animo:

1) firmate e fate firmare

2) partecipate attivamente alla raccolta delle firme (c’è bisogno di volontari)

3 ) partecipate e fate partecipare all’iniziativa dell’11 maggio alla Cantelli

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