L’ACQUA PERDUTA. E IL PD? di Mauro Smeraldi

Il Consiglio Comunale  nella seduta del 25 maggio non ha approvato la  mozione di VIGNOLA CAMBIA  intitolata “l’acqua bene comune”, nella quale si definisce il servizio idrico integrato “privo di rilevanza economica” e si chiede una modifica dello statuto comunale  che recepisca detta  definizione. L’esito della votazione è stato il seguente:

– due voti a favore  (liste civiche)

– dieci voti contrari (PD e IDV)

– sei astensioni (PDL  LEGA e un consigliere PD).

Le motivazioni tecniche (giuridiche) addotte dal PD per giustificare il voto contrario non sono decisive. Da tempo nel mondo del diritto si sostiene tutto e il contrario di tutto.  Si può tranquillamente  sostenere che l’affermazione secondo la quale  in materia di acqua i Comuni non hanno poteri, essendo gli stessi concentrati nelle Regioni (come ha detto Rossella Masetti PD)  non è vera.  Non lo dico solo io, ma anche (ad esempio) un giurista (un vero giurista) che si occupa da tempo della materia, come Alberto Lucarelli, ordinario di diritto pubblico all’Università Federico II di Napoli ed estensore dei quesiti referendari, assieme a Mattei, Rodotà ed altri.

Lucarelli scrive  che,anche alla luce del diritto comunitario, un Comune può liberamente decidere di esercitare attraverso un soggetto di diritto pubblico – e non una società pubblica –  i servizi di interesse generale (come il servizio idrico)  sulla base dei principi costituzionali (artt. 5, 43, 114, 117),  del proprio statuto e del proprio potere regolamentare. L’art. 43 della Costituzione riacquista tutta la sua forza, in particolare come modello e fondamento di gestione alternativa dei servizi pubblici essenziali. Un modello che dovrà  essere studiato, definito ed enfatizzato nei prossimi anni: il governo pubblico partecipato dei beni comuni, fondato sull’universalità dei diritti e sul principio di eguaglianza sostanziale.

L’acqua non è infatti semplicemente un “bene pubblico”, bensì un “bene comune”. Secondo  una autorevole concettualizzazione, elaborata dalla Commissione Rodotà  a seguito di un lungo lavoro condotto all’Accademia Nazionale dei Lincei, e ora oggetto di proposta di legge delega presentata al Senato, i beni comuni esprimono unità funzionali  all’esercizio dei diritti fondamentali, nonchè al libero sviluppo della persona.  I beni comuni devono essere tutelati e salvaguardati  dall’ordinamento giuridico anche a beneficio delle generazioni future (come opportunamente ricordato da Chiara nel corso del Consiglio Comunale) e ne deve essere in ogni caso garantita la fruizione collettiva. ESSI SONO COLLOCATI FUORI COMMERCIO. Alla tutela giurisdizionale dei diritti connessi alla salvaguardia e alla fruizione dei beni comuni ha accesso chiunque. Tutto questo ragionamento è sviluppato inmodo chiaro ed avvincente nei suoi testi dal Prof. Ugo Mattei, altro vero giurista, ordinario di diritto civile all’Università di Torino e professore di dirittto comparato all’Università della California.

L’altro argomento tecnico a sostegno dell’inopportunità di  definire il servizio idrico integrato  privo di rilevanza economica, sviluppato da Maurizia Rabitti (PD),  consiste nell’estrema difficoltà, se non impossibilità, di ritornare a una gestione pubblica pura del servizio.  Ma va sempre collocato nell’ordine della volontà delle cose. Le difficoltà giuridiche vanno affrontate pretendendo l’applicazione dell’art. 43 della Costituzione sopra ricordato, e quelle economiche  vanno superate nell’ambito della fiscalità  generale, essendo l’acqua, come sopra evidenziato, un bene comune,  che , anche nella definizione giuridica, va al di là dei beni pubblici.

Non voglio fare un trattato di posizioni giuridiche e vengo al dunque. Le posizioni giuridiche e il diritto in generale sono espressione della societa’, del comune sentire, e della volontà politica. Il problema è politico, e non giuridico. Le soluzioni giuridiche si trovano se esiste la volontà  politica. Il PD vignolese non ha la volontà  di cambiare le cose. Nonostante gli appelli accorati dell’assessore Scurani ( a proposito cosa ne pensa lui del servizio idrico privo di rilevanza economica?) non ha nessuna  intenzione di mettersi contro Hera.  Ho apprezzato le accuse di arroganza  che il Consigliere PD Succi Giordano ha rivolto ad Hera. Ma chi dei suoi compagni lo ha seguito su questo terreno? I dividendi  distribuiti  da Hera  e i posti da salvaguardare per i dirigenti all’interno della società  sono considerati più importanti  della salvaguardia delle generazioni future (una delle caratteristiche giuridiche fondamentali dei beni comuni, come sopra ricordato). Il PD vignolese non ha il coraggio di provare percorsi nuovi, che vadano al di là della pura conservazione dell’esistente, non ha il coraggio di riprendere in  uso la parola “alternativa” e di riempirla di contenuti. Ho scritto il PD vignolese perchè paradossalmente in consiglio comunale ha votato contro la mozione (DI VIGNOLA CAMBIA)  che copiava  la stessa mozione presentata dal PD di Monteveglio e approvata dal Consiglio Comunale.  Per non parlare di Torino, dove analoga mozione è stata approvata  dal PD (particolarmente attivo anche nella raccolta referendaria) con l’astensione del solo Chiamparino.

Cosa deve fare Vignola Cambia? Sicuramente continuare nella raccolta delle firme per arrivare almeno a un milione. Mattei faceva presente che è importantissimo il numero delle firme, soprattutto per fare pressione sulla Corte Costituzionale, che dovrà decidere sull’ammissibilità  dei quesiti referendari e che da molto tempo ragiona con criteri prevalentemente politici (tanto per confermare quanto sopra scritto). E poi dobbiamo continuare a cercare il rapporto con i cittadini, in tutti i modi, e sicuramente i “banchetti” per le firme sono un veicolo importante di confronto, di discussione , di ascolto  e di iniezione di fiducia, come ricordava nel corso del Consiglio Comunale  Francesco RUBBIANI DELLA LISTA CIVICA CITTà DI VIGNOLA ( a proposito  grazie Francesco  per il tuo intervento  davvero efficace sull’acqua). Vi invito a riflettere su quanto ha detto l’assessore Basile sull’esperienza  del piedibus: alla fine nessun genitore vi ha partecipato all’e Vi rendete conto? I genitori  che ai miei tempi partecipavano in massa alle attività scolastiche  oggi se ne stanno a casa. Non credo che sia colpa soltanto della Gelmini. Di fatto il PD ha perso il contatto con la gente.

E con il PD cosa dobbiamo fare? a un anno dalle elezioni non ha accettato una sola nostra proposta. Dagli emendamenti al bilancio respinti, alla vicenda di Via Barella fino alla mozione sull’acqua.  Io sono un ottimista. La coraggiosa astensione di Moreno Dal Rio e  la “quasi” astensione di Giordano Succi mi fanno pensare che bisogna insistere  nel confrontarci, nell’incalzare, nel presentare le nostre proposte, nel credere che cose possano cambiare nelle tre direzioni che abbiamo indicato: democrazia solidarietà e ambiente. Se il PD pugliese prima e quello nazionale dopo hanno digerito Niki Vendola, quello vignolese, con le debite proporzioni, potrà digerire Vignola Cambia.

Non mi dilungo ulteriormente anche se moltissime altre considerazioni  mi frullano per la testa. Un’ultima cosa: Sono convinto che dovremo rafforzare il rapporto con Francesco Rubbiani che nei nostri confronti si è sempre comportato correttamente e  sta dando una mano importante in Consiglio Comunale e anche fuori.

MAURO SMERALDI

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2 Comments

  1. E’ di ieri la mobilitazione del PD per la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare. Vorrei che qualcuno mi dicesse quali chances ha una tale legge di essere approvata da questo Parlamento. E quante leggi di iniziativa popolare sono state approvate negli ultimi 15 anni. Mi fa piacere che con l’iniziativa di questi giorni si punti anche – così a Modena – a riprendere il confronto con i promotori dei tre quesiti referendari. E’ certo, però, che questa iniziativa non può essere ritenuta “tempestiva”. Così come tutto tranne che tempestivo è l’invito fatto dal segretario provinciale Baruffi, visto che è già stato ampiamente superata la soglia di 500.000 firme per la richiesta dei referendum: “Invitiamo anche a firmare per il primo dei tre quesiti referendari che si oppone alla svendita del patrimonio pubblico.” Mi dispiace doverlo dire per il partito a cui sono iscritto, ma un pachiderma si muove più veloce.
    Vedi:
    http://www.pdmodena.it/index.html?idpg=7&id=1482

  2. Leggo con rammarico l’evoluzione di questa lotta che , per quanto ovvia e naturale, pare cozzare contro chi anzichè guardare avanti, verso il futuro, ama guardare preferibilmente in basso, verso le proprie tasche o verso orrizzonti che coincidono sempre con società e interessi collegati.
    Giusto per capire, quale sarebbe la tattica del pd? Forse procrastinare la decisione all’anno del mai? Quando sarà già troppo tardi e si sentirà qualche timida voce dire : ” Dobbiamo batterci contro questo scempio, L’ACQUA DEVE RIMANERE PUBBLICA” ! Una “film” che ho già visto fin troppe volte, e se Andrea Paltrinieri considera i tempi di reazione del Pd a livello “bradipo”, sicuramente più degradante sarebbe scoprire voci indignate sollevarsi fra qualche anno, quando sarà già troppo tardi.
    Penso e ritengo in ogni caso che buona parte della colpa risieda anche nei cittadini, spesso ( vignolesi inclusi) troppo borghesi e altolocati per “abbassarsi” nel gesto plebeo dell’apporre una firma su di un foglio che ha come unico risultato, la difesa di un intoccabile diritto che ogni essere umano ( non lobotomizzato) auspicherebbe per se e per la sua famiglia.
    Troppe sono le persone alle quali rivolgo l’invito di firmare che rispondono con sufficienza o parziale disinteresse; se non viene sparato sul tg5 o attraverso Emilio Fede non fà presa un appello? Probabilmente sarà così, in ogni caso il consiglio che posso darvi ( come dissi a suo tempo anche nel banchetto) è di cercare di pubblicizzare il più possibile l’iniziativa; a suo tempo infatti anche nel sito di VignolaCambia risultava di grande impatto l’incontro previsto sull’acqua pubblica, ma il trafiletto riferito alla raccolta firme, passava assolutamente in secondo piano. Io per quanto mi è possibile spingerò sul passaparola, e farò eco su forum e blog ai quali partecipo.
    Non ci spero più di tanto, ma confido che la mente umana si schieri in massa e pesantemente su una tematica sacra e di importanza assoluta!
    Saluti

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