Vignola Cambia un anno dopo di Mauro Smeraldi

Dopo un anno di lavoro si può cercare di aprire un dibattito sul blog, per consentire a tutti i cittadini di dire la loro e per essere sempre più trasparenti. Anche per ricavare qualche indicazione sul gradimento della nostra lista, che personalmente ritengo sia aumentato..

VIGNOLA CAMBIA ha messo insieme varie esperienze e sensibilità e ha consentito a persone da tempo in crisi, per varie ragioni, con la politica di trovare un rinnovato impegno , persino con qualche entusiasmo. Non sempre è stato facile lavorare insieme, ma il tempo, anzichè accentuare le differenze, ha smussato i contrasti.

Volendo schematizzare due sono state fin dall’inizio le posizioni prevalenti: da un lato chi (come me) riteneva prioritario incalzare il PD e l’amministrazione comunale nella prospettiva di riuscire a trovare una convergenza sulle scelte fondamentali; e dall’altro chi riteneva irrinunciabile la natura di lista civica ben distinta da tutti i partiti, nella convinzione che la “politica tradizionale” sia immodificabile.

Nei mesi scorsi (come è stato scritto più volte su questo blog e su quello di Andrea Paltrinieri) il PD vignolese e la maggioranza consiliare hanno fatto di tutto per sterilizzare la prima posizione. Il lavoro istituzionale di Chiara nelle commissioni consiliari e nel consiglio comunale è stato faticosissimo e continuamente intralciato dalla maggioranza. Il PD (salvo qualche coraggiosa astensione) ha respinto tutti gli emendamenti (pur ragionevolissimi) da noi presentati al bilancio, che andavano nella direzione di far fronte alla crisi economica, di favorire uno svilupposostenibile della città, di aiutare l’agricoltura, di introdurre l’uso delle energie rinnovabili.

E tutte le altre nostre proposte sono state respinte:

a) partecipazione di esperti alle commissioni consiliari

b) modifica dello statuto comunale per riconoscere l’acqua quale bene comune privo di rilevanza economica

c) gestione trasparente di Vignola Patrimonio, la società proprietaria dei beni pubblici (ad esempio con un consiglio di amministrazione)

d) conservazione dei tigli di Via Barella.

Il Partito Democratico di Vignola (ma esiste?) ci ha poi ignorato. Incapace di lanciare nuove proposte e di favorire la partecipazione (quella vera) e la trasparenza , ha cancellato anche i rapporti con le altre forze politiche, comprese quelle, come Vignola Cambia, che gli hanno consentito di vincere le elezioni al ballottaggio.

E allora perchè sono ottimista?  Perchè Vignola Cambia ha comunque ottenuto dei risultati confortanti almeno su due delle parole d’ordine della campagna elettorale: democrazia e solidarietà. Siamo riusciti ad avere un rapporto con i cittadini. Le nostre iniziative sono state molto partecipate, dalla prima all’ultima. Sono state un esempio di democrazia che gli altri partiti non conoscono più.

La campagna per il referendum sull’acqua pubblica, che ha avuto un risultato entusiasmante come qualità e quantità di partecipazione, è stato un esempio significativo di solidarietà per la difesa di un bene comune, come lo dovrà essere la difesa del lavoro e della Costituzione.

La qualità e la natura di “lista dei cittadini” hanno quindi sicuramente prevalso in questo anno di lavoro e tutto questo ci impone di riflettere con attenzione per il futuro.

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2 Comments

  1. Fin dal principio vi ho sostenuto e votato, e continuerò a farlo.
    Non scrivo questo per tifoseria o per attacchi spasmodici di pennivendolismo; anche se rientrerei nel trend che caratterizza i giorni nostri.
    Vi ho sostenuto e votato perchè a differenza delle varie altre liste civiche di Vignola, dove scorgevo solo una patina di freschezza e salubrità ma un cuore vecchio che ahimè che non pulsava a pieno regime, in voi ho trovato invece una freschezza, genuinità e una voglia di fare che non poteva di certo passare inosservata e di conseguenza esser contagiosa.
    Per ora le mie aspettative non sono state disattese ma anzi, ho sempre visto un incalzare, un crescendo di iniziative, proposte, incontri. Ho notato voglia di mettersi in gioco, di fare realmente politica, di proporre dibattiti e non scontri. Ho notato poca tifoseria ( il cancro del nostro tempo) e maggior capacità di coerenza e solidità.
    Se piano piano i Vignolesi, anzichè sollazzarsi su inutili perditempo e su distrazioni di massa generiche, iniziassero ad aprire gli occhi e facessero un raffronto tra la vostra fucina di idee e di azioni con quel tiepido focherello di sterpi che tiene “accese” le anime del PD a Vignola oggi, penso che non ci dovrebbero essere assolutamente dubbi su come comportarsi alle prossime elezioni.
    Penso che per il futuro si dovrà assolutamente cercare di “fare breccia” , senza che però questo significhi abbassarsi ai eventuali squallidi e inutili compromessi che farebbero sfumare via in un lampo la bellezza del vostro progetto.
    Se nei Vignolesi è rimasto un briciolo di sale in zucca, la vostra trasparenza e la vostra sincerità non potrà fare altro che dilagare.
    Mi fermo qui perchè lascio scendere nei tecnicismi chi ha conoscenze più approfondite delle mie. Per quel che mi riguarda non posso fare altro che sostenervi e augurarvi il meglio e tutta la mia collaborazione.

  2. Ciao Mauro,
    è giusto interrogarsi sulle cose fatte in questo anno e mezzo di legislatura, sull’efficacia dell’azione della lista di cittadini Vignola Cambia e sul futuro che sta davanti a noi, fino al 2014, quando ci saranno nuovamente le elezioni per il governo della città. La prima cosa che vorrei dire è che, dopo un quarto di legislatura, risulta evidente che Vignola Cambia ha fatto bene a non accettare la proposta, avanzata dal candidato sindaco Daria Denti pochi giorni prima del ballottaggio, di entrare a far parte della maggioranza. Oggi trovarsi a sostenere questa amministrazione, questa giunta, sarebbe imbarazzante. Per chi ha un po’ di memoria storica risulta evidente che questa è una delle giunte più deboli che Vignola abbia mai avuta. E’ impossibile ritenere che il sindaco, nello scegliere gli assessori, abbia premiato merito e talento. No. Forse è stato un modo di reagire alla spaccatura che si era determinata nel PD con le primarie, forse davvero la preoccupazione principale del sindaco è stata quella di avere una giunta docile o forse si è trattato solo di inesperienza. Fatto sta che, con l’unica eccezione di Mauro Scurani (ex-assessore con il sindaco Quartieri negli anni ‘90), la giunta risulta fragilissima. Ed è difficile che una giunta priva di capacità politica ed amministrativa, priva di autorevolezza produca risultati significativi. Infatti vediamo che così non è. Le opere portate a termine – e che hanno consentito al sindaco di fare bella figura, inaugurandole – sono tutte state impostate dall’amministrazione Adani: nido Barbapapà, Palazzo Barozzi, Teatro Ermanno Fabbri, messa in sicurezza di via C.Battisti. Altre cose sono state bloccate senza che ci fosse trasparenza sulle motivazioni – rete di teleriscaldamento e polo scolastico. Indubbiamente pesa la riduzione di disponibilità finanziarie. Ma non è solo questo. E’ anche – e soprattutto – la mancanza di una visione sul futuro di Vignola e sul ruolo che l’Unione può giocare – dovrebbe giocare! – per fare un salto di qualità di questo territorio. Pensiamo alle parole d’ordine di Vignola Cambia: democrazia, solidarietà, ambiente. C’è una qualche realizzazione significativa su uno qualsiasi di questi fronti? A me sembra di no. Nessuna capacità di innovare le forme della democrazia locale. L’esperienza di “via della Partecipazione” è stata condotta in modo maldestro ed alla fine ha generato solo frustrazione. Non c’è un’idea un minimo sofisticata su come organizzare la partecipazione, su come rinnovare i “riti” della democrazia rappresentativa con un’iniezione di partecipazione. Trasparenza, coinvolgimento e partecipazione sono rimaste ad oggi parole vuote – basta guardare al numero bassissimo di cittadini che frequentano il consiglio comunale (ed in genere sono solo sostenitori di Vignola Cambia)! Sulla solidarietà è stupefacente quanto fatto dalla maggioranza sul fronte scuola e sociale: azzeramento del trasporto scolastico alla scuola dell’infanzia, taglio del 60% dei fondi per i progetti delle scuole, incremento delle risorse per il sociale (per fronteggiare gli effetti della crisi economica) del tutto insufficiente per dare una risposta al numero crescente di famiglie in difficoltà. Manca inoltre una visione forte su un nuovo modello di “sviluppo” economico per questo territorio. Non si coglie l’urgenza di un intervento nuovo oggi, delle necessità di mobilitare quote significative per innovare il tessuto produttivo. Pur a fronte della crisi più profonda degli ultimi 80 anni non c’è stato uno scatto per mobilitare risorse per innovare l’economia, né da parte del comune, né da parte della Fondazione di Vignola. Ed anche sull’ambiente sono mancate visioni e strategie di largo respiro: nulla sulle fonti energetiche rinnovabili, il taglio degli alberi di via Barella (nonostante i cittadini avessero detto: salviamo il più possibile gli alberi), la rinuncia ai progetti più ambiziosi sulla raccolta differenziata (estensione del porta a porta), la rinuncia a lavorare seriamente sul tema delle auto in città e della mobilità (manca un piano della sosta che pure era stato annunciato per il 2010), la rinuncia anche solo ad immaginare di togliere le auto dalle zone più importanti della città (il centro storico). Potrei continuare. Vedo un grande attivismo solo sul fronte del “marketing” e degli eventi – ma qui siamo sulla superficie delle cose! Queste considerazioni sono comunque sufficienti per mettere in luce il fatto che, in questa situazione, per Vignola Cambia è indubbiamente più produttivo continuare a fungere da pungolo all’attuale amministrazione. La mia impressione è che questa azione di critica, di sollecitazione, di pressing per mettere alcuni temi importanti “in agenda” in realtà abbia prodotto dei risultati. E’ evidente – lo ricordi anche tu – l’azione del sindaco Denti e dell’amministrazione per anticipare o neutralizzare l’operato e le proposte di Vignola Cambia. Se oggi l’amministrazione comunale sta pensando ad un progetto sul centro storico – anche se del tutto parziale – dopo che il sindaco aveva detto che il centro storico di Vignola non ha alcun problema, è per il pressing che su questo tema abbiamo esercitato e stiamo esercitando. E così anche su altri fronti. A me sembra che ad oggi l’azione più produttiva rimanga quella dell’azione dall’esterno, del pressing per imporre temi e per influenzare decisioni. La crisi economica, il PSC, trasparenza e democrazia deliberativa (un nuovo modo di amministrare con i cittadini), promozione della “sostenibilità” e difesa dei “beni pubblici” sono i temi su cui occorre intensificare la nostra capacità di proposta, incalzando ancora di più l’amministrazione. Mi sembra che sino ad ora la bontà di questa linea sia uscita confermata.

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