Lettera di Bononcini Monica

Sono Bononcini Monica assunta a tempo indeterminato presso un’azienda di Spilamberto, settore metalmeccanica in specifico impianti elettrici per automazione, ruolo impiegata amministrativa, ufficio e magazzino, 25 dipendenti, il 99% dell’attività dell’azienda è dedicata ad un unico cliente Sitma.

Già da maggio del 2007 abbiamo cominciato a sentire una crisi del settore. Se prima le commesse erano programmate per l’anno intero, si costruivano anche 50 macchine tutte uguali (parlo di più di 600 ore di lavoro l’una solo per la parte elettrica) poi il tutto cambiò profondamente, le commesse erano notevolmente diminuite si lavorava esclusivamente sul venduto. Ogni macchina era una macchina a sé anche profondamente diversa, unica insomma, e questo ha lievitato costi e tempi di lavorazione: aspettavamo la crisi ma mai ci saremmo aspettati di perdere il lavoro completamente.

La comunicazione con l’azienda è sempre stata nulla ed è solo dopo la nostra insistenza che i primi di marzo del 2009 si è arrivati ad un’assemblea dove ci è stato detto che era stata richiesta la cassa integrazione e che alla fine di marzo 2009 avremmo iniziato, rassicurati però dal titolare che sarebbe stato equo e che tutti avremmo avuto lo stesso trattamento.

Ma erano solo parole: in realtà qualcuno ha continuato a lavorare 6/7 persone e altri, la maggioranza di noi, non sono più stati chiamati, da subito in cassa integrazione a zero ore senza quindi la possibilità di maturare nulla (tredicesima, ferie, permessi). Nemmeno il sindacato è riuscito a strappare un accordo. Ci hanno fatto subito azzerare le ferie, non siamo nemmeno riusciti a tenerci le ferie per pagarci le settimane che l’INPS non paga … 2 settimane in agosto e una a Natale. Il nostro titolare ha anticipato solo metà dell’indennità di cassa che ha tempi burocratici lunghi e da un mese all’altro ci siamo trovati a pagare le spese della famiglia con circa 350 euro al mese invece che 1100/1400 legati da un cappio all’azienda senza poter nemmeno pensare di andare a guadagnarci i soldi che mancano al nostro stipendio.

Per non parlare della ricerca di un nuovo lavoro. Licenziarci per un lavoro a tempo determinato? E poi? Perdere tutti i diritti per qualche mese di lavoro? E magari prendere meno che a stare a casa? Così si incentiva il lavoro nero e il giro dei debiti. Da ricordare una cosa importante: un lavoratore che rimane a casa non perde solo parte dello stipendio perde la dignità di guadagnarsi il pane per se e per la propria famiglia, perde il senso di far parte di una squadra della società che fà che si sente attiva e produce, perde l’efficienza del proprio cervello.

La ns azienda se sopravviverà sarà a livello artigianale e solo con pochi dipendenti, gli altri 18/20 non ritorneranno mai più in azienda. Siamo arrivati a sperare solo che l’azienda ci desse la possibilità di accedere a tutti i possibili ammortizzatori sociali lasciandoci così più tempo per cercare un nuovo lavoro e soprattutto nell’attesa che la crisi davvero si attenui, ma l’altra grossa crisi che subiamo secondo me è che molti di noi erano addetti a lavori senza qualifiche o competenze specifiche la frase: l’operaio va tenuto ignorante è ancora vera tutto questo ci rende difficilmente inseribili in altre aziende con lo stesso ruolo che avevamo. Faccio il mio esempio: impiegata amministrativa, vengo trasferita per esigenze aziendali nel reparto di magazzino senza nessuna formazione se non la mia buona volontà, ma non basta. Non conoscevo la differenza tra un interruttore e un pulsante ma solo i codici del nostro cliente! Come posso andare a lavorare in un altro magazzino di elettronica? Come si può lasciare sempre i dipendenti nell’ignoranza? Ora sto facendo un corso di elettronica elettrotecnica ma sarebbe stato logico farlo con l’azienda a suo tempo.

Ultime notizie: abbiamo già la lettera di licenziamento e a gennaio andremo in mobilità

—abbiamo paura—

Per avere il diritto, ma potrei parlare di privilegio, di lavorare ci stanno chiedendo di lasciare per strada i diritti conquistati finora.

Ma voglio essere propositiva bisogna approfittare della crisi. Crisi in greco era la definizione del momento da attraversare per il cambiamento. Bisogna quindi sfruttare questo momento per reinventarsi un mondo del lavoro diverso portare la formazione dentro l’azienda dare più competenze e non solo un cacciavite in mano.

Ora le aziende cercano professionisti-laureati e quelli che per 20/30 anni hanno attaccato sempre gli stessi cavi? I dipendenti devono essere sensibilizzati all’andamento dell’azienda, partecipi ad una crescita dell’azienda a livello di tecnologie ma anche di competenze per una vera flessibilità del dipendente ma anche dell’azienda dico la mia la cassa integrazione dovrebbe essere concessa solo in cambio di formazione professionale o lavori socialmente utili alla comunità che stanzia questi fondi. Ci sono già delle norme che prevedono. Come mai i comuni e le aziende non le mettono in atto? I sindacati sono stati insigniti per legge a tutelare i nostri diritti ma in questo frangente peccato che noi non siamo mai riusciti a capire quali fossero. Mancano le informazioni sicure, ogni ente consultato ha dato dati contrastanti. Per paura di perdere i diritti degli ammortizzatori nessun lavoratore si muove, nessuno parla, perchè sente di essere già fortunato ad averli, ma nello stesso tempo la società non si accorge di noi che siamo a tutti i livelli dei disoccupati.

Per caso siamo riusciti a leggere il manuale dal titolo ‘DIRITTI SOCIALI dalla A alla Z’ di Seghieri edito da Lavoro e Previdenza stampato a marzo 2010 che ancora non è che una traccia ma almeno fa riferimenti sicuri a sentenze a leggi perchè non ci danno le regole del gioco, i diritti e anche i doveri. Forse conviene ancora una volta tenerci nell’ignoranza.

Il lavoro che sta facendo la nostra regione è a mio parere fondamentale; finanzia corsi di formazione per i lavoratori in difficoltà per un reinserimento nel mondo del lavoro per tenere sveglia la loro mente e per un libero fruire della conoscenza.

Monica Bononcini

(Lettera letta dalla stessa Monica in occasione dell’evento del 24 Novembre al Teatro Cantelli)

Annunci
Categorie:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...