PD e VIGNOLA CAMBIA: DUE STRADE DIVERSE

La vicenda dell’approvazione del bilancio comunale ha segnato profondamente i rapporti tra PD e VIGNOLA CAMBIA. Vi riassumo i fatti.

  Due mesi fa PD e VIGNOLA CAMBIA si sono incontrati allo scopo di verificare se esistevano le condizioni per una collaborazione, quanto meno su alcune questioni importanti per l’amministrazione della città. L’incontro, abbastanza generico, ma comunque cordiale, si è concluso con l’impegno di ricercare un’intesa (di un qualche tipo) sul bilancio in corso di predisposizione.

E’ poi successo che la maggioranza consiliare ha predisposto il  SUO bilancio, senza chiedere il minimo contributo alle altre forze politiche, e il PD ha chiesto un incontro a Vignola Cambia  soltanto tre giorni prima della scadenza del termine per la presentazione degli emendamenti al bilancio stesso.

All’incontro VIGNOLA CAMBIA ha sottolineato l’impossibilità di fare un benchè minimo percorso comune, quando già tutto era stato deciso dalla maggioranza.

Nel corso poi del dibattito consiliare tutti gli emendamenti presentati da VIGNOLA CAMBIA  sono stati respinti, con motivazioni superficiali e contradditorie, e con inusuali atteggiamenti di accanimento e di presupponenza da parte dei Consiglieri PD.

La valutazione dei fatti mi porta a due ordini di considerazioni.

In primo luogo è evidente che all’interno del PD ha prevalso la linea dei duri ed autosufficenti. Cioè di quanti (in buona o  in mala fede) sono convinti che il Partito abbia vinto brillantemente le elezioni e che di conseguenza debba pensare ad amministrare da solo l’esistente, senza preoccuparsi del futuro. E’ la linea del Sindaco, del capogruppo Maurizia Rabitti e della maggioranza  del gruppo consiliare. Il resto del Partito (ma esiste?) ha perso. E cioè il segretario di Vignola Claudio Bazzani, il segretario di zona Luca Gozzoli (presente al primo incontro ma non al secondo), l’ex consigliere comunale, ora defestrato, Moreno Dal Rio, forse il Presidente del Consiglio Comunale Giancarlo Gasparini, forse i consiglieri Vera Ricci, Daniele Mislei e Giordano Succi. Non sono stati capaci di imporre al sindaco e soci un percorso trasparente e concreto di collaborazione con VIGNOLA CAMBIA.

L’altro ordine di questioni va oltre le amare considerazioni di cui sopra. VIGNOLA CAMBIA ha sbagliato a dare troppa importanza al rapporto con il PD. Ci siamo illusi che fosse possibile una collaborazione proficua per la città e abbiamo perso energie preziose ad inseguire il “gioco delle alleanze”, tanto deleterio anche a livello nazionale, rischiando di perdere di vista il rapporto con i cittadini, che deve essere assolutamente privilegiato.

In questo quadro le mie proposte sono due:

1. ritornare con forza al tema della democrazia, con tutte le iniziative che possono consentire la partecipazione dei cittadini alle scelte per la città, nel rispetto della massima trasparenza, ancora assente nell’attività amministrativa

2. partecipare con convinzione alla costruzione e allo sviluppo del Coordinamento delle Liste dei cittadini di Modena e Bologna, che verrà formalizzato il 13 marzo, alle ore 17, presso il Teatro La Venere di Savignano, in occasione di uno spettacolo (importante ed imponente) a sostegno della campagna referendaria per la difesa dell’acqua pubblica.

Le liste dei cittadini sono il solo strumento in grado di garantire il perseguimento dei tre obiettivi elettorali di VIGNOLA CAMBIA: democrazia, solidarietà ed ambiente. Il loro rafforzamento e il loro coordinamento è fondamentale per creare in ogni Comune le condizioni per un’alternativa alle prossime elezioni amministrative. La distanza con i partiti è allo stato attuale incolmabile.

Vi faccio un esempio tratto proprio dalla questione dell’acqua. Il PD, in esecuzione pedissequa di una delibera del consglio provinciale, propone la realizzazione di una “Casa dell’Acqua”, destinandovi la somma di Euro 25.000. Un luogo dove vendere ai cittadini un’acqua “buona” (non si sa depurata da che cosa), rinunciando quindi esplicitamente alle campagne di sensibilizzazione per l’uso dell’acqua del rubinetto (anzi facendo passare il messaggio che l’acqua del rubinetto non è buona).

VIGNOLA CAMBIA ritiene che la difesa della gratuità dell’acqua pubblica sia una priorità e invita  i cittadini  a sostenere la campagna referendaria per la conservazione del carattere pubblico dell’acqua, quale bene comune essenziale al pari dell’aria. VIGNOLA CAMBIA  ha proposto una modifica dello statuto comunale, per accogliere il principio che l’acqua, quale diritto fondamentale dell’uomo, è un bene privo di rilevanza economica. Il PD (succube di Hera) ha respinto la proposta.

C’è tanto lavoro da fare. Cominciamo a partecipare alla manifestazione nazionale a Roma il 26 marzo, per sostenere la richiesta di accorpare il voto referendario con il voto amministrativo che si terrà a primavera.

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2 Comments

  1. C’è un aspetto che va evidenziato in questa vicenda. Sembra che il PD abbia organizzato la sequenza degli incontri (uno “troppo presto” per affrontare i temi del bilancio; l’altro “troppo tardi”, quando tutto era già definito) con l’intento di far naufragare qualsiasi prospettiva di serio confronto. E le cose sono andate così. Ma non potevano andare diversamente. L’atteggiamento del PD è stato persino offensivo: al secondo incontro hanno invitato a “portare” uno o due emendamenti a cui Vignola Cambia teneva in particolare, facendo intendere che qualcosa potevano concedere, come se una lista di cittadini fosse disponibile ad un “baratto” ed ambisse a questo piccolo riconoscimento da parte di chi “sta al potere”. Questi sono i giochetti tipici tra partiti, dove ci si vende l’anima per una poltrona, per un “riconoscimento”, per mettere una bandierina, un cappello su un’idea per la città. Nulla di più lontano dalla visione che Vignola Cambia esprime nella sua azione. Ci sono temi che si insiste perché, finalmente, siano messi in agenda: piano del traffico e della sosta, ripensare il rapporto tra le zone del centro e le automobili, promuovere un cambiamento negli stili di vita (mobilità, acqua, rifiuti, energia), offrire ad ogni cittadino la possibilità di partecipare e non solo alle lobbies, coinvolgere la città nelle scelte più importanti dell’amministrazione, ecc. Tutte cose che Vignola Cambia sta proponendo senza pensare di avere nulla in cambio, solo perché è su questi temi che si può costruire un futuro di qualità per questa città. Sindaco, PD, maggioranza ripropongono invece i soliti tatticismi tra vecchi partiti. Segno di debolezza, di mancanza di coraggio, di incapacità di visione. Questa è la situazione di oggi. Occorre insistere per dimostrare alla maggioranza che oggi governa ed alla città che è possibile una diversa visione del futuro di Vignola.

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