Teleriscaldamento: facciamo chiarezza

Riportiamo un articolo pubblicato sul sito del Movimento cinque stelle Novara, per fare un pò di chiarezza su un tema che ci riguarda in maniera diretta :

Il Comune di Novara ha stipulato un contratto di concessione per la progettazione, realizzazione e gestione della “rete di teleriscaldamento città di Novara” con ASM Novara gestore del servizio di teleriscaldamento in data 20/12/2006 . Presenti davanti al notaio l’assessore Roberto Guasco ed il presidente del gruppo Pessina costruzioni, Massimo Pessina. L’opera in esame era già stata dichiarata di pubblico interesse (e poi vedremo che poi il pubblico non ha tutto questo “interesse”) nel 2005 (delibera 325 del 01/08/2005).

L’area di “interesse” si estende verso sud con circa 6 km2 di territorio. All’interno di questa porzione sono state individuate 492 potenziali utenze di cui circa 30% pubbliche e 70% private.

Nessuna di queste utenze private è stata in alcun modo interpellata al fine di tarare sulla realtà un consumo ipotetico presunto, dato di partenza per la determinazione della potenza massima delle centrale di teleriscaldamento. Pare certo pertanto che non sia stati analizzati nemmeno se trattasi di impianti di riscaldamento centralizzati o termoautonomi.

Sapete cosa è riportato sul contratto per le utenze private che compongo il 70% dei destinatari? -Nulla o quasi (da contratto, pagina 28: per le utenze private, il Concessionario, cioè la ASM, potrà -quindi se lo vorrà nessuno potrà contestarglielo- chiedere il pagamento di un contributo), pertanto come erroneamente riportato da alcune chiacchiere di alcuni consiglieri comunali, pare evidente che non saranno installati le famosi sottostazioni di scambio del teleriscaldamento a spese di ASM, ma bensì a carico degli inquilini dei palazzi interessati, e come ciliegina sulla torta viene riportato che i lavori edili ed idraulici dovranno essere realizzati solo da ASM ad un prezzo ad oggi completamente sconosciuto.

Ma almeno un prezzo indicativo di quanto costerà l’erogazione di calore è riportata nel contratto?

Nulla, o peggio, ma venduto bene: (pagina 27) le tariffe di vendita non potranno superare 0.075 KWh+IVA (e uno dice, aha, allora la cifra c’è) rivalutate sulla base di (inflazione? Sarebbe equo, invece…) del piano economico finanziario…di chi fa l’impianto! (cioè c’è un prezzo base ed un’addizionale che decido io in base a come vanno i miei conti). Con le informazioni attuali non è possibile per i cittadini farsi due conti in tasca per sapere se il teleriscaldamento sarà conveniente e non solo nell’ottica dei consumi di utilizzo ma proprio come costo di installazione.

I privati cittadini, qualora intraprendano l’iniziativa di allacciarsi difficilmente potranno tornare all’alimentazione a metano per ragioni economiche, (costi smantellamento sottostazione, nuovo costo installazione caldaia eventuali penali per recesso anticipato).

Non essendo chiari ad oggi i vincoli contrattuali, esiste il rischio che di lì a qualche anno avendo il distributore il MONOPOLIO possa variare a sua discrezione il prezzo del calore fornito.

Nell’art. 22 a pagina 25 viene riportato “il Comune si impegna a destinare qualsiasi contributo e/o finanziamento rilasciato da qualsivoglia ente pubblico o privato finalizzato al servizio di teleriscaldamento a Novara, al risparmio energetico, all’utilizzo di fonti rinnovabili ed alla riduzione dell’impatto ambientale (avanza qualche cosa?) a ASM”.

E’ evidente che qualcosa non va. Il progetto del teleriscaldamento Novara Sud non è alimentato da energie rinnovabile ma è il prodotto di una combustione di metano che solo per il 10% è anche cogenerazione elettrica. Come possono essere destinati ad un privato gli incentivi europei,statali, regionali ottenibili per iniziative in merito ad interventi dei risparmio energetico su edifici comunali. E’ logico? A pensar male si fa presto pare questo un chiaro intento per limitare il Comune a mettere in atto interventi di risparmio energetico sui propri edifici che porterebbero ad un minor consumo di calore venduto da ASM?

Comune di Novara e ATC si vincolano per 41 anni ad utilizzare il calore proveniente dal TLR. Come si fa a considerare di pubblico (delibera 325 del 01/08/2005) interesse obbligare i nostri figli a portare avanti una scelta tecnologica obsoleta? è un come ad oggi vivere una decisione vincolata di fornitura presa nel 1970? E’ possibile che non si possa tener conto del progresso tecnologico? Tra le altre cose coloro che hanno firmato il contratto ed i consiglieri comunali che lo hanno sostenuto probabilmente per raggiunti limiti di età non vedranno il pericoloso esito delle loro decisioni. Il Comune si impegna a versare contributi in materia di efficienza energetica eventualmente ottenuti ad ASM.

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