48 NUOVI alloggi sulla collina di S. Maria Rotonda, e le promesse?

Basta al consumo del territorio!!!!   – ipse dixit –


Questa affermazione, non deriva da gemiti lanciati da qualche gruppo di Vignolesi stanchi del depauperamento generale di questo “ridente” paese, non deriva neppure da parole di Vignola Cambia; non perchè non le pensiamo e non si creda in questa idea, ma perchè preferiamo i fatti e le cose tangibili agli slogan e alla retorica che, come diceva qualcuno, viene usata in “modo da dare l’impressione, a gente che non sa, di saperne di più di coloro che sanno.

Lo slogan citato all’inizio, veniva ripetuto all’ossessione nella campagna elettorale dell’attuale sindaco Daria Denti, la quale si spingeva oltre, sottolineando un concetto ancora più fine e delicato : ” La campagna tornerà ad essere il giardino di Vignola”

In virtù di queste parole, ho voluto dipingere un quadretto immergendo il manifesto elettorale in un estratto di territorio, nello specifico una veduta di S. Maria Rotonda, per valutarne l’accostamento.

Peccato che il “quadretto” dipinto, si sia poi dimostrato cedevole, e la tela si sia strappata, proprio nel legame che univa la promessa al territorio.

Infatti, ciò vedete a fianco e al di sotto dello slogan, penso che si possa indiscutibilmente definire campagna.

Alla luce di questa considerazione, ritengo che vi sia qualche “piccola”  incoerenza tra l’affermazione del Sindaco e lo stato attuale delle cose; infatti, proprio su quella bellissima vegetazione e ai piedi  della chiesa di S. Maria Rotonda (costruita nel XV secolo),  prenderanno “vita” ben 5 palazzine, non più alte di 3 piani, per un ammontare totale di 48 alloggi.

Oltre al tremendo e aberrante contrasto con la chiesa secolare, e all’esecrabile devastazione del verde e della campagna, l’idea di costruire alloggi di pregio ( come si può desumere dall’articolo) in un momento in cui il mercato immobiliare è in uno stato di stallo, dovuto anche ad una offerta esagerata, e una domanda che ora vacilla, mi sembra quanto meno anacronistica.

Inoltre, così facendo, si continua a ridurre la superficie permeabile del terreno; di questo passo, il verde dove rimarrà?…. figuriamoci i giardini!

Orazio, nel  65-8 a.C. diceva : “Est modus in rebus: sunt certi denique fines, quos ultra citaque nequit consistere rectum”

“C’è una misura nelle cose; vi sono precisi confini, oltre i quali e primo dei quali non può sussistere il giusto.”
Forse qualcuno, su queste parole, dovrebbe farci un pensierino…

Di seguito, l’articolo integrale uscito quest’oggi, sul Resto del Carlino

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