Osservazioni al Piano di Azione per l’Energia Sostenibile – Di Eleonora Mariotti & Monica Maisani

Piano Energetico SEAP (SUSTAINABLE ENERGY ACTION PLAN): l’ennesima occasione mancata

Il Consiglio Comunale di ieri 21.06.2001 ha approvato il Piano energetico del Comune di Vignola, redatto (da parte di un ente esterno, l’Aess di Modena) entro un anno dall’approvazione del Patto dei Sindaci, documento a sua volta elaborato in sede europea con il quale le Amministrazioni firmatarie (tra esse il Comune di Vignola) si sono impegnate a raggiungere entro il 2020 l’obiettivo di una riduzione delle emissioni di Co2 (rispetto al 2009) anche attraverso un aumento dell’uso di fonti energetiche rinnovabili (c.d. 20/20/20).

Secondo quanto affermato nella parte introduttiva al Piano(…) nel 2009 le emissioni totali di CO2 nel Comune di Vignola sono state di circa 118.199 tonnellate, pertanto l’obiettivo di riduzione del 20% al 2020 delle emissioni di CO2 si traduce in una riduzione delle emissioni di CO2 al 2020 di 27.556 t. Al 2020 le emissioni prodotte dal Comune di Vignola saranno quindi contenute in 110.262 t. Il Piano d’Azione è lo strumento attraverso il quale il Comune intende raggiungere il suo obiettivo di ridurre di 27.556 t le emissioni di CO2 annuali”.

Il documento (peraltro consegnato ai Consiglieri in bozza e in molte parti incompleto) consta di due parti: la prima dedicata ad un inventario delle emissioni di base (BEI), la seconda con le azioni che l’Amministrazione intende intraprendere per realizzare gli obiettivi di riduzione della CO2.

Si legge, sempre nella parte introduttiva, che “il SEAP individua fattori di debolezza, rischi, punti di forza ed opportunità del territorio in relazione alla promozione delle Fonti Rinnovabili di Energia e dell’Efficienza Energetica, e quindi consente di potere definire un Piano di Azioni. Un’azione di pianificazione è in grado di dar vita a iniziative pubbliche, private o a capitale misto nei settori produttivi e di servizi legati all’energia che favoriscono la creazione di nuova forza lavoro; contribuisce a definire la qualità della vita di una popolazione, offre opportunità di valorizzazione del territorio e partecipa alla sostenibilità dello sviluppo”.

Non si può che essere d’accordo con queste premesse, nel corso di questi due anni di legislatura abbiamo più volte ribadito la necessità di predisporre un Piano energetico che contenesse un insieme di azioni tra di loro connesse e integrate in una politica finalizzata alla riduzione degli impatti dell’attività umana sull’ambiente. Come Lista di cittadini ci siamo assunti la responsabilità di proporre azioni e strategie in tal senso (negli emendamenti al Bilancio, ad esempio) ma abbiamo ottenuto in risposta solo dei rifiuti, motivati dal fatto che, tra l’altro, l’Amministrazione avrebbe provveduto quanto prima tenendo conto anche delle politiche dell’Unione a tale riguardo (Piano energetico dell’Unione, PSC ecc…).

Dalla lettura del documento però traspare un lavoro mediocre, frutto di un’opera di assemblaggio di informazioni e premesse generiche e in alcuni casi superate (ci si riferisce per esempio al Piano energetico regionale del 2004, quando ne è stato approvato uno nuovo nella primavera del 2011!), largamente incompleto nella stima dei costi delle singole azioni nonché nelle fonti di finanziamento. Nessun riferimento a programmi o fondi europei.

Sono state poi immotivatamente inserite, nelle Azioni da realizzare, opere già completate sia dal Comune che dai privati, come pure ci si è riferiti ad opere quantomeno dubbie nella loro effettiva realizzazione e nei loro vantaggi dal punto di vista del bilancio energetico (ad es. l’impianto a olio di colza).

Insomma… il solito gioco degli “effetti speciali” a cui questa Amministrazione ormai ci ha abituato, tutta proclami e titoli di giornale, per nascondere l’assenza di qualità sia nella fase della direzione politica sia in quella della traduzione tecnica degli indirizzi.

Ma occorre sottolineare un altro aspetto di carattere politico: da un sindaco e da una Giunta fortemente interessata alla partecipazione e alla democrazia, avvezzi al coinvolgimento dei cittadini (Via della Partecipazione, prima fra tutti) ci si sarebbe aspettati un po’ di più. Invece, solo qualche parola, come “informazione e coinvolgimento” solo nella fase dello sviluppo e implementazione del Piano, cioè quando è stato già tutto deciso con i soliti mezzi del marketing politico: giornalino, volantini, pagina web.

Dal punto di vista strettamente tecnico poi, è già eloquente l’ordine in cui vengono elencate le 26 Azioni con cui l’Amministrazione vuole intervenire per ridurre le emissioni di CO2.

Si comincia con “Azione 1: Piano di riqualificazione dell’illuminazione pubblica e Azione 2: Sostituzione delle lampade votive con impianti a Led”, eloquente perchè leggendo a pag. 18 si viene informati che l’illuminazione pubblica incide solo per il 2,4% sui consumi elettrici totali, ma probabilmente è stato impossibile resistere al fascino del “progetto Votiva+” che offre alle Amministrazioni la possibilità di sostituire le lampadine nei cimiteri con i moderni Led… invece le attività industriali ed il terziario, che costituiscono il 66,1% dei consumi elettrici, rimangono fuori dal computo: “il settore industriale è stato escluso dalle azioni del SEAP e dall’Inventario delle Emissioni di Base” come si legge a pag. 36 del documento.

A nostro avviso sarebbe stato auspicabile invece un forte coinvolgimento del tessuto produttivo-industriale, il settore più energivoro. L’Amministrazione Comunale dovrebbe infatti dialogare con gli imprenditori locali che, grazie alla disponibilità di ampie superfici coperte, naturalmente vocate ad ospitare impianti fotovoltaici e solare termico, potrebbero contribuire notevolmente ad un auspicabile risparmio energetico. Una grande occasione persa!

La promozione delle “esperienze di successo” illustrata come Azione 4 non è in realtà quantificabile in termini di emissioni di CO2 risparmiate e quindi la sua presenza all’interno di un Piano Energetico è irrilevante e quasi inspiegabile (il solito fumo negli occhi?).

Quanto alle Azioni 9 e 10: promozione di forme di mobilità dolci, ciclabile e pedonale, e limitazione dell’accesso delle autovetture in centro storico, esse hanno un impatto limitato nelle emissioni complessive. Più sostanziale sarebbe stato razionalizzare o meglio regolare gli spostamenti, sia delle merci (autotreni, tir ecc..) che delle persone connesse all’area industriale, ma “il settore industriale è stato escluso dalle azioni del SEAP”. Inoltre la prevista promozione di campagne d’informazione sull’uso dei mezzi pubblici non costituisce un disincentivo all’uso del mezzo privato se non corrisponde ad un incremento della frequenza dei trasporti pubblici.

L’Azione 16 è il Progetto METE: si riferisce all’impianto di cogenerazione e rete di teleriscaldamento descritto dalla delibera di Giunta n. 40 del 28/02/2011, tanto caro alla Società che lo realizzerà (CPL Concordia). Come è stato già da noi sottolineato si tratta di un progetto ormai vecchio e menomato, l’impianto in questione utilizzerà solo gas metano e non anche fonti rinnovabili e per questo le tariffe saranno più costose; inoltre sarà dotato di una rete di soli 5 km e l’ampliamento ipotetico della rete non è neanche contemplato nei costi. Ci si domanda, tra l’altro, come mai nella stima degli stessi viene indicata la cifra di 550.000€ quando sappiamo dalla Delibera che l’opera costerà 4.700.000€.

L’Azione 17, che vede l’introduzione di acquisti verdi, è in realtà una buona pratica che l’Amministrazione dovrebbe aver già intrapreso da tempo, come tanti altri enti pubblici hanno fatto, visto che ormai i tre livelli di governo, quello comunitario, quello nazionale e quello regionale/provinciale con indirizzi e direttive lo ribadiscono da almeno una decina d’anni!

Ma il vero orgoglio del Piano sta nell’ultima azione, dulcis in fundo: Azione 26, Interventi di forestazione urbana. Dopo quello che abbiamo visto negli ultimi due anni, si ha il coraggio di affermare: “L’Amministrazione intende attuare politiche di aumento della biomassa negli ambiti agricoli, negli ambiti per dotazioni ecologiche e per attrezzature collettive, anche al fine di migliorare la qualità paesaggistica complessiva degli ambiti periurbani e agricoli, secondo criteri di mitigazione del microclima e miglioramento del comfort termico degli insediamenti al fine di ridurre il fenomeno ‘isola di calore’ (cinture verdi, cunei centro-periferia), migliorare la qualità dell’aria e assorbire la CO2 emessa dalle attività antropiche. Si prevede a partire dal 2012 di finanziare il rimboschimento di 1,7 Ha di territorio”. Anche qui nessun dato preciso.

Si ritiene, invece, che per mitigare il fenomeno cosiddetto ‘isola di calore’ sia necessario preservare le alberature esistenti in ambiente urbano con accurate manutenzioni, evitare di tagliare alberi alti 6 metri (un albero di 30 o 40 anni è un patrimonio di valore inestimabile) per sostituirli con specie tappezzanti dell’altezza di 30 cm, come invece è stato fatto in via Barella perché i viali e le piazze alberate, oltre ad essere un valore aggiunto per la città sono il sistema più efficace per mitigare il microclima, raffrescare l’aria tramite evapotraspirazione arborea e per merito dell’ombreggiamento ridurre la quantità di energia radiante assorbita ed immagazzinata dalle superfici artificiali urbane; finanziare il rimboschimento di 1,7 Ha di territorio ha una importanza relativa se non si tutela l’alberatura cittadina esistente.

Nessun giudizio si può esprimere sulle azioni previste in connessione al PSC in fase di approvazione e agli altri provvedimenti ad esso collegati. Non si comprende come una semplice dichiarazione di intenti, un’elencazione di articoli del sovraordinato PTCP, riportati con le sue direttive ed indirizzi, possa essere considerata “Azione”.

Dopo queste considerazioni non si può che esprimere un giudizio negativo su questo Piano energetico.

Qui di seguito potrete trovare il documento integrale :

Piano Energetico 09062011SEAP Vignola

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4 Comments

  1. A quanto ho capito, il Piano Energetico del Comune di Vignola, non è stato consegnato ai Consiglieri in forma di bozza e quindi per molte parti incompleto, ma è proprio questa la sua forma portata all’approvazione del Consiglio Comunale; non ne esiste una versione compiuta o più elaborata! A dimostrazione della superficialità con cui vengono liquidati argomenti di tale importanza.
    A questo riguardo volevo richiamare l’attenzione sulle Azioni 5, 6 e 7 circa gli interventi volti al risparmio energetico nell’edilizia (convenzionata, popolare e residenziale). Pregherei tutti di andare a leggere questi tre punti (tanto ve la cavate con poco, in trenta secondi al massimo li leggete due volte) che illuminano sulla determinazione e la volontà dell’Amministrazione di affrontare l’annoso problema energetico legato al settore immobiliare residenziale che da solo (oramai lo sanno anche i bambini dell’asilo nido), assorbe oltre il 40 % dell’energia che produciamo, consuma enormi quantità di risorse naturali e produce una grandissima quantità di rifiuti.
    Quindi, come primo commento a questo Piano Energetico, prima di approfondire le varie tematiche sul risparmio energetico in termini generali, io dico: siamo seri! Questi sono argomenti sui quali ci giochiamo il futuro del pianeta e quindi dei nostri figli; il Patto dei Sindaci, l’Agenda 21, il Protocollo di Kioto, non sono medagliette da appuntarsi sul petto, ma sono impegni concreti che richiedono risposte ed indirizzi concreti.
    Un Saluto.
    Erio Ricchi

  2. Fornisco un ulteriore spunto di riflessione sul Seap facendo riferimento ad un importante punto di prelievo di energia del nostro comune rappresentato dal Centro Nuoto . Nel piano il Centro Nuoto non risulta tra gli impianti sportivi di proprietà comunale oggetto di analisi per consumi energetici ( termici ed elettrici) ma è tra i destinatari, quale utente del servizio, del progetto di impianto di cogenerazione e rete di teleriscaldamento. Una dimenticanza? Dati impresentabili? Aggiungo , tra l’altro, che secondo quanto prescritto dall’articolo 6 della Convenzione per l’affidamento in gestione del Centro Nuoto alla Polivalente Olimpia ( per il periodo che va dal 5 giugno 2009 – notare la data- al 4 giugno 2024) tra gli obblighi del gestore rientra anche quello di “attivare forme di gestione idonee al contenimento dei consumi energetici” . Posto che anche la precedente convenzione, risalente al 2000, prevedeva il medesimo obbligo, ci si domanda cosa abbia fatto in questi anni il gestore per ottemperare allo stesso. Il tetto della struttura ben si adatta alla installazione di un impianto solare termico, ad esempio. A cosa serve lasciare illuminata di notte , soprattutto d’inverno, la pista di allenamento? Sempre secondo l’articolo 6 della Convenzione il gestore, al termine di ogni stagione, sarebbe tenuto a presentare ” una relazione analitica sull’assolvimento dei propri obblighi gestionali segnalando le azioni svolte e le criticità intervenute ed evidenziando proposte e soluzioni gestionali” Qualcuno ne ha mai vista una?
    Per finire , già che siamo in tema e in alta stagione, fornisco un ultimo e molto interessante dato che ci fa comprendere quanto i nostri beni comuni siano presi nella dovuta considerazione: il canone di affidamento per la gestione del Centro Nuoto porta nelle casse del Comune ben 650,00 euro + IVA all’anno!!! Un affarone,no?

    1. Spero -per il comune e per la nostra dignità di cittadini- che sia un refuso, e tu avessi voluto scrivere 650+iva al mese

      1. Caro Alessandro, e cari cittadini, non mi sono sbagliata. La cifra è proprio quella che ho scritto. Per essere più precisa, nella Convenzione vengono specificate anche le modalità di versamento: in due comode rate!

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