Il Documento Preliminare del nuovo PSC, insostenibile per l’assenza di partecipazione – di Eleonora Mariotti

                                                                 nella foto  murales di Banksy a Los Angeles

Sono passati dieci anni dall’entrata in vigore della L.R. 20/2000, i PRG (Piano Regolatore Generale) vanno lentamente in pensione e presto si sentirà parlare solo di PSC (Piano Strutturale Comunale); altri acronimi gli si affiancano: RUE e POC, l’uno è il Regolamento Edilizio e l’altro è il Piano Operativo con il quale l’amministrazione comunale individua gli interventi da realizzare nell’arco di cinque anni. PSC, RUE e POC disciplinano insieme parallelamente l’uso del territorio: il primo ne individua le strategie, il secondo le regola ed il terzo le mette in opera nel dettaglio.

Il Documento Preliminare, e con esso il documento di Valsat, è elemento costitutivo e parte integrante del PSC in cui: “sono individuati, descritti e valutati i potenziali impatti delle scelte operate e le misure idonee per impedirli, mitigarli o compensarli, alla luce delle possibili alternative (…)”, lo recita l’art. 5, c.2 della L.R. 20/2000 così come integrato dalla L.R. 6/2009.

 

L’Unione “Terre di Castelli” sta approntando, ormai da lungo tempo, il PSC in forma associata con i cinque comuni che ne fanno parte ed una bozza del suo Documento Preliminare (marzo 2011) è stata divulgata, anche se sul sito dedicato http://www.psccastelli.it/il_documento_preliminare/index.htm non ve n’è ancora traccia, nonostante si debbano assicurare, durante i procedimenti di formazione ed approvazione degli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica, specifiche forme di pubblicità e di consultazione dei cittadini e delle associazioni costituite per la tutela di interessi diffusi, in ordine ai contenuti degli strumenti stessi secondo l’art.8, c.1 della stessa legge già citata.

Per un auspicabile riavvicinamento delle politiche dei progetti ai bisogni dei destinatari, i processi partecipativi sono indispensabili, soprattutto ora che le previsioni di PSC, rispetto ai 10 anni dei PRG, sono di tipo strategico su un periodo più lungo e più complesso; in questo contesto le consultazioni e la partecipazione con i cittadini risultano di grande importanza perché solo la condivisione degli obiettivi può assicurare una maggiore realizzabilità del piano.

Il Documento (in fondo, il pdf in allegato) individua una decina di progetti considerati strategici per il territorio dell’Unione e prevede al 2025 una crescita demografica del 20 %, con il passaggio dagli attuali 71.000 a 85.000 residenti nel territorio dell’Unione, ovviamente questa previsione comporta una nuova domanda abitativa; tanti sono i dati specifici elencati e tabellati: i metri quadrati dei comparti in attuazione, le diverse percentuali di attuazione dei vari interventi non ancora avviati ma confermati, l’offerta potenziale dei lotti interclusi, i residui di potenzialità edificatoria residenziale all’interno di tessuti produttivi… manca però il dato relativo agli appartamenti vuoti, sfitti o invenduti. Molte palazzine di recente costruzione a Vignola sono abitate solo per metà, alcune vie con tante finestre chiuse, molte delle quali mai aperte, dovrebbero far riflettere su quanto possa essere importante arrestare la crescita infinita della città per favorire l’innalzamento della qualità degli insediamenti esistenti e della vita suoi abitanti.

Tra i vari progetti il sistema urbano “Spilamberto-Vignola-Doccia e il suo Boulevard” è quello su cui si basa “la manovra essenziale del PSC“: in questa area sono previsti 2.200 alloggi nuovi, il 73% di quelli previsti nel piano. Si tratta della “formazione di un sistema urbano integrato Spilamberto-Vignola-Formica, con rafforzamento di connessioni longitudinali, completando la viabilità di lottizzazione riorganizzando la sede storica dell’infrastruttura da ex strada statale a vero e proprio ‘boulevard’ urbano, vetrina dell’immagine della città fino ad incontrare all’Italcementi. (…) si candida ad ospitare parti cospicue delle funzioni urbane nuove sul fronte della ospitalità, istruzione e e loisir.

Ora, i boulevard, ottocenteschi lunghi viali alberati, vennero pensati e realizzati da Haussmann, urbanista e politico, su incarico di Napoleone III per i grandi piani urbanistici di abbellimento di Parigi, creando vedute prospettiche su opere monumentali come l’Arc de Triomphe o l’Opera; definire il futuro asse Spilamberto-Vignola-Formica, che termina sull’Italcementi,boulevard è forse un po’ fuori luogo.

Non va poi dimenticato che il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) ed il buon senso prima di esso vorrebbe varchi ecologici nelle zone ai confini dei centri abitati in cui l’edifìcazione corre il rischio di assumere carattere di continuità. Opportune fasce di territorio non edifìcato, interposte tra gli insediamenti urbani, sono da preservare come corridoi ecologici e da promuovere a livello locale in quanto parti indispensabili della rete ecologica provinciale; invece qui non si contrasta affatto la continuità dell’urbanizzazione nonostante l’ostacolo fisico costituito dal fiume Panaro, corridoio ecologico naturale, anzi la si sostiene etichettandola come “manovra essenziale del PSC”.

Tra i progetti si prosegue con “il completamento dell’asse pedemontano” ed il suo raccordo al sistema autostradale fino al casello di Modena sud per arrivare a descrivere un altro progetto considerato strategico: “l’Area SIPE Nobel come cittadella del Cibo” definito mercato alimentare di “terza generazione”. Viene infatti spiegato che i “mercati si trasformano da luoghi con una mera connotazione funzionale e logistica, sostanzialmente estranei o marginali alla vita urbana, in luoghi ad elevato valore di immagine e con una animazione significativa, che ‘includono i clienti’ e ‘aggiungono servizi’ (…) riferimento vincente per il riposizionamento dell’area SIPE Nobel che la qualifichi come una vera e propria ‘cittadella del cibo’, come Eataly (…). Una cittadella che potrebbe funzionare da hub per portare a sistema e rilanciare l’offerta di fruizione alimentare-culturale delle Terre di Castelli”. Leggere che i mercati sono: “luoghi sostanzialmente estranei o marginali alla vita urbana” è semplicemente inaccettabile; i mercati sono da millenni il principale luogo d’incontro e di scambio per la collettività, basti pensare al foro romano nell’epoca della Roma imperiale, fulcro civico, politico e religioso della città. Se le nuove piazze sono spesso un fallimento e se i centri storici si svuotano, la “deportazione” di funzioni della socialità in luoghi lontani dal quotidiano ha una parte di responsabilità; l’“offerta medio-alta” di questa “cittadella del Cibo”sembra non essere sufficiente a tenere distinto questo intervento da ipermercati, outlet e multisala, templi dell’alienazione di massa.

Nel circuito collinare della valorizzazione turistica e ambientale” poi viene prevista la riqualificazione turistica ed ambientale per: l’Italcementi di Formica, il Frantoio che fronteggia il castello di Vignola, la Fornace Cavallini e la Flaviker di Castelvetro, “riqualificazioni per un mercato immobiliare di dimensione e portata più vasta di quella locale, (…) sostenuta da promozione alle fiere immobiliari significative nel panorama della valorizzazione immobiliare.”.

Si prosegue con il “nuovo polo delle carni”a Castelnuovo Rangone che ricollocherà sul territorio alcune delle principali imprese del comune, avrà un “lay-out” innovativo per libertà d’impianto e condizioni di accessibilità, divenendo vetrina sul modo di produrre “buono e sano”. Per i nuclei degli insediamenti produttivi si pensa ad una conversione in “sistema delle APEA”: Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate come da L.R. n. 20/2000 art. A-14, d’altra parte la Provincia di Modena le promuove da almeno otto anni supportando i vari Comuni con convenzioni e bandi per accedere a finanziamenti, si confida in questo coraggioso passo, per il bene dell’ambiente e quindi nostro; i dati del “polo formativo” rivelano che sarà da potenziare nel complesso ed in particolare per quello di Vignola sarà da verificare la sua fattibilità; per il Bettolino, Due Ponti e via Coccola, sistemi insediativi diffusi e luoghi della “mixitè” residenziale/produttivo, il dimensionamento di piano prevede una quota di nuove unità abitative realizzabile attraverso processi di recupero.

Insomma l’asse Spilamberto-Vignola-Formica/Doccia sarà un boulevard dove troveranno posto anche i luoghi del loisir, l’area SIPE-Nobel diventerà un hub per rilanciare l’offerta alimentare ed i temi del benessere, il nuovo polo delle carni a Castelnuovo Rangone sarà un nuovo polo produttivo con lay-out innovativo per libertà d’impianto e a Bettolino abbiamo la mixitè ma non lo sapevamo!

Le interferenze linguistiche non necessarie seducono gli stolti come il fascino esotico di fine Ottocento, rimandando ora a suggestioni di paesi lontani da noi e soprattutto più civili; in questo caso i forestierismi paiono utilizzati per evitare di chiamare le cose col loro nome quando ciò non risulta conveniente.

La città resta comunque un bene comune ed andrebbe pensata, pianificata e amministrata come il luogo dove le esigenze ed i bisogni dei suoi cittadini sono garantiti, dove è possibile accedere facilmente ai servizi essenziali, dove è gradevole incontrarsi, dove le iniziative culturali istruiscono e consentono di formare un pensiero critico. Questi sono solo alcuni degli obiettivi che dovrebbero essere tradotti in strategie, invece in questo Documento Preliminare, per esempio, alla cultura è dato ben poco spazio e in quella mezza pagina è affiancata all’“animazione commerciale”; però nel nostro futuro c’è una bella domenica all’ hub, da cui ci sposteremo percorrendo il boulevard per arrivare ai luoghi del loisir… sempre in macchina ovviamente, l’importante è consumare.

La città non è il luogo nel quale si dispongono gli edifici ma il luogo in cui gli edifici sono abitati da esseri umani (…) l’architettura deve ascoltare gli abitanti di un luogo”, Yona Freidman, un grande e vero architetto, non un’archi-star, su La Repubblica del 29 giugno.

Documento preliminare_relazione

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