Storia di un flop ( parte seconda ), di Monica Maisani

 

Non c’è niente da fare, la Vignola Patrimonio non riesce proprio a darci quelle soddisfazioni che ci aspettavamo. Se non fosse per l’ottima “performance” della farmacia , ci sarebbe da piangere. E anche in questo caso , c’è poco da stare allegri, visto che si conseguono degli utili sulle disgrazie altrui. Il fatto che si vendano molti medicinali e altre prestazioni sanitarie non sarebbe proprio un segnale di benessere ma, pazienza, “pecunia non olet” e, ormai bisogna prendere atto che la salute è diventata una merce come le altre ( anche per la sinistra , purtroppo).

Qualche giorno fa si è tenuta presso il Municipio di Vignola la seduta della Prima Commissione Consiliare avente ad oggetto la relazione dell’Amministratore Unico sulla situazione della Società e sullo stato di avanzamento dei progetti in corso.

I dati contabili che sono stati esposti riguardano il periodo 1 gennaio-30 giugno 2011 e possono essere così sintetizzati:

  1. L’utile lordo conseguito è di circa 50.000 euro, la situazione pertanto sembra essere migliore di quella dell’anno 2010 in cui l’utile è stato di appena 2000 euro.

  2. Da un’analisi del risultato d’esercizio per centri di costo emerge che la farmacia consegue utili per 151.000 euro, il mercato è in pareggio, la gestione patrimoniale ( i lotti invenduti, gli affitti passivi ecc.) è in perdita per 54.000 euro, il centro di costo servizi generali(amministrazione, gestione, consulenze varie ecc.) è in perdita per 46.000 euro.

  3. Le consulenze contabili e legali fornite dallo studio LUEL di Bologna, secondo quanto dichiarato dall’Amministratore, sarebbero necessarie a causa della normativa molto complessa e “ondivaga” che riguarda le società patrimoniali ( sic!).

  4. La voce affitti passivi è molto rilevante ( Caserma vigili del fuoco , locali Ex Bassoli, locali della Consulta del volontariato, nuovo locale attiguo alla farmacia ecc.) , ma potrebbe ridursi in quanto è previsto che il locale ex Bassoli dal 2012 passi in carico all’Unione che ha deciso di destinarlo alla sede del Centro famiglie ( nota: l’Unione ha anche acquistato dalla VP l’immobile di Via Cappuccini , tutto in famiglia, quindi).

  5. Buone notizie vengono dalla voce interessi passivi. La Società ha una buona liquidità , derivante dagli incassi della farmacia , e non ha pertanto bisogno di attingere al credito bancario.

  6. Secondo quanto affermato dall’Amministratore ci si attende un notevole miglioramento del risultato di gestione, soprattutto in considerazione degli utili crescenti conseguiti dalla farmacia.

Dal punto di vista dei servizi e dei progetti in gestione , risulta quanto segue ( aggiungo qualche piccolo commento):

  1. Farmacia: come già rilevato, gli utili sono in continuo aumento ( incremento mensile medio 40.000 euro, + 25% aumento complessivo ricavi annui previsti). Il personale con anzianità è stato stabilizzato , attualmente vi sono 6 dipendenti e una risorsa esterna per metà giornata che si occupa delle pulizie e del magazzino. Il costo dell’ampliamento è stato di 60.000 euro, ma la farmacia non ha chiuso un giorno (!).

  1. Polo della sicurezza : la progettazione è stata interamente curata dalla Società, si attende il passaggio in Giunta dell’Unione nella quale si dovrà decidere sulla ripartizione dei costi ( è proprio su questo punto che non c’è ancora accordo, anche in considerazione dei Comuni nuovi arrivati). Il progetto si trova pertanto in una fasesquisitamente politica”…… ( brutto segno!).

  1. Parco fotovoltaico : idea balzata alla mente del socio ( che si ribadisce è il Comune e non il Sindaco) e , si presume, dell’amministratore, per ovviare al problema della “invendibilità” ( allo stato attuale) dei famosi lotti edificabili siti in zona Nuovo mercato ortofrutticolo. Se non si possono conseguire utili speculando nel mercato immobiliare, si prova a speculare nel mercato dell’energia “verde” o più in generale della Green economy . Pare , però, che l’affare non sia più così “appetibile”, in quanto il nuovo decreto del governo riconosce agli impianti a terra un incentivo pari ai due terzi di quello accordato agli impianti installati sui tetti ( e meno male!). Si attende il parere dell’AESS ( Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile) per poter decidere cosa fare.

 

  1. Casa dell’acqua: baracchino di legno nel quale è installato un erogatore ( definito fontana!) di acqua dell’acquedotto “filtrata e purificata” venduta ai cittadini che muniti di bottiglie ( di vetro o di plastica?) si recano sul posto ( a piedi, in bicicletta o in auto?). Prezzi ovviamente popolari : 5 centesimi al litro la liscia, 10 centesimi quella gassata. Questa è l’ ultima trovata delle Holding private dell’acqua per contrastare le intenzioni e confondere le idee dei cittadini che a giugno sono andati a votare ai referendum chiedendo a gran voce che l’acqua ritorni a essere pubblica ( senza SE e senza MA!). Le amministrazioni ci sono cascate ( vogliamo credere alla buona fede) pensando di stimolare i cittadini a bere l’acqua del rubinetto e contribuendo a ridurre il consumo di bottiglie di plastica. In realtà è un’operazione , al pari del parco fotovoltaico, di puro marketing politico , per nulla in linea con i principi della sostenibilità ambientale. Il costo di questa inutile opera è di 25.000 euro, a cui vanno aggiunti i costi di quattro telecamere e di luci a LED, più il costo del contratto di sorveglianza ( la “fontana” ancora prima di essere messa in funzione ha già subito atti vandalici). Non si conoscono al momento i costi di manutenzione (!). L’opera, situata a Brodano, dovrebbe essere già funzionante e dovrebbe essere inaugurata in questo mese.

  1. SIAP ( Sistema igienico autopulente e automatizzato). Assieme alla Casa dell’acqua , visto lo stallo in cui si trovano gli altri progetti , sembra essere la vera opera “di punta” della Società nel biennio 2011/2012. Finanziato con contributo regionale sulla base della Legge sui “centri commerciali naturali”, sarà installato entro la fine di marzo ( dove?) e potrà servire fino a 800 persone al mese. Costo del servizio per l’utilizzatore : 50 centesimi.

 

A questo punto ci si chiede (“… pacatamente, serenamente…”) : era necessario costituire una società patrimoniale per gestire una farmacia, installare un rubinetto dell’acqua e un bagno pubblico?

E ancora: che ne sarà del patrimonio invenduto e “invendibile” in carico alla società? Visti i costi di gestione, sarà prima o poi svenduto a qualche “salvatore della patria” ?

Sono graditi commenti su questo blog.

p.s Se non fosse per il lavoro di informazione della nostra Lista nessun cittadino potrebbe mai conoscere le vicende della Vignola Patrimonio. Lo spazio dedicato sul sito del Comune non viene aggiornato da tempo immemorabile né viene data alcuna informazione sul giornalino. Sarebbe anche utile che l’Amministratore, oltre che presentare dei numeri , presentasse una relazione scritta da pubblicare sul sito e sul giornalino.

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