AMIANTO: UN GRAVE PROBLEMA ANCORA DA RISOLVERE di Monica Maisani

Tra le tante incombenze di un Sindaco ve ne è una che dovrebbe essere considerata la più importante di tutte: la tutela della salute dei cittadini . La discussione( meglio dire la chiacchiera) pubblica si concentra molto sull’ economia, sulla qualità dei servizi , sul “marketing urbano” , sul come far decollare i “Centri commerciali naturali”, si dispensano consigli o critiche su questa o quell’ opera pubblica , ma ci si dimentica di verificare e di chiedere conto al primo cittadino su quanto ha fatto e intende fare per la nostra salute. Che non vuol dire solo occuparsi della prevenzione delle malattie ma anche , in una prospettiva più ampia, di garantire il diritto di noi tutti ad un ambiente salubre e quindi ad un miglioramento della qualità della vita.

Purtroppo, al di là di proclami ad effetto finiti sui giornali locali, finte “Carte dell’acqua” e vere “case dell’acqua”, piani energetici “copia e incolla” , sino ad ora non si è visto molto da questa Amministrazione. Ad eccezione dell’aggiornamento della Relazione sullo stato dell’ambiente che rappresenta senza dubbio il punto di partenza per predisporre una politica di tutela dell’ambiente e di miglioramento della qualità della vita sulla quale ci aspettiamo l’apertura di una discussione pubblica , ancora nessuna politica concreta all’orizzonte. Nulla sulla qualità dell’aria e sulla mobilità, nulla sui rifiuti, …nulla sul consumo di suolo, nulla di significativo sul versante del risparmio e dell’efficienza energetica. In compenso dal suo insediamento ad oggi la giunta Denti si è data un gran da fare contro il verde cittadino facendo “ la festa “ a circa 170 alberi, in omaggio alla biodiversità urbana!

L’ambiente interessa solo quando c’è da ricavare del denaro o facile consenso, espressioni come “green economy” o “sviluppo sostenibile” fanno effetto e strappano sempre qualche applauso, a Rio come a Vignola.

Sul versante della salute pubblica i sindaci si trovano, a distanza di anni dal suo emergere, ancora a dover affrontare un grave problema: quello della rimozione e messa in sicurezza degli edifici e delle strutture contenenti amianto. Come è noto, lo scorso 13 febbraio il Tribunale di Torino, prima sezione penale, ha condannato a 16 anni di prigione i due ex dirigenti della multinazionale Eternit, perché giudicati responsabili di 2.191 morti e 665 malati di mesotelioma pleurico, malattia provocata dallesposizione allamianto, fibra da tempo riconosciuta cancerogena, ma a lungo utilizzata per la costruzione dellEternit.

L’uso dell’amianto è stato per molto tempo altamente diffuso nell’edilizia civile, nelle coibentazioni, nella costruzione di vasche per la raccolta delle acque, per la costruzione di tubi per gli acquedotti, per la copertura dei tetti, addirittura per le fioriere. Anche nell’attività estrattiva di cava può essere rilevata la presenza di amianto come nel caso delle rocce ofiolitiche.

Dal momento in cui, nel 1992, la fibra tossica è stata messa al bando per la sua pericolosità, le Amministrazioni, a cominciare dalla Regione, si stanno occupando del problema. Non tutti e non con la dovuta attenzione, però.

A Vignola, l’amministrazione Adani aveva avviato, su richiesta pressante di un agguerrito gruppo di genitori giustamente preoccupati per la salute dei loro figli, un percorso di bonifica e messa in sicurezza di edifici pubblici , soprattutto scolastici, impegnando notevoli risorse, ma l’opera di bonifica, pur portata avanti dall’attuale amministrazione, non è stata ancora completata.

Secondo un documento elaborato dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito del Progetto Mappatura delle zone del territorio regionale interessate alla presenza di amianto , datato 23 dicembre 2011, risultano essere presenti a Vignola 9 siti con edifici pubblici o aperti al pubblico contenenti amianto ma solo per alcuni di essi è stata avviata la procedura per la rimozione o il confinamento dell’amianto esistente , mentre per altri , come ad esempio la tettoia dell’Ex Mercato ortofrutticolo, nulla è stato ancora fatto.

Nel dettaglio, gli edifici censiti sono: Forno Fraulini, Ospedale di Vignola ( parziale rimozione), Distretto n.6 Vignola ( parziale rimozione),Scuola materna Rodari ( confinato), Scuola Materna Andersen ( confinato),Ex mercato ortofrutticolo, Scuola Barozzi ( parziale rimozione),Biblioteca (ex, si presume), Casa del Muratori (parziale rimozione, confinato).

Secondo il documento regionale, che ha individuato complessivamente 1198 siti, solo 622 di questi sono stati interessati da un’attività di bonifica per rimozione completa del materiale contenente amianto, mentre su tutti gli altri le Aziende USL “svolgono attività di controllo e vigilanza per verificare che i proprietari mettano in atto tutte le procedure previste dalla legge per la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini”. C’è da fidarsi?

Nel Territorio dell’Unione Terre dei Castelli, ad esempio, risultano essere complessivamente presenti 24 siti, quasi tutti classificati come “ edifici pubblici in area urbana” la maggioranza dei quali risulta ancora da bonificare. Tra questi spicca la ben nota Area EX Sipe- Nobel “Le Basse” in comune di Spilamberto dove , in barba ai divieti di accesso, si svolgono pericolosi ( per la salute dei partecipanti) “giochi di guerra”.

Sulla base di questi dati poco rassicuranti , nonché dalla constatazione che la procedura di mappatura regionale non ha portato a risultati soddisfacenti e anche in base al fatto che il censimento ha riguardato in special modo edifici pubblici o privati aperti al pubblico mentre sono stati tralasciati gli edifici privati, alcune Amministrazioni locali si sono mosse, adottando specifiche Ordinanze a tutela della salute pubblica . Questi provvedimenti , emessi nel bolognese dai Sindaci di Zola Predosa , di Monteveglio e di Anzola Emilia, sono finalizzati ad avviare un percorso di mappatura efficace del territorio e a promuovere successive azioni di messa in sicurezza.

Nell’ambito di un’azione di sensibilizzazione concordata all’interno del Coordinamento delle Liste di Cittadini di Modena e Bologna, la Lista di Cittadini Vignola Cambia ha presentato nel febbraio scorso un ordine del giorno dal titolo “Rischi connessi al cemento amianto Eternit ed emissione di provvedimenti” che è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale del 27 marzo 2012 . Il Sindaco di Vignola , sulla base dell’odg approvato in Consiglio e a seguito di una Risoluzione del Consiglio Regionale del marzo 2012 che, oltre ad esprimere solidarietà per i familiari delle vittime dell’amianto interessate dal processo di Torino, invitava i sindaci a provvedere quanto prima , ha adottato il 6 giugno 2012 l’Ordinanza n. 64 “ Rimozione e messa in sicurezza dell’amianto negli edifici”.

Secondo il provvedimento , pubblicato sul sito del Comune assieme alle” Linee guida regionali per la valutazione dello stato di conservazione dell’amianto” (http://www.comune.vignola.mo.it/uffici/ufficio_ambiente/ordinanza_rimozione_amianto.htm) , i proprietari di immobili aventi coperture o altri manufatti di cemento amianto debbono provvedere a redigere ( entro 180 giorni dalla data dell’ordinanza) una scheda contenente le indicazioni necessarie alla identificazione del sito e del relativo stato, procedere ad una analisi e valutazione del rischio e indicare le procedure che si intendono mettere in atto per la bonifica e la messa in sicurezza ( rimozione, sovra copertura o incapsulamento). Sono previste, per chi non ottempera, sanzioni pecuniarie che vanno da 25 a 150 euro.

Ma non spetta solo al privato provvedere.

Secondo l’ordine del giorno approvato in Consiglio, il Sindaco di Vignola si è impegnato anche a individuare agevolazioni economiche e/ o esenzioni tributarie per coloro che dovranno sostenere i costi delle opere di messa in sicurezza e/ o bonifica e a promuovere un’adeguata informazione sull’argomento. Su questo fronte ancora non si vedono atti concreti.

Va precisato che, sulla base del documento presentato dalla Lista Vignola Cambia , il gruppo consiliare “Insieme per l’Unione” ha presentato un analogo o.d.g. chiedendo alla Giunta di impegnarsi nello stesso senso e soprattutto ad approvare quanto prima, nell’ambito dell’Unione Terre di Castelli, un Piano di bonifica definitiva ed integrale dei siti di proprietà pubblica inclusi nel Rapporto della Regione essendo , tra l’altro, stata trasferita all’Unione la competenza per alcune opere pubbliche . Purtroppo il documento non è stato ancora posto in discussione, nonostante il Sindaco di Vignola, nonché Presidente dell’Unione, si fosse impegnato in tal senso .

A riprova di quanto il tema sia di estrema urgenza e attualità , va segnalato un documento di Legambiente diffuso recentemente che invita Regione ed autorità competenti ad informare cittadinanza ed operatori sulla corretta gestione delle macerie contenenti amianto nelle zone interessate dal recente terremoto . Il rischio che si potrebbe correre sarebbe quello di un troppo affrettato e poco accurato smaltimento con conseguenze per la salute degli operatori e dei cittadini.

L’argomento in questione non è interessante e urgente solo dal punto di vista della salute ma lo è anche per i positivi effetti economici che un eventuale programma di bonifica di siti pubblici e privati potrebbe innescare.

I detrattori del provvedimento staranno, infatti, già affilando le armi , mettendo l’accento sull’ esborso economico che i cittadini , in un momento di crisi come questo, dovrebbero sostenere per ottemperare all’Ordinanza del Sindaco e c’è effettivamente il rischio che in pochi rispondano all’appello.

A questa obiezione, però, si può rispondere che la salute dei cittadini vale più di ogni altra cosa e , secondariamente , che le opere di bonifica potrebbero innescare un circolo virtuoso a favore di tecnici , aziende e operai specializzati nel settore . Si tratterebbe proprio di quelle opere di manutenzione e ristrutturazione degli edifici che molti consigliano per far ripartire l’economia.

Secondo il Decreto Ministeriale 5 maggio 2011, noto come Quarto Conto Energia, viene riconosciuto a chi effettui un’operazione di smantellamento di tetti in eternit e li sostituisca con pannelli fotovoltaici un bonus o una maggiorazione sugli incentivi previsti di 5 centesimi di euro/ kWh ( art.14 lett.c).

Sulla base dei dati forniti dal Gestore dei Servizi Energetici nella primavera scorsa, in pochi mesi per effetto di questo bonus sono spariti dai tetti italiani 12,7 milioni di metri quadri di pericolosissimo amianto. Sempre secondo il GSE gli impianti fotovoltaici che hanno usufruito del bonus amianto sono stati 16.350, per 1.340 MW di potenza. Cioè poco più di un GW dei 13 totali, ma quasi il 30% dei 4,6 GW attualmente incentivati dal Quarto Conto Energia. Il che si traduce in un costo pari a 45,8 milioni di euro, che hanno in pratica sovvenzionato la bonifica dei tetti. Le regioni italiane che maggiormente hanno usufruito di questa possibilità sono state la Lombardia, lEmilia Romagna e il Piemonte. La prima ha sostituito 1.258.913 metri quadrati di tetti in amianto con 135.967 kW di pannelli fotovoltaici, la seconda ne ha bonificati 738.075 metri quadrati (81.356 kW) e il Piemonte 539.386 (60.563 kW).

Perché non sfruttare questa possibilità anche a Vignola e perché l’Amministrazione non si attiva, assieme alle Associazioni di categoria e agli istituti di credito, per fornire un’adeguata informazione e sostenere questa operazione?

Questa sì che sarebbe un’intelligente e concreta azione di riconversione ecologica dell’economia!

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