AMIANTO : Resi noti i primi dati del censimento a Vignola | Di Monica Maisani

Sabato scorso , 17 novembre , si è tenuta a Vignola, presso il Circolo Paradisi , un’interessante conferenza organizzata , assieme al Circolo che la ospitava , dall’Associazione Prozetesis ( www.prozetesis.it) per il sostegno alla ricerca sui tumori del polmone e impegnata da anni in un’encomiabile attività di informazione e sensibilizzazione sui rischi connessi all’amianto . All’incontro, avente per titolo “ Amianto ( asbesto) : un “rischio immacolato” e difficilmente eliminabile”, hanno partecipato in qualità di relatori Luigi Zanotti – Presidente Associazione Prozetesis e alcuni membri del Comitato Scientifico dell’associazione. Il Dott. Ciro Ruggiero – Cattedra di Chirurgia Toracica Policlinico di Modena ha affrontato il tema “Conoscere l’Asbesto”, il Dott. Cristian Casali – Cattedra di Chirurgia Toracica del Policlinico di Modena ha parlato del “ Danno biologico” e il Prof. Uliano Morandi – Direttore della Cattedra di Chirurgia Toracica Università di Modena e Reggio ha trattato il tema “Malattie Asbesto – correlate”.

Davanti a una platea purtroppo non molto nutrita, il primo relatore ha fornito dati e informazioni di carattere storico sulla scoperta e l’utilizzo dell’amianto ( o asbesto) , un minerale dall’aspetto fibroso di cui si trova menzione nelle pagine di Plinio ( “un materiale che non si consuma” ) o in quelle del Milione di Marco Polo il quale racconta come in Cina questo minerale venisse filato per confezionare tovaglie. Di seguito, nel 1600, l’amianto venne utilizzato come preparato galenico e questo uso è proseguito fino ai giorni nostri : fino agli anni sessanta del secolo scorso è stato usato nelle paste dentarie per otturazioni. Nel 1700 l’amianto veniva utilizzato come materia prima nell’industria inizialmente per confezionare tessuti poi come materiale ignifugo .

Dopo varie sperimentazioni, nel 1893 venne ottenuto dalla tristemente nota azienda Eternit un brevetto per la produzione del cemento amianto . Da allora, come sappiamo , l’amianto è stato utilizzato come materiale per la coibentazione e per mille altri usi . A tutt’oggi, nonostante l’estrazione, la produzione, l’importazione e l’uso dell’amianto siano proibiti per legge dal 1994, conviviamo con grandi quantità di questo minerale , nascoste in molti dei manufatti che ci circondano, dalle coperture dei tetti , alle fioriere, alle cucce per cani. Il problema , come hanno fatto notare i relatori , non è la sostanza in sé ma il fatto che essa arrechi danni alla nostra salute nel processo di deterioramento dei manufatti che lo contengono . Le fibre di amianto sono molto sottili, degli aghi minuscoli invisibili ai nostri occhi e questo non ce ne fa percepire la pericolosità. Per fare un esempio, in un centimetro quadrato si possono trovare 335.000 fibre di amianto a fronte di 1300 fibre di nylon, 500 fibre di lana o 250 capelli.

L’amianto è pericoloso quando viene inalato perché provoca danni spesso irreversibili al nostro apparato respiratorio ed è per questo molto importante la prevenzione attraverso l’informazione. Un dato su cui occorrerebbe riflettere è stato fornito dal Dott. Casali , il quale ha affermato che le prime evidenze scientifiche sui danni biologici da esposizione ad asbesto risalgono al 1927 . Oggi sappiamo molto e sappiamo da tanto tempo, ma il problema è ancora quasi tutto da risolvere.

I danni alla nostra salute si chiamano, ad esempio, mesotelioma, che provoca danni anche solo da esposizioni relativamente scarse ( a Casale Monferrato, non solo chi lavorava in azienda ma anche chi abitava vicino alla fabbrica Eternit ha riportato danni gravissimi e letali ). Per questo è stato affermato dal Dott. Casali che il rischio ambientale è un rischio reale e che come tale va affrontato a tutti i livelli , non solo per tutelare la salute degli operatori che ancora oggi sono coinvolti in interventi di bonifica , ma anche per tutelare la salute di tutti i cittadini.

Il Prof. Morandi ha concluso la parte scientifica degli interventi trattando più compiutamente delle malattie asbesto-correlate, come l’asbestosi e il mesotelioma pleurico, facendo presente che, mentre dal punto di vista diagnostico sono stati fatti dei passi in avanti, dal punto di vista terapeutico ancora oggi non sono stati raggiunti dei risultati incoraggianti, in alcuni casi si procede con trattamenti palliativi dei sintomi respiratori. L’OMS ha affermato che ad oggi non esiste un trattamento della malattia codificato. In Regione Emilia Romagna , la provincia che risulta essere più colpita dalla malattia è quella di Reggio Emilia, nella provincia di Modena la malattia colpisce 3 persone su 100.000. Dai dati presentati risulta che il picco più alto si è registrato nel 2001-2002 e pertanto ci si aspetta una progressiva riduzione dell’incidenza nei prossimi anni, ma secondo il Prof. Morandi il lavoro più grosso da fare è la prevenzione primaria da realizzarsi attraverso l’eliminazione dell’amianto tramite bonifica ambientale.

L’incontro è proseguito con gli interventi c.d istituzionali , dopo un breve intervento dell’ assessore Scurani il quale ha riassunto i passaggi amministrativi dell’Ordinanza sindacale sulla rimozione e messa in sicurezza dell’amianto negli edifici emessa nel giugno scorso (con la quale si imponeva ai proprietari di immobili aventi coperture in amianto e altri manufatti di cemento amianto la presentazione entro il 4 settembre di una scheda di censimento ed entro il 3 dicembre una valutazione del rischio ), sono stati forniti dal Geom. Ivaldo Gualdi , responsabile del Servizio ambiente del Comune di Vignola, i primi dati del censimento.

Secondo quanto risulta agli atti, al Comune sono pervenute 114 schede di censimento , 23 valutazioni del rischio e 1 comunicazione di rimozione in corso. Da un primo esame delle pratiche risulta che i danni riguardano specialmente rotture, sfaldamenti o crepe e che gli immobili interessati sono così suddivisi per superficie: 28 immobili fino a 100mq, 66 da 101 fino a 1000 mq, 16 oltre 1000 metri quadri. Sono giunte inoltre diverse segnalazioni di cittadini e di condomini e questo fa emergere un aspetto importante del procedimento avviato relativo alla partecipazione e al coinvolgimento dei cittadini . Dopo questa prima fase c.d conoscitiva, il passaggio successivo, secondo quanto affermato dal geom. Gualdi, sarà quello di monitorare e controllare la situazione oltre che continuare ad informare i cittadini.

Ha chiuso l’incontro la Dott.ssa Ricchi dell’ASL Modena, tecnico della prevenzione – Dipartimento di sanità pubblica, la quale ha esposto le procedure corrette per gestire materiali contenenti amianto. Il cittadino o l’azienda che voglia rimuovere l’amianto deve infatti rivolgersi alla Azienda Usl e presentare un Piano di rimozione che verrà effettuato da una ditta specializzata e sotto la sorveglianza dell’Azienda sanitaria. Sono stati forniti i dati relativi ai Piani presentati per la rimozione nella Provincia , nel distretto di Vignola e nel comune di Vignola ( nel 2011 sono stati presentati per Vignola 59 piani per complessive 668 tonnellate di materiale da rimuovere e nel primo semestre del 2012 sono già 35 i piani presentati per 394 tonnellate). Il numero via via crescente dimostra, secondo la dott.ssa Ricchi, una maggiore sensibilità al problema ma hanno giocato un ruolo favorevole al processo di smaltimento e bonifica anche gli incentivi statali per l’installazione di pannelli fotovoltaici . Occorre però intensificare gli sforzi: la dott.ssa Ricchi ci ha tenuto a puntualizzare che sebbene in moltissimi Stati la produzione e l’utilizzo di amianto siano vietati, la pericolosa fibra viene ancora prodotta in Paesi come gli USA, il Canada , l’Australia e la Cina dalla quale importiamo innocui thermos o allegre candele antizanzare da esterni contenenti amianto scoperto per caso!!!!

Quali le considerazioni politiche dopo questo piacevole pomeriggio?

Dai dati emersi risulta che il problema sollevato dalla nostra consigliera Chiara Smeraldi era tutt’altro che marginale. Solo dopo la presentazione nel febbraio scorso dell’Ordine del giorno in Consiglio comunale da parte della Lista Vignola Cambia (vedi articolo precedente su questo blog ) cui l’assessore Scurani non ha fatto ovviamente menzione, l’Amministrazione ha proceduto con l’emissione dell’Ordinanza. L’alto numero di schede presentate, la eterogeneità degli immobili interessati ( abitazioni private, capannoni industriali) hanno fatto emergere che a Vignola i cittadini convivono, per dirla con l’associazione Prozetezis, con un “killer silenzioso” ed è quindi dovere del Sindaco garantire la salute dei cittadini intervenendo attivamente. Troppo poco ancora si fa per informare e sensibilizzare i cittadini . A proposito? Dove è finita l’educazione ambientale?

Resta inoltre ancora da sapere, visto che su questo aspetto Scurani si è dimenticato di intervenire e la Dott.ssa Ricchi è stata piuttosto vaga , cosa stia facendo l’Amministrazione riguardo alla bonifica e messa in sicurezza di quei nove siti ( di cui otto pubblici) che risultavano già censiti dalla Regione. Ma questo probabilmente lo sapremo dopo aver presentato l’ennesima interrogazione.

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