e ora?

Domani saremo di nuovo in Via Libertà

dalla mattina alla sera!

Dalle 09 alle 18 vieni a parlare con noi dei

quello che pensi.

Aiutateci a capire cosa succede a Vignola, dopo via Barella e via Libertà cosa ci aspetta ancora… Abbiamo altri alberi meravigliosi e viali storici, che scusa è: tanto li ripiantiamo!

Il loro meraviglioso lavoro lo stavano facendo ora e quelli nuovi ci metteranno altri 40/50 anni a respirare per noi l’inquinamento come facevano loro.

Leggete la nuova legge che tutela le alberature delle città: LEGGE 14 gennaio 2013 , n. 10

come la applicano?

Adani ex sindaco delle nostra città su Modena Quì commenta:

Modena Qui
03-09-2013
La via Libertà mancata: ecco com’era il primo progetto
Il piano 2009 voleva aumentare il verde del quartiere
VIGNOLA – Com’erano i piani iniziali per via Libertà? La domanda, vista la contestata piega che ha preso l’intervento con i tagli della settimana scorsa, ha il suo perché, considerando che l’idea di mettere mano alla strada era partita alla fine del secondo mandato Adani.
Ecco dunque l’ex sindaco (1999-2009) che fa il punto su ciò che è stato e ciò che poteva essere.
Adani, come iniziò tutto? «Da una riunione con i residenti della via, per capire cosa ne pensavano del progetto che si voleva realizzare nell’estate-autunno 2009».
Come andarono le cose? «C’erano quasi solo residenti, che si divisero tra favorevoli e contrari ma con toni molto pacati, perché avevamo sottolineato che quella era solo una prima idea, modificabile».
Si prevedevano abbattimenti? «Sì, una parte, però venivano fatti non per togliere ma per dare dopo molto di più in termini di verde.
Si voleva intervenire con un progetto ampio su tutto il quartiere, agendo anche sulle vie laterali.
L’idea era quella di ripetere su quelle sette-otto strade il modello già sperimentato con soddisfazione in via Aldo Moro: senso unico con parcheggi laterali, ciclabile e una fila di alberi a separarla.
In questo modo sarebbe cambiato il volto di quelle vie, dove oggi non c’è neanche il marciapiede.
Lì vicino ci sono delle scuole: così si creava anche un percorso casa-scuola in sicurezza, istituendo poi una zona 30.
Il piani era quello di fare tutto in cinque anni, ma è vero che allora c’erano altre risorse.
Comunque, il punto è che il verde che si poteva perdere in via Libertà non solo veniva reso, ma incrementato nelle vie laterali, con il quartiere che avrebbe visto aumentare il proprio patrimonio verde in maniera considerevole».
Anche adesso si parla di ripiantumare qualcosa intorno…
«Le proporzioni sono ben diverse: allora si volevano mettere circa dieci piante per ogni via, un’ottantina in tutto».
Così come è arrivato oggi, il progetto ha acceso parecchio gli animi, tra favorevoli e contrari… «Allora la situazione era completamente diversa.
Ci sarà stata una persona sola con una contrarietà secca al progetto: a molti andava bene così, altri avevano qualche perplessità su cui si poteva ragionare, anzi eravamo proprio lì per quello, perché il progetto era solo a un primo stadio, come abbiamo precisato da subito».
Se da lì fosse nato un Comitato di protesta? Oggi ci sono 700 firme… «Non è che tutte le volte che si forma un Comitato ci si debba bloccare: l’ho avuto anch’io per la riqualificazione di via Braglia, e a un certo punto bisogna prendere delle decisioni.
Ma fermarsi ad ascoltare sì: se all’incontro che avevamo fatto fosse venuta fuori una richiesta netta di salvare gli alberi, si sarebbe quantomeno lavorato sull’ipotesi di progetto alternativo.
E’ chiaro che, quando si cambia qualcosa, bisogna contemperare sempre diverse esigenze e arrivare a dei compromessi.
Il risultato finale però deve essere un punto d’incontro, perché gestire un progetto contro tutti diventa complicato.
Almeno chi vive lì deve essere convinto della bontà della soluzione finale».
Il Comune oggi ha fatto la sua scelta ed è partito: come andrà? «Il problema in questi casi è il tempo, il trascinare le cose.
Quando queste questioni rimangono lì per anni e anni, non migliorano.
Agire in tempi stretti invece porta presto a dei risultati, e se la gente li vede, poi le polemiche si smorzano.
Oggi invece ci si trova in mezzo al guado: il nuovo non c’è e siamo in mezzo ai problemi del vecchio, tra i malumori» Daniele Montanari

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1 Comment

  1. la giunta e il sindaco si erano impegnati a fornire un censimento degli alberi di Vignola per monitorare gli interventi di potatura e di manutenzione del verde pubblico .Non ho notizie di questo documento che sarebbe essenziale per capire cosa ci aspetta ,
    Giancarlo

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