STOP AL CONSUMO DI SUOLO: il PSC deve promuovere un processo di diffusa riqualificazione del costruito

Per un PSC a consumo zero di territorio

“Stop al consumo di territorio non compromesso”.

Ricordate?

E’ quanto aveva solennemente dichiarato in campagna elettorale il sindaco Daria Denti. Una promessa da marinaio. I documenti del Piano Strutturale Comunale (PSC) approvati dalla giunta del comune di Vignola prevedono invece 189.000 mq di “nuovo territorio rurale urbanizzabile”. Si tratta dell’equivalente di 26 campi da calcio regolamentari FIFA. Campagna che potrà essere cementificata e trasformata in città. Nuove case, nuovi palazzi, nuovi capannoni. Come se non ce ne fossero abbastanza già costruiti e inutilizzati, in attesa di essere venduti o affittati.

 

Quella di consumare ancora territorio agricolo non è affatto una scelta obbligata. Lo testimonia l’esempio di Savignano dove hanno davvero detto “stop al consumo di territorio non compromesso”. Vignola avrebbe dovuto fare altrettanto, anche perché la nostra città è già oggi il comune con la più alta densità abitativa di tutta la provincia di Modena: 1.063 abitanti per kmq! Non ha senso “spingere” per fare crescere ancora la città! Significherebbe aumentare ulteriormente la densità abitativa, far crescere ancora la congestione delle strade, far peggiorare la qualità della vita degli abitanti. La lista di cittadini Vignola Cambia non ci sta e invita tutti i vignolesi a dire: basta “mangiare” la campagna con il cemento!

 

No al consumo di territorio. Sì alla rigenerazione della città. La quasi totalità dei circa 30.000 alloggi oggi presenti sul territorio dell’Unione Terre di Castelli ha caratteristiche di basso o bassissimo profilo dal punto di vista dell’efficienza energetica, della compatibilità ambientale e del rispetto della normativa sismica. Oltre ad avviare politiche di recupero di aree dismesse o degradate, occorre dunque usare il PSC per promuovere un processo di diffusa riqualificazione del costruito.

Diciamo no anche alla previsione di un grande insediamento commerciale (11.000 mq di superficie di vendita) all’area ex-Sipe, anche se “confezionato” come cittadella del cibo. La funzione di vetrina dei prodotti tipici e delle eccellenze del territorio deve invece essere collocata nei centri urbani, secondo una visione di rete, con relativa specializzazione, tra i cinque comuni (Vignola, Castelnuovo, Castelvetro, Savignano e Spilamberto). La creazione di un nuovo “polo attrattore” indipendente dai centri urbani esistenti avrebbe infatti un impatto negativo sulla rete esistente del commercio e dei luoghi della cultura.

 

Diciamo sì, infine, a più trasparenza, più informazione e più partecipazione dei cittadini a disegnare il futuro di Vignola e del territorio dell’Unione.

 

 Lista di cittadini Vignola Cambia

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