Vignola Patrimonio……in fumo! di Monica Maisani

Vignola Patrimonio……in fumo!

di Monica Maisani

La progressiva riduzione di risorse a disposizione dei Comuni è sotto gli occhi di tutti ed è riscontrabile nel peggioramento della qualità dei servizi e nel degrado urbano. Non si riescono più nemmeno a tirare delle righe per terra davanti alle scuole né a tenere in ordine le aiuole!

Le difficoltà finanziarie degli Enti locali sono solo in parte ascrivibili al Patto di stabilità; secondo alcuni, sono dovute anche alla mal riposta fiducia nelle politiche di austerità imposte dalla Troika per uscire dalla crisi economica. Ma c’è anche qualcos’altro che non va.

Molti sanno che i bilanci degli Enti locali sono estremamente complessi e che nascondono delle risorse mal utilizzate, degli sprechi , delle inefficienze, ma pochi conoscono l’entità di questi sprechi. Rigettando la tesi prevalente, possiamo affermare che non è vero che “ i soldi non ci sono”, la verità è che vengono spesi male.

Cosa è accaduto a Vignola in questi anni? Come sono stati spesi i nostri soldi? Nonostante la propaganda politica avesse utilizzato in più occasioni addirittura l’espressione “ bilancio partecipato” (del quale non si è mai vista traccia), i cittadini non sono stati mai correttamente informati né coinvolti nella gestione delle risorse pubbliche. Perché?

La Lista di cittadini Vignola Cambia sin dalla campagna elettorale del 2009 ha provato, con enorme difficoltà, a leggere tra le righe dei bilanci e dei progetti di opere pubbliche , denunciando di volta in volta gli sprechi e le incongruenze.

Chi si ricorda del progetto faraonico e visionario denominato “Parco dei bambini e delle bambine” che prevedeva un parco e un parcheggio in zona agricola? E del costo delle fontane di Piazza Braglia o della rotonda del Barozzi? Chi sa quanto è costata la “Piazza” (?) del teatro? Qualcuno forse sa che parte delle entrate derivanti da oneri di urbanizzazione vanno ogni anno a finanziare gli istituti religiosi ( 27.000 euro nel 2013)?

Chi ha seguito la nostra attività in questi anni ha potuto registrare la nostra opposizione a progetti inutili e costosi come le “riqualificazioni” di Via Barella o di Via Libertà. In quell’ occasione, abbiamo affermato che si poteva spendere meno e meglio, soprattutto salvando gli alberi.

Ogni anno al momento di approvare il bilancio di previsione, ci siamo impegnati a presentare emendamenti ( si veda sul nostro sito) che consentissero un uso più razionale delle risorse -proponendo riduzioni di spese e “contributi vari ad associazioni amiche”- destinandole a finanziare progetti più utili ai cittadini e finalizzati al miglioramento della qualità urbana. Le nostre proposte sono sempre state rigettate, forse perché provenivano da semplici cittadini ?

Per comprendere meglio la nostra tesi circa la cattiva gestione delle risorse pubbliche, è bene ricostruire qualche vicenda “paradigmatica” del modo con cui il denaro pubblico è stato speso negli ultimi cinque anni guardandola attraverso una particolare lente d’ingrandimento: l’uso distorto che delle parole è stato fatto nel discorso pubblico a scopo di marketing politico.

Iniziamo con le parole d’ordine “sobrietà”, “efficienza” ed “efficacia” tanto usate, meglio dire abusate, nei comunicati stampa e nei tanti documenti ufficiali dell’Amministrazione, come le Relazioni al Bilancio di previsione o le delibere di Giunta.

Nell’ ottica della ricerca di un uso corretto ed equo delle risorse pubbliche, abbiamo seguito l’attività della Società Vignola Patrimonio S.r.l., costituita nel 2009 , manifestando in ogni occasione la nostra perplessità sulla reale utilità di una Società patrimoniale e proponendo alcune modifiche sulla sua gestione e sulla sua efficienza nel senso di una maggiore democraticità e trasparenza.

La Lista ha presentato, in questi anni:

  1. una proposta di delibera di indirizzo ( parzialmente accolta dalla maggioranza)che ha contribuito a spostare l’asse decisionale sul Consiglio invece che su Sindaco e Giunta e cha ha sancito il diritto dei consiglieri di essere informati regolarmente sull’andamento della società;

  2. ha richiesto la nomina di un Consiglio di amministrazione (che invece non è stata accolta con la giustificazione della necessità di un contenimento dei costi) e la possibilità per la minoranza di nominare il Revisore ( anche in questo caso senza successo);

  3. mercato VignolaIn ogni seduta di Consiglio in cui si venivano discusse operazioni di indebitamento o si approvava il bilancio, la nostra consigliera Chiara Smeraldi ha manifestato la sua contrarietà alla continuazione dell’attività della società, chiedendone la liquidazione, adducendo il mancato raggiungimento degli obiettivi e l’impossibilità di conseguirli rimarcando i numerosi sprechi einefficienze.

Occorre ricordare che la Vignola Patrimonio S.r.l. fu costituita per gestire servizi pubblici (farmacia e mercato ortofrutticolo), per realizzare opere pubbliche e per operare nel mercato immobiliare e venne presentata , sull’onda della speculazione immobiliare e al grido di “privato è bello”, come una soluzione tecnica ai problemi di equilibrio dei conti pubblici ( il Patto di stabilità già mordeva!) i cui i vantaggi sarebbero stati:

  1. Fiscali (soprattutto per la parte relativa alla vendita dei lotti edificabili)

  2. Gestionali (maggiore efficienza e snellezza delle procedure nella realizzazione di opere pubbliche).

Ma a quasi cinque anni di distanza e dopo numerose modifiche legislative riguardanti le c.d “società in house” che ne hanno reso di fatto inutile la costituzione allo scopo di eludere il Patto di stabilità, dobbiamo constatare come nessuno di questi vantaggi siastato ottenuto e che anzi siano state sprecate risorse preziose per la collettività destinabili ad altri e più utili usi.

Secondo i dati a nostra disposizione, infatti:

  1. I lotti edificabili circostanti il nuovo mercato ortofrutticolo che avrebbero dovuto fruttare enormi utili, non sono stati venduti. A fronte delle favolose entrate previste nei vari piani annuali , nel 2013 è stata realizzata una sola entrata a seguito della vendita di un terreno con diritto di superficie per la cifra di 135.100,00 euro, prezzo, tra l’altro, inferiore alla stima (143.000,00 euro). Occorre ricordare che i lotti in questione sono stati venduti dal Comune diVignola (che ha potuto quindi mettere a bilancio la relativa entrata) alla Società Vignola Patrimonio la quale ha contratto un mutuo “sostanzioso” garantito da un’ipoteca altrettanto sostanziosa! Non di poco conto sono, inoltre, le svalutazioni intervenute in questi anni che hanno ridotto il valore complessivo dei beni e che sono tutte a carico della Società , quindi dei cittadini vignolesi. Ad oggi quindi la società si ritrova un patrimonio invendibile, oneroso e svalutato!

  2. L’acquisto dei locali della farmacia e degli arredi e attrezzature commerciali pesano per oltre 30.000 euro l’anno di leasing contratto dalla Società nel 2010. Oltre a sostenere alti costi per fitti passivi , nel 2012 la Società ha acquistato un immobile per ampliare i locali della farmacia al costo di 37.345,33 euro. Acquisti quindi e non vendite, debiti e non utili!

  3. Le grandi opere pubbliche, come noto, sono svanite. Il Polo della sicurezza è tornato, dopo vari giri vorticosi e molti progetti, in capo al Comune di Vignola che a sua volta lo ha “sbolognato” all’Unione Terre di Castelli e, per ora, le uniche opere visibili in zona ex Area Spettacoli ( ora ribattezzata Cubo -Centrale di Teleriscaldamento) sono , oltre alla solita rotatoria, un orribile e imponente semi-scheletro di Centro commerciale e direzionale, prezzo ( inteso come concessione edificatoria) pagato al privato che ha concesso l’area. La riqualificazione dell’ex mercato, il cui costo ammonterebbe a 22.500.000 euro, arriverà , secondo fantasiose previsioni , nel 2015….. se si materializzerà un coraggioso e molto danaroso investitore privato. Se si pensa che i Bagni autopulenti possano rientrare nella categoria opere pubbliche ( ….. ) allora bisogna ammettere che, con leggero ritardo rispetto alle previsioni (2012) , nel 2013 è stato installato il primo servizio igienico “in zona centrale e panoramica” al modico costo di 50.000 euro e nel 2014 è prevista l’installazione del secondo! Per il 2013 il Piano triennale delle opere pubbliche prevedeva la “Fornitura in opera di sistemi per il controllo degli accessi alle zone a traffico limitato della Città di Vignola” per la cifra di 150.000 euro ma, per fortuna, tutto tace.

  4. La gestione della società, come già rilevato, è inefficiente e molto costosa e i risparmi fiscali di cui tanto si favoleggiava non sono ancora arrivati .

Se si analizzano i costi e gli oneri di ogni servizio si ricava, infatti, che in questi anni le imposte pagate (allo Stato, alla Regione e al Comune di Vignola!) sono state cospicue , soprattutto per i servizi generali (IRES e IRAP) , per la gestione patrimoniale (ICIIMU) e per la farmacia comunale (TARES e ICIIMU) Non si vede all’orizzonte nessun reale vantaggio fiscale di recupero dell’IVA (tranne che per la farmacia) non essendosi materializzata alcuna grandiosa vendita.

Si rilevano inefficienze soprattutto nel Centro di costo Servizi generali (l’apparato che serve alla gestione della società): nel 2012 si è registrata una perdita d’esercizio di 163.998,07 euro e nel bilancio al 30/09/2013 la perdita ammonta a 61.481,24 euro. Le somme in questione vengono spese per prestazioni di servizi come consulenze, amministrazione, indennità di risultato dell’ amministratore, compenso al sindaco revisore , tutte somme che ben potevano essere risparmiate se i servizi gestiti dalla Società fossero rimasti in capo al Comune di Vignola che ha a disposizione personale qualificato e specializzato.

Sulla discutibile e inutile Casa dell’acqua occorre rilevare che , oltre ad essere costata 31.000 euro per la sua installazione, costa molto anche in termini di gestione (al 30 settembre 2013 il totale dei costi ammonta a 14.864,00 euro a fronte di ricavi per 11.555,68 euro). Le spese si riferiscono in particolare a: energia elettrica, acqua , manutenzione ordinaria, pubblicità (sic!), servizi di vigilanza (doppio sic!), spese amministrative, spese generali. Abbiamo più volte fatto presente che forse sarebbe stato meglio fare una campagna per l’uso dell’acqua del rubinetto di casa ( a proposito di sobrietà, appunto!) ma non siamo stati ascoltati.

Consegue perdite addirittura il Bagno chimico autopulente: 5.380,31 euro al 30/9/20139. A fronte di ricavi striminziti di appena 418,06 euro, le spese amministrative ammontano a 1.900,00 euro!

Qui in dettaglio i dati relativi alla società al 30/9/ 2013:

Servizi generali PERDITA 61.481,24 eurofarmacia comunale vignola

Casa dell’acqua PERDITA 663,17 euro

Gestione patrimonialePERDITA 92.723,44 euro

Bagno chimico PERDITA 5.380,31 euro

Mercato PAREGGIO

Farmacia UTILE 223.426,06 euro

In conclusione, la Società è riuscita in questi anni a conseguire un’utile d’esercizio solo in quanto la gestione della farmacia è stata sempre in attivo, ma l’utile conseguito è servito unicamente a coprire i costi, ogni anno maggiori dell’anno precedente, dovuti all’inefficienza gestionale della società e al mancato raggiungimento degli scopi sociali. Facendo una media approssimativa degli utili conseguiti dalla farmacia nel periodo 2009-2013 ben si può dire che la Vignola Patrimonio ha mandato in fumo più di 1 milione di euro!!!

I costi dell’inefficienza della Società , si badi bene, ricadono sui cittadini , visto che questa è del Comune di Vignola. Come più volte abbiamo fatto notare, se gli utili della farmacia fossero entrati direttamente nelle casse del Comune, come avveniva prima della costituzione della Società, qualche vantaggio se ne sarebbe tratto in termini di maggiori servizi o almeno di mancati tagli!

Aspetti di “ecologia politica”

Certo, in tempi di “profonda sintonia” con i pregiudicati , apparirà un po’ bizzarro che la nostra Lista avanzi problemi di moralità politica, ma questo è un tema che ci sta molto a cuore e come cittadini ci teniamo molto a che il potere politico venga esercitato sempre nel massimo rispetto di tali principi.

La richiesta delle minoranze di nominare un Consiglio di Amministrazione è stata respinta con la motivazione del risparmio economico; la nomina di Cassani, Consigliere comunale, veniva giustificata con la sua appartenenza all’organo di indirizzo e di controllo e anche con la sua “apparente” gratuità visto che i suoi servigi erano gentilmente offerti. La realtà ci dice , però, che l’amministratore unico nel 2012 ha avuto un’indennità definita “di risultato” di 10mila euro lordi e nel bilancio 2013 ( al 30/09) l’indennità ammonta a 7.400 euro. Per svolgere la sua funzione l’amministratore si è avvalso, inoltre, di costosi servizi di consulenza esterna. La cosa può apparire una questione minore, ma così non è. Del tutto disatteso ci sembra l’impegno iniziale di non avere costi per l’amministratore! Molte perplessità, inoltre, suscitano il fatto che il controllore e il controllato siano la stessa persona: nessun dubbio su di un possibile conflitto di interesse?

Altro aspetto, sempre da noi rimarcato in ogni occasione, è la nostra valutazione delle “politiche”sull’acqua e sulla casa dell’acqua. Oggi l’amministrazione comunale e la Vignola Patrimonio sono, anche qui, in una evidente situazione di conflitto d’interesse! Infatti, se vogliono promuovere la casa dell’acqua non debbono dire con chiarezza che dal punto di vista chimico-fisico non c’é alcuna differenza tra l’acqua del rubinetto e l’acqua della casa dell’acqua! E poiché oggi sono tutti intenti a promuovere la casa dell’acqua, per dimostrare che l’operazione ha successo, NON possono permettersi di fare una seria campagna a favore dell’acqua del rubinetto. Ed in effetti questa campagna, pur richiesta da tutto il consiglio comunale a fine 2010 su iniziativa di Vignola Cambia, non l’hanno ancora fatta e siamo ormai a fine legislatura!

Quali le soluzioni secondo Vignola Cambia?

Per arginare la falla dello spreco e per un uso corretto ed equo delle risorse pubbliche, occorrerebbe intraprendere una delle due seguenti strade che sono del tutto in controtendenza rispetto all’ennesima ondata privatizzatrice che ci sta travolgendo:

  1. Liquidare la società e far rientrare beni, cespiti e servizi in capo al Comune di Vignola;

  1. Trasformare la società in azienda speciale pubblica e partecipata dai cittadini nella gestione di servizi utili alla collettività (bene la farmacia e il mercato, no alle speculazioni immobiliari, in prospettiva: gestione rifiuti e magari servizi idrici).

Arrivederci alla prossima puntata!

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