IL NUOVO CHE AVANZA

“…A nessuno, infatti, sfugge che altre formazioni politiche hanno un candidato a sindaco che “in tenera età” ha deciso di andare in pensione per diventare un professionista della politica, se sarà eletto sindaco…”

 

Con queste parole, espressione di miseria e disonestà intellettuale, si conclude uno sproloquio di Rossella Masetti, portavoce(?) del PD DI VIGNOLA, riferito al sottoscritto. Dopo vari attacchi personali la misura è colma.

La campagna elettorale del PD vignolese, priva di contenuti e costantemente volta alla rincorsa delle proposte delle liste civiche (quelle vere), e’ stata di livello bassissimo, concentrata esclusivamente su polemiche ideologiche (la famigerata, quanto inesistente, alleanza da SEL a Lega Nord) e su attacchi personali (al sottoscritto e ad altri candidati).

E’ tempo di ricordare alla cara (?) Rossella e ai cittadini come sono andate le cose.

Dal punto di vista politico si e’ registrata una corsa dalla sinistra alla destra a ricercare un accordo con le liste civiche e in particolare con VIGNOLA CAMBIA. A destra siamo stati contattati dall’ Avv. Aimi e da un emissario del senatore Giovanardi. A sinistra Rubbiani e’ stato contattato da Emilio Sabattini e dal senatore Stefano Vaccari. E anche il sottoscritto ha subito forti pressioni come scrivo piu’ sotto. A tutti abbiamo risposto che le liste civiche non vogliono accordi con questi partiti, che considerano tra i responsabili dei problemi della politica e della economia. Con i partiti che hanno prodotto l’allontanamento dei cittadini dalla politica e dalla vita amministrativa e che sono i responsabili del grave fenomeno dell’astensionismo, che sicuramente si registrerà anche in queste elezioni. VIGNOLA CAMBIA rivendica il merito di avere riportato molte persone, per loro espressa ammissione, a ripartecipare al voto dopo brevi o lunghe pause di astensione. E di questo andiamo fieri.

Dal punto di vista personale ho subito fortissime pressioni dalla segreteria del PD, e in particolare da Rossella Masetti, per partecipare a primarie di coalizione, con la promessa che larga parte del partito mi avrebbe votato. Pressioni esercitate anche attraverso amici comuni e che si sono protratte fino alla sera dell’assemblea del PD che ha formalizzato le candidature.

Non solo. Una persona, che Rossella Masetti conosce bene, e con il quale gia’ mesi fa ho parlato a lungo di queste elezioni, ha rinunciato a presentare la sua degnissima candidatura a sindaco per varie ragioni, ma principalmente per l’impossibilita’ (da lui deprecata) di andare in pensione in questo momento e di abbandonare la sua attivita’ professionale . NELLA OVVIA CONSAPEVOLEZZA DELL’IMPOSSIBILITA’ DI SVOLGERE CONTEMPORANEAMENTE IN MODO SERIO ED EFFICACE UNA PROFESSIONE E IL RUOLO DI SINDACO DI UNA CITTA’ GRANDE COME VIGNOLA. Altro che servizio ai cittadini e rapporto continuo con loro!!!

Il PD di Vignola non e’ stato capace di trovare un candidato a tempo pieno e ora si arrampica sugli specchi per giustificare una scelta diversa.

Per tutte queste ragioni e’ desolante leggere certe affermazioni ed e’ tempo che tutti i cittadini di Vignola conoscano la verita’ che ho raccontato.

Io nella mia vita ho avuto modo di conoscere l’etica comunista, attraverso persone come Wainer Neri, Luigi Ori, Natale Bertoni, Giordano Succi. Con loro spesso non ero d’accordo ma mi hanno sempre rispettato. Anche Paola Manzini ( che pure era una professionista della politica, a differenza del sottoscritto che non lo sarà mai anche se dovesse diventare sindaco) era diversa. Con Paola avevo un rapporto speciale, di reciproca e profondissima stima, anche se spesso non eravamo d’accordo. Lei era politicamente e umanamente sopra dieci spanne a questi pseudo renziani, che non conoscono neppure i concetti di rispetto e correttezza.

I miei amici comunicatori volevano che neppure stavolta rispondessi all’ennesimo episodio di eclissi della politica e della sua morale. L’ho fatto perche’ sono convinto che nella politica debbano trovare posto anche i sentimenti e le emozioni. Me lo ha ricordato recentemente Giordano Succi. Ma gia’ lo aveva fatto tante volte nel corso della nostra vita. Poco piu’ di un mese fa e’ morto mio padre. Giordano non lo conosceva neppure. Ma e’ stata una delle persone piu’ vicine a me e a mia figlia Chiara. Di fronte allo stupore positivo che gli ho manifestato mi ha proprio risposto che anche in politica, tra persone che si rispettano, contano molto i sentimenti.

Forse questo “vecchio” modo di fare politica (e lotta politica) andrebbe conservato con cura.

Restiamo umani.

Mauro Smeraldi

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