I fatti di questi giorni se ci dimostrano qualcosa, ci dimostrano quanto bisogno di inclusione, cultura, educazione e senso di comunità ci sia oggi

La lista civica Vignola Cambia guarda con inquietudine e preoccupazione ai fatti avvenuti in questi giorni a Vignola. Per prima cosa vogliamo portare la nostra solidarietà ai ragazzi vittime dell’aggressione dello scorso 5 gennaio e alle loro famiglie. Fa parte dello spirito di una comunità che vuole essere forte e unita lo stringersi intorno a chi è stato colpito da atti di violenza e far sapere loro che la collettività non rimane indifferente, ma è accanto a loro. Alle forze dell’ordine va il nostro pieno sostegno e la nostra piena fiducia. I Carabinieri hanno da giorni tutti gli elementi per procedere e non c’è motivo per dubitare che la giustizia non faccia pienamente il suo corso.

Quello che Vignola Cambia non fa è unirsi al sensazionalismo e al pressapochismo attraverso cui altri in questi giorni hanno voluto cogliere l’occasione per puntare il dito contro una “minaccia musulmana” e contro i cittadini immigrati in Italia nel loro insieme. Difendere la sicurezza della nostra città significa essere razionali e affrontare i fatti realmente accaduti. Accostare i quattro individui che hanno pensato che fosse divertente “giocare all’Isis” con i ragazzini per le strade di Vignola ad una reale minaccia terroristica o al tentativo di prevaricazione di un’intera cultura islamica sull’intero mondo occidentale significa fare del sensazionalismo, speculare sulla perdita del senso della misura, speculare sulla paura. Oggi a Vignola arriveranno esponenti politici dalla regione e da fuori regione per partecipare ad una fiaccolata che è stata chiamata “Sicuri e liberi a casa nostra”. Queste persone ripeteranno a Vignola discorsi per loro buoni in ogni occasione che poco o niente avranno a che vedere con i reati commessi nella notte del 5 gennaio. Ma lo faranno, e con questi discorsi punteranno il dito contro un’intera comunità di immigrati che non hanno niente a che vedere con i quattro soggetti coinvolti nelle indagini dei Carabinieri. Noi respingiamo fermamente questa volontà di scontro, di finte soluzioni facili e di imbarbarimento degli animi e del dibattito all’interno della nostra comunità.

Abbiamo atteso qualche giorno prima di esprimere il nostro giudizio come lista civica e al contrario di altri lo facciamo a ragion veduta, nel momento in cui i fatti sono chiaramente in mano alle forze dell’ordine. Non siamo corsi a mettere il cappello sulla sedia. Purtroppo esternando oggi la nostra posizione non possiamo che osservare anche il degenerare degli animi e spesso della qualità dell’informazione.

Mentre i colpevoli saranno giustamente perseguiti dalla legge per le loro azioni, la nostra richiesta all’amministrazione comunale è quella di riattivare quegli strumenti di integrazione e raccordo sociale, rivolti in particolare ai giovani e agli immigrati, che il Partito Democratico negli scorsi anni ha lasciato cadere in tutta l’Unione di Castelli. In anni precedenti si era fatto un lavoro importante di coinvolgimento e attivazione di queste fasce di popolazione, lavoro che è poi stato totalmente abbandonato (come nel caso della consulta dei cittadini stranieri) o ridotto a livelli quasi inesistenti (come nel caso delle politiche giovanili). I fatti di questi giorni se ci dimostrano qualcosa, ci dimostrano quanto bisogno di inclusione, cultura, educazione e senso di comunità ci sia oggi.

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