Lettera aperta del Sindaco Mauro Smeraldi ai Vertici della Sanità Regionale e Provinciale in merito alla mancata unificazione delle equipe chirurgiche

La misura è colma. E’ pur vero che, come scrive nel suo libro “Cinque anni di solitudine” Roberto Balzani, ex sindaco di Forlì “una delle attività che impegnano di più il sindaco è quella che si risolve nelle richieste, più o meno importanti, presentate , in varie forme, agli enti sovraordinati”.
Ma sono oltre due anni che il sottoscritto, in qualità di Sindaco di Vignola e Presidente dell’Unione Terre di Castelli, chiede un cambiamento molto semplice: la formazione di un’unica equipe operativa per il servizio di chirurgia negli ospedali di Vignola e Sassuolo, che garantisca un’integrazione funzionale tra gli operatori.

Provo a spiegarlo ai cittadini. Da tempo i servizi di chirurgia degli ospedali di Vignola e Sassuolo (e ora anche di Pavullo) hanno un unico responsabile: il Dott. Colucci, stimato professionista.
Viceversa le equipe dei collaboratori del Dott. Colucci sono rimaste separate e non esiste
integrazione tra i medici che operano a Vignola e quelli che operano a Sassuolo.

L’integrazione è invece essenziale per la sopravvivenza dell’ospedale di Vignola. Se è vero che, per favorire lo sviluppo di una rete provinciale ed interprovinciale tra i servizi ospedalieri (obiettivo da me condiviso), è necessario che gli ospedali di periferia si “specializzino” in alcuni settori e/o interventi (la mission chirurgica ipotizzata per l’ospedale di Vignola sarà la colecistectomia), è altrettanto vero che senza un interscambio effettivo dei medici gli ospedali “piccoli” sono destinati a non sopravvivere.

Se chi opera a Vignola non avrà la possibilità di farlo anche a Sassuolo e viceversa, facendo parte di un’unica equipe, nessuno vorrà più lavorare nel nostro ospedale, destinato ad ospitare solo interventi “minori”. Solo realizzando davvero un’unica equipe i medici potranno lavorare tranquillamente e volentieri a Vignola, che potrà allora nei fatti realizzare la sua mission (colecistectomia o altro) e garantire in sicurezza le urgenze.

Sono state avanzate varie giustificazioni per la mancata realizzazione dell’unificazione delle equipe chirurgiche: dalla particolare natura giuridica dell’ospedale di Sassuolo (pubblica/privata) alla resistenza dei medici ad ipotesi di rotazione, ai contrasti tra i due direttori generali. Al sottoscritto e ai cittadini dell’Unione Terre di Castelli francamente queste giustificazioni non interessano. La fusione tra le due aziende sanitarie, tuttora in corso, che è stata richiesta dalle amministrazioni della nostra Unione fin dal loro insediamento, ha lo scopo di realizzare economie in tutti i settori e di liberare risorse che dovranno essere destinate agli ospedali di periferia.

Tuttavia “l’unificazione chirurgica” che richiedo con questa lettera non comporta un aumento di risorse economiche, ma solo di buona volontà. La stessa che viene richiesta agli amministratori e ai cittadini per accettare la razionalizzazione e il ridimensionamento dei servizi che hanno avuto a disposizione fino a pochi anni fa. Chiedo che tutti facciano rapidamente la propria parte per assicurare in futura a Vignola il buon funzionamento di quanto già funziona, ivi compreso il servizio di chirurgia.

Non vorrei trovarmi presto a guidare rivolte o raccolte di firme contro il ridimensionamento o chiusura del nostro ospedale.

Mauro Smeraldi

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