TRAGUARDO DI POLVERE

A Vignola si fanno le cose in grande, senza lesinare.

Mercoledì 27 settembre nella sala consiliare si è consumata una seduta di quasi otto ore.

Dalle 18 alle 22 consiglieri e giunta sono stati impegnati nell’analisi di ordini del giorno “tecnici” (unica eccezione un o.d.g. sui rifiuti, presentato da Vignola Cambia allo scopo di stimolare la maggioranza a uno sguardo più articolato sul tema, senza subire passivamente la volontà del gestore del servizio).

Si sa, nell’agone politico nulla conserva distacco o neutralità e la discussione, in teoria destinata a concludersi in tempi abbastanza rapidi, ha coinvolto duramente i componenti del Consiglio.

Si è poi passati all’argomento clou, scottante e divisivo, che ha attirato in Municipio una folla inconsueta di cittadini.

Parliamo dell’affaire Polizia Municipale o, meglio, della decisione della nuova amministrazione di uscire dal corpo unico di Polizia Municipale dell’Unione Terre di Castelli, per avviare una gestione in proprio.

Sorvoliamo, per esigenze di brevità, sull’oscuro percorso che ha condotto al dibattito consiliare. Dibattito e non votazione.

Lo stralcio del voto non è certo avvenuto per volontà della giunta, decisa a tagliare un traguardo di polvere, in quanto costruito su nient’altro che pressapochismo e demagogia, senza tener conto delle regole di istruttoria e di rispetto per istituzioni e cittadini.

Quando il traguardo (di polvere) pareva lì, a pochi metri, il senso di responsabilità istituzionale ha spinto la Prefettura di Modena a convocare per lunedì 25 settembre il Sindaco di Vignola e i rappresentanti sindacali di categoria, in forte fermento per quanto stava avvenendo (ricordiamo che i lavoratori interessati, cioè gli operatori di Polizia Municipale, non erano stati minimamente coinvolti), nel tentativo di definire un percorso più ragionato e, soprattutto, di trovare una conciliazione per scongiurare l’esasperarsi di un confronto dagli sviluppi imprevedibili.

Dal buon esito dell’incontro è derivata la decisione di eliminare la votazione sul merito nell’imminente Consiglio Comunale e di lasciare spazio alla sola discussione.

E rieccoci al Consiglio, ore 22 del 27 settembre.

La seduta ora si apre agli interventi del pubblico. Consiglio aperto: voluto e, nonostante la contrarietà della maggioranza, ottenuto da  Vignola Cambia, che ha fatto valere le prescrizioni del nuovo Statuto Comunale.

Dopo una lunga prolusione del Sindaco, alla cui base è l’illustrazione di un (cosiddetto) “Progetto ‘tipo’ organizzazione del servizio di Polizia Municipale nel territorio di Vignola”, redatto da non si sa chi (non si è ottenuta risposta in proposito, nonostante le reiterate richieste), generico e privo di indicazioni operative strutturate, la parola passa ai cittadini.

Invitiamo i lettori interessati a seguire gli interventi, molti dei quali stimolanti, nella registrazione su Youtube.

Cosa resta, in particolare, di questo momento di democrazia diretta? A parer nostro un’offesa alla democrazia, quella sostanziale, profonda, in nome della cavillosità vuota di un’applicazione pedissequa del regolamento.

Ci riferiamo alla richiesta del coordinatore provinciale del Diccap-Sulpl, sindacato dei lavoratori di Polizia Locale, che raccoglie la stragrande maggioranza degli operatori in servizio nell’Unione. Egli, da anni impegnato nel territorio comunale ma non residente a Vignola, ha chiesto di intervenire, al fine di dare un contributo di conoscenza all’approfondimento del problema.

No, lei non risiede a Vignola e, da regolamento, non può parlare: così ha tuonato il presidente del Consiglio Comunale, amplificando il coro di no dei compagni di parte.

Ed ecco i 25/30 agenti di Polizia Municipale presenti allontanarsi dall’aula…

Le istituzioni forti – crediamo – devono mostrare coraggio: nel vuoto lasciato dagli agenti abbiamo visto solo la debolezza di un’amministrazione.

Ma, in fondo, cos’è l’arroganza, se non una forma plateale di debolezza?

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