29 XI 17

I consigli comunali, per chi voglia seguirli con apertura mentale, non condizionato da pregiudizi di parte, possono rivelarsi assai più interessanti di quanto si immagini. Tale interesse scavalca i temi all’ordine del giorno e il dibattere a essi legato, per assumere un carattere ben definito, che ha a che fare col “rivelare”. Col “denudare la propria anima”, si potrebbe dire.

Proviamo a chiarire.

Mercoledì scorso, all’interno di un consiglio che, a parte le solite punzecchiature e le solite espressioni di fastidio fra membri della maggioranza ed esponenti dell’opposizione, si dipanava sui binari di punti squisitamente tecnici, l’illustrazione di una mozione del Partito Democratico a sostegno del progetto di legge sullo Ius Soli ha sortito una metamorfosi comportamentale nelle file dei consiglieri di maggioranza. Solitamente tali soggetti, con poche eccezioni, restano chiusi in un silenzio rilassato o in scambi di sorrisi derivanti dalle frequentissime escursioni negli smartphone di dotazione, per poi alzare la mano all’unisono in fase di votazione.

Il tutto sotto lo sguardo severo dei vignolesi illustri, immobili, diuturni abitatori della sala consiliare.

Be’, l’argomento – lo Ius Soli – ha scavato, ha scavato nella psiche dei suddetti e, dopo i “contributi” dei soliti pochi usi a intervenire, fortemente critici verso il contenuto della mozione PD, ma in linea con l’abituale comunicazione dell’ambiente consiliare, ecco levarsi le voci degli ordinariamente silenti. Ecco che la critica diventa aggressione. Ecco che l’opinione personale diventa disprezzo. Ecco che l’essere maggioranza diventa volontà di umiliare.

Ecco che l’attuale, diffusa “moderazione” leghista, guidata dalla cometa elettorale, diventa leghismo primordiale.

Per conoscere il puntuale svolgimento dell’azione, qui descritta succintamente, e, soprattutto, per ascoltare le argomentazioni al riguardo dei consiglieri di Vignola Cambia, invitiamo a seguire su Youtube la registrazione del mirabile (e denudante) consiglio novembrino.

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