L’IMPOSSIBILITA’ DI ESSERE NORMALE

Qualche sera fa, in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale, quasi completamente dedicato all’approvazione del Bilancio, a uno di noi – si era più o meno a metà strada e il peso di un’atmosfera tesa cominciava a farsi sentire – è venuto in mente un vecchio film: L’impossibilità di essere normale. Una pellicola del post-sessantotto, irrimediabilmente datata, ma in grado di attraversare il tempo grazie al titolo struggente ed evocativo.

Ed è stato proprio il titolo a uscire dal gorgo dei pensieri e a presentarsi inatteso sul palcoscenico della memoria d’un consigliere di Vignola Cambia.

Ma cos’aveva provocato l’epifania di un ricordo appartato?

NORMALE

Un termine che ogni giorno – quante volte? – compare nel nostro vocabolario. Una sorta di parola passepartout, utile, fra l’altro, a sostituire vocaboli più complessi.

Be’, stava parlando (meglio: leggendo), un consigliere di maggioranza. Un’enfatica prolusione a esaltare l’azione del nuovo governo di Vignola, in pratica un’opera ispirata dal destino.

Nel declamante tributo a sé e compagni, nell’impietosa analisi del passato apocalittico del nostro paese, nella celebrazione del futuro radioso del nostro paese ecco presentarsi alcune parole-chiave.

ORDINE, DECORO, BELLEZZA

Poi BELLEZZA, ORDINE, DECORO

Poi DECORO e così via

Parole d’uso abituale, pressappoco quanto normale. Probabilmente questa è la ragione per cui vocaboli diversi per sonorità e significato hanno trovato un punto d’incontro nella mente d’un consigliere attento, un po’ frustrato, gravato dai discorsi monolitici di “avversari” chiusi da sempre a dialogo e confronto.

Vignola, offesa da decenni di governo sterile, durante i quali è andata smarrendosi la capacità di accedere ai bisogni reali dei cittadini, riacquisterà ordine, decoro, bellezza. In virtù di un’azione amministrativa vigorosa,dispiegata alla ricerca del tempo perduto.

Una manutenzione capillare del patrimonio pubblico garantirà la rinascita.

Il nostro consigliere, il quale ha assistito curioso all’incontrarsi di normale (normalità), ordine, decoro, bellezza, termini astratti e generici in un contesto dialettico che vuol apparire profondo, sente il bisogno-dovere di sottolineare che la seduzione di certe parole rischia di non andare oltre un vuoto di significato.

Cos’è la BELLEZZA? Cos’è il DECORO? Cosa l’ORDINE?

Tutto o nulla. Ciascun individuo può dar volto a queste aggregazioni di sillabe a suo piacimento, senza riscontro comunitario.

Viva la manutenzione, cioè la cura del bene pubblico. Viva.

Quale manutenzione, però? Vien da chiederselo, osservando gli interventi effettuati in ambito verde comunale, prioritari nella programmazione della Giunta. Centomila euro destinati a potature e abbattimenti di alberi ammalati o “pericolosi”, finora prevalentemente indirizzati a inutili mutilazioni e a tagli definitivi non giustificabili.

Questo l’ORDINE? Questo il DECORO? Questa la BELLEZZA?

Ai posteri l’ardua sentenza, naturalmente.

Vignola Cambia  fa opposizione. Politica, culturale, prospettica. Guarda in faccia l’oggi e va oltre. Di fronte alle problematicità si ferma e dubita. Si rivolge agli “avversari” con sguardo aperto e attende il giorno nel quale esso sarà ricambiato.

E’ l’impegno di VC.

Un impegno NORMALE, DECOROSO, anche BELLO, sostanzialmente ORDINATO.

Sempre che queste parole non si arenino nella sabbia dell’IMPOSSIBILITA’.

 

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