MAGGIORANZA DI CHI, DI CHE COSA?

Vignola Cambia risponde, per amor di chiarezza (di verità), alla lettera indirizzata al presidente della prima commissione comunale, Mauro Smeraldi, dai capigruppo di maggioranza. 

Una settimana fa.

Vignola Cambia, in realtà, replica a malincuore, dovendo constatare una pervicacia funesta nell’agire dei rappresentanti dello schieramento che ha vinto le ultime elezioni.

Per intenderci: nulla di inusuale sul piano dei contenuti. L’unica novità consiste nell’escalation dei toni e nella veemenza del ribadire.

Una lettera protocollata, formale perciò, dal sottotraccia intimidatorio, se non minatorio.

Un attacco iperdiretto a M. S. persona, carico del fastidio e dell’astio nutriti e coltivati amorevolmente dalla compagine alla guida del nostro Comune.

Boh?!?

Attacco a M.S. e, conseguentemente, all’altro consigliere di Vignola Cambia, a Vignola Cambia nella sua interezza (nel suo esistere, potremmo azzardare).

 Allora: il presidente della prima commissione convoca una seduta aperta per spiegare ai cittadini quel che è successo, quel che succede dalle parti della Polizia Municipale: parliamo dell’approvazione, avvenuta in sede di Unione Terre di Castelli, del nuovo progetto di Corpo Unico di PM e della relativa convenzione, che viene votata in questi giorni in ciascun Consiglio dei Comuni aderenti all’Unione.

Una decisione motivata dal dovere civico dell’informazione e della comunicazione, che deve/dovrebbe animare chiunque si aggiri nei corridoi del Municipio in veste di rappresentante della comunità. Motivata dalla consapevolezza che, pur se quella della Polizia Municipale è funzione delegata all’Unione, le istituzioni comunali non possono esimersi da un contatto più diretto con i cittadini (si tratta di tema sensibile e sentito). Motivata dalla convinzione che le commissioni comunali, se condotte con competenza e spirito di servizio, rivestono un ruolo di intermediazione e di “acculturamento istituzionale” nei confronti della base sociale.

 No. No.

 Le commissioni devono veleggiare nello stagno rassicurante del “passaggio tecnico”, controllato dallo sguardo severo del sorvegliante politico. Nulla più.

M. S. gioca sporco. Esce dai confini del ruolo. Personalizza. Provoca. Convoca sedute per pura strumentalità, per sciocca visibilità. Convoca sedute inutili: la PM è materia unionale.

Questo il senso, verbalmente rivisitato, della lettera, scritta con l’inchiostro del risentimento, nella quale si auspica (SI AUSPICA!!!) che in futuro il presidente di commissione M.S. si attenga alla stretta conformità della sua carica.

Sottinteso: nel caso in cui ciò non avvenga…

Ma forse c’è illazione, forse incomprensione nelle nostre parole. Forse le brume fuorvianti della prevenzione ci impediscono di cogliere il sentimento istituzionale che guida la maggioranza.

Forse è così.

Forse no, però. A soccorrerci arrivano le nitide fotografie del cammino decennale di Vignola Cambia, lista di cittadini che di essa posseggono l’anima, e dei suoi rappresentanti in Consiglio.

Fatto sta che i gruppi di maggioranza indignados, capitanati dai firmatari della missiva, decidono di non partecipare alla commissione, convocata per il 20 marzo.

Una sorta di “aventino” fuori schema.

 

Martedì, 20 marzo, sala consiliare, prima commissione in seduta aperta.

Ordine del giorno: “Convenzione per la gestione unitaria delle attività di Polizia Amministrativa locale. Costituzione del Corpo Unico (per i Comuni di Castelnuovo R., Castelvetro di MO, Guiglia, Marano s. P., Savignano s. P., Vignola e Zocca).

Presenti il vice-comandante della PM, Elisa Prandini (in veste di consulente), alcuni rappresentanti sindacali e un buon numero di concittadini.

La coerenza: nessun commissario della maggioranza in aula.

Ma… sorpresa.

Entra il presidente del Consiglio Comunale (non fa parte della prima commissione) e si siede fra il pubblico. Più tardi interverrà per puntualizzare che, con l’assenza della maggioranza, la commissione non può esser considerata valida, anche se (bontà sua) è legittimata a svolgere un compito di informazione non istituzionale.

Cavolo! Nel nostro modesto tempio della democrazia – democrazia che esprime il meglio di sé stessa quando riesce a infondere negli individui il senso della libertà civica (quella a cui deve aspirare una società matura) – risuonano con la leggerezza pachidermica del diktat simulato i termini altisonanti della democrazia formalistica (strumento della povertà civica)!!!

 

Finale sentenzioso

Un paradosso della democrazia, se mal masticata e non digerita: l’uso della dialettica (che significa confronto per il dialogo) come arma impropria di autoaffermazione. 

 

 PS: dimenticanza (causata dall’incredulità). La convocazione della suddetta commissione, operazione spregiudicata di M. S., causa danno finanziario al Comune di Vignola e, di conseguenza, alla collettività.

Consumo di luce e gas per un capriccio.

Ecco la chiusa della veemente lettera.

Va be’. Un calcolo approssimativo suggerisce una spesa attorno ai trenta euro.

Quanto costa l’inclinazione civica alla democrazia partecipata

 

(nota prot. n. 10571 18)

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