MISERIA e NOBILTA’

Vignola Cambia e Unione Terre di Castelli.

Si tratta di un nuovo inizio nel rapporto fra lista e istituzione, dopo che nel luglio 2017, in occasione delle nomine dei rappresentanti di minoranza del Consiglio Comunale all’interno del Consiglio dell’Unione, VC fu esclusa, nonostante l’importante risultato elettorale.

Oltre duemila cittadini vignolesi ci avevano accordato la loro fiducia, ma eravamo tagliati  fuori. Tutto secondo le regole, sia chiaro: il Partito Democratico, l’altra forza d’opposizione, avendo ottenuto un maggior numero di voti rispetto a VC, era nell’insindacabile diritto di accedere con i suoi soli rappresentanti, senza nulla elargire.

Così fu.

Ritenemmo allora che tale scelta fosse un errore, non per ragioni etiche, bensì per limitata prospettiva strategica: un esponente di VC, col suo bagaglio di esperienza civica, avrebbe garantito un arricchimento delle dinamiche democratiche e del dibattito nell’Unione, un organismo fondamentale per le nostre comunità, purtroppo inariditosi nel tempo, sia per ragioni di debolezza intrinseca (la Giunta formata dai sindaci dei Comuni aderenti, già impegnati a tempo pieno nel ruolo di amministratori locali) che per lo spegnersi dell’iniziale spinta propulsiva.

Nei mesi VC si è confrontata con il PD, ribadendo che un nostro rappresentante avrebbe rafforzato, rivitalizzato il Consiglio dell’Unione. Affinché ciò succedesse, uno dei due nominati del PD avrebbe dovuto rinunciare alla sua funzione.

Facciamola breve.

Il percorso avviato dalle due minoranze ha portato i suoi frutti e ora Mauro Smeraldi siede al tavolo del consesso unionale. Un risultato di qualità, senza sfiorare neppure i vantaggi personali o di lista. Partecipare alla vita politica dell’Unione significa lavorare sodo e null’altro. L’impegno diretto nell’istituzione sovra-comunale, però, garantisce benefici per gli abitanti delle Terre di Castelli.

E questo vale.

Risultato di qualità, s’è detto sopra. Ottenuto grazie alla nostra convinzione e alla disponibilità responsabile del Partito Democratico: le due cose sullo stesso piano.

L’aria ha riportato nelle nostre contrade le parole abituali di chi guarda la politica con superficialità e/o con faziosità.

Ed ecco l’inciucio (parolaccia. Meglio, forse, consociativismo?).

Ed ecco il sospetto di volontà prevaricatoria, se non fagogitatoria, da parte dell’un gruppo nei confronti dell’altro.

Be’, lo si sa, quando la politica smarrisce la nobiltà dell’ispirazione primigenia (quanto spesso!), può ridursi a spazzatura.

Immergiamoci ora nell’ultima seduta consiliare dell’Unione (26 aprile scorso), nella quale esordisce la nuova aggregazione politica, Unione Civica, composta da M. Smeraldi e dai rappresentanti del Comune di Zocca: sindaco G. Tanari e vicesindaco F. Ropa.

Formazione civica, senza se, senza ma, cioè senza frode e senza inganno (guardare altrove, per scoprire i se e i ma, le frodi, gli inganni).

Nell’ordine del giorno un punto delicato: la riconferma – o meno – del cosiddetto patto di sindacato fra i soci pubblici di Hera detentori di quote azionarie di Hera stessa. Tale patto dovrebbe garantire una maggior “forza contrattuale” nei confronti della potente multiutility, ma in realtà la disponibilità azionaria in mano a realtà quali i singoli Comuni o a Unioni tipo la nostra non garantisce la minima possibilità di incidere.

Usciamo da questa sorta di tecnicismi e raccontiamo in breve l’andamento della serata.

Apertura dell’assessore all’ambiente, sindaco di Savignano s. P., il quale, in ottemperanza alla delega, illustra la situazione, in verità assai complessa, senza – a parer nostro, deboli interpreti delle sottigliezze del linguaggio politico ipercriptico – chiarire la sua posizione.

Interventi?, chiede il presidente del Consiglio.

Silenzio tattico.

Smeraldi, non uso alle prudenze politiche, così tipiche del “mondo unionale”, alza la mano, definendo il suo punto di vista sulla questione, che poi è un ribadire rinsaldato quanto sostenne nel 2015 – era allora presidente dell’Unione – nel medesimo contesto. Molto meglio non aderire al patto, che non offre alcun reale vantaggio e, nel contempo, riduce la libertà d’azione dei soci pubblici.

Una dichiarazione di voto negativo anticipata.

Si susseguono gli interventi, ora in rapida sequenza, a formare due blocchi, inaspettati quanto a composizione: non certo relativamente allo schieramento di Centrosinistra, favorevole all’adesione al patto di sindacato, con ragioni esposte da alcuni sindaci-assessori, in modo poco organico, a dire il vero, e nel silenzio-distacco dei giovani consiglieri; ci riferiamo al NO compatto del gruppo Cittadini e Territori, non preventivabile se teniamo conto dei rapporti di vicinanza con Hera.

E anche il sindaco di Savignano, in politichese d’antan, fa pervenire l’adesione al NO.

Cavolo!?! Smeraldi ha votato con la destra! Contro il Centrosinistra! Contro il PD, il quale ha accettato l’accordo che ha ampliato la rappresentanza politica in Unione?!?

Accuse, poco velate, di tradimento, ordito da M. S.

Tutto questo il giorno dopo, a Consiglio ancora risonante.

Contributo di verità (spesso difficile da raggiungere, ma possibile a volte).

Smeraldi ha esposto il suo punto di vista in maniera ultratrasparente e all’inizio del dibattito.

Tutti gli altri si sono pronunciati successivamente.

La votazione ha dato il seguente risultato: 13 NO / 13 SI’. In caso di parità, da regolamento, prevale il NO.

Nel gruppo di Centrosinistra erano assenti due consiglieri (due SI’ in meno, quindi).

Scarsa attenzione. Insufficiente coordinamento.

A onor di completezza riferiamo che i due esponenti del Comune di Zocca, il quale non ha mai fatto parte del patto di sindacato, si sono coerentemente astenuti.

Dalla verità a una supposizione (per nulla peregrina, però): il gruppo Cittadini e Territori, in assoluta concordia d’intenti, ha espresso un NO non tanto contro il patto quanto contro l’avversario di Centrosinistra.

Ah, la politica, quando dismette gli abiti luccicanti della nobiltà…

A ogni modo – torniamo all’amor del vero – l’onestà di Mauro Smeraldi (l’onestà di Vignola Cambia) è stata riconosciuta dai compagni di opposizione del Partito Democratico nel Consiglio Comunale di Vignola.

Con essi VC ha allacciato un solido rapporto di lealtà e di rispetto, garanzia per noi indiscutibile di un futuro aperto alla massima collaborazione, nella reciproca libertà di scelta.

Chiuso il discorso!

 

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