Giovanni sostò lì, in quello spicchio di Vignola.

Lì, proprio lì, decise di restare.

Lì, proprio lì, aveva modo di guardare, di vedere la luce del sole, la penombra della notte, i passi e le ruote degli uomini, il traversare misterioso delle nuvole.

Di ascoltare rumori e voci, il suono delle foglie penetrate dal vento, qualche eco lontana.

Di sentire il freddo dell’inverno, la calura dell’estate.

Lì, proprio lì, in quel frammento sincero del mondo.

Nel volgere d’un anno, era una notte come tante, Giovanni fu insultato, malmenato, rapito, abbandonato esangue in una terra di nessuno.

Vigliaccheria violenta, profanatrice di memoria e di rispetto.

Non vogliamo conoscerti. Mai.

Eccoli i mesi senza Giovanni.

Lì. Proprio lì.

In quello sputo di Vignola.

Dove tu eri, da mattino a mattino, nel silenzio dorato della vita fuggita.

Lì, proprio lì, i bidoni della differenziata.

Guardiamoli così, senz’attesa.

Loro non vedono, non sentono, non sanno.

 

Enzo Cavani