Ciliegie e BAMBINI

Nel Consiglio Comunale del 26 settembre 2018 l’assessore all’istruzione, alle attività produttive, al commercio, all’agricoltura e alle politiche energetiche, Massimo Venturi, ha riportato al consesso i risultati dell’edizione 2018 di Bambinopoli, appena conclusasi.

In quella sede Venturi ha espresso l’auspicio che Vignola possa arrivare a essere definita “la città delle ciliegie e dei bambini“.

E’ su questo che vogliamo soffermarci, non su eventuali critiche che potremmo sollevare riguardo alla manifestazione.

Innanzitutto sorge spontaneo affermare che si spera che Vignola tratti meglio i suoi bambini di quanto non abbia trattato i suoi alberi di ciliegio, che ormai sopravvivono solo in una minima parte del suo territorio. La “Vignola, città delle ciliegie” sussiste grazie a una fama che si fece in Italia e all’estero in tempi in cui l’agricoltura ancora contava qualcosa per la nostra economia.

Detto questo, dedichiamoci alla novità, la “Vignola, città dei bambini“.

Non abbiamo intenzione di negare che una manifestazione come quella che ha luogo a Vignola dal 2001 e in particolar modo l’edizione di quest’anno, organizzata da Vivaevents insieme a Vignola Grandi Idee, che vanta addirittura il patrocinio del Dipartimento di scienze dell’Educazione dell’Alma Mater Studiorum (Università) di Bologna, con la partecipazione di Save the Children e del Servizio Sanitario Regionale, AUSL di Modena, possa essere di massimo richiamo e attirare genitori e figli a trascorrere una o, meglio, due giornate di pieno divertimento. Una ubriacatura di giochi e movimento che usualmente non si realizza all’interno di una città, pur di dimensioni ridotte come risulta essere Vignola.

8/9 settembre: Bambinopoli. Leggiamo sul sito internet il programma che annuncia: città fatta tutta a misura di bambino.

Beh, innanzitutto ci piacerebbe sapere se è stata chiesta la consulenza di qualche “piccolo essere umano” per arrivare alla definizione degli elementi costitutivi di una città a misura di bambino. Forse, se fosse stato interpellato qualche fanciullo non ancora fagocitato dalle esasperazioni tecnologiche proposte dal mondo degli adulti, le caratteristiche di questa ipotetica città sarebbero state diverse da quelle che gli organizzatori, ispirati più che altro da un marketing impellente, hanno allestito.

Azzardiamo: prati per correre? Strade adatte a muoversi con passeggini, pattini, monopattino, biciclettine? Alberi e piante con frutta e ortaggi da raccogliere? Qualche animale mai visto dal vero da accarezzare e osservare? Qualche giostrina per i più piccoli? E così via…

Un’alternativa a ciò che propiniamo loro non solo quotidianamente, ma spesso anche in occasione delle loro feste di compleanno: proposte che rispecchiano le aspirazioni compulsive, i ritmi frenetici, le pulsioni nevrotiche delle maggior parte degli adulti.

Continuando a leggere la presentazione pubblicata sul sito di Bambinopoli, ci imbattiamo in questa affermazione: “Due giorni in cui i bambini diventano i protagonisti assoluti”.

Sorvoliamo sul termine “protagonisti”, che ci proietta nel mondo virtuale di cartoni, videogames e reality show, e sul perentorio aggettivo “assoluti”.

Vogliamo soffermarci sulla esiguità del periodo in cui è concesso ai nostri bambini di godere della vita nella loro città: due giorni soltanto, perché nella “normalità” di tutti i giorni dell’anno se lo sognano di avere il mondo circostante allestito per il loro benessere.

Già appena nati si ritrovano a respirare dalle loro carrozzine, che viaggiano ad altezza di tubo di scappamento dei veicoli, gas mefitici e polveri sottili. Crescendo, dove possono sgambettare e socializzare con gli altri bambini, se i parchi di quartiere sono inesistenti o trascurati, senza giochi sicuri e controllati?

In un ambiente così poco favorevole a una vita sana, davvero a misura di bambino, il genitore che lo lascia per ore davanti alla TV o gli mette in mano telefonino e videogiochi è davvero così colpevole o è solo consapevole che non ci sono alternative?

A questo punto, credo, potete trarre da soli le conclusioni.

Non c’è bisogno di mettere un ulteriore accento sulle latitanze dell’Amministrazione vignolese riguardo alla necessità di progettare una città realmente a misura di bambino.

Non ci caschiamo a credere che una manifestazione come Bambinopoli basti a salvare la coscienza di chi non ha la capacità di mettersi nei panni dei più deboli (i bambini, come altre categorie che qui non citiamo, sono tali), ottemperando ai loro desideri e bisogni, nella convinzione che il benessere dei piccoli cittadini di oggi è un investimento per la Vignola del domani.

Strade e percorsi sicuri e puliti, verde diffuso, parchi di quartiere con giochi adatti e controllati, scuole attrezzate e vivibili.

Nessuno può venirci a dire che soluzioni di questo tipo siano troppo costose per una Amministrazione.

Non pensate che i fondi erogati a Vignola Grandi Idee per l’organizzazione di Bambinopoli sarebbero sufficienti per realizzare nel tempo un buon progetto che vada in questa direzione?

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