Lodi e la mensa

Cosa sta succedendo a Lodi?

E’ presto detto. Da anni il comune fornisce servizi ai bambini che frequentano la scuola elementare, quali la mensa, il pre-scuola e il post-scuola, gli scuolabus chiedendo un contributo ai genitori.

L’importo viene suddiviso in fasce a seconda del reddito e i genitori devono compilare il modello Isee indicando la propria fascia di reddito.

Per questo anno scolastico il consiglio comunale ha redatto un regolamento (valido solo per Lodi) che stabilisce quanto segue:

  1. a) i cittadini italiani testimoniano la loro dichiarazione di reddito con una autocertificazione;
  2. b) i cittadini stranieri residenti a Lodi devono presentare una serie di certificati redatti dall’amministrazione dello stato di provenienza e tradotti in lingua italiana.

Nel caso non presentino questa documentazione, devono pagare la fascia massima di contributo pena l’esclusione dai servizi sopra indicati.

Inutile dire che nella maggior parte dei casi è molto difficile, quando non impossibile, ottenere tale documentazione.

Questo ha provocato la protesta dei genitori, delle associazioni che si occupano degli emigrati e di numerosi cittadini del Lodigiano solidali con gli stranieri.

Ha provocato però anche reazioni isteriche, furibonde e spesso scomposte di chi ha lanciato una crociata contro i “furbetti” al grido di “tutti devono pagare” e anche offese peggiori.

I bambini stranieri, i cui genitori non riescono a sostenere la spesa, mangiano un panino in un’altra aula sotto la sorveglianza del personale non docente, mentre i loro compagni sono in mensa. Solo un panino, perchè non si può far entrare nella scuola altro cibo.

Quindi il tempo mensa, un importante momento di conoscenza reciproca, di incontro e di crescita sociale, ha perso tutta la sua validità.

La sindaca difende il regolamento e non arretra di un passo sostenendo che la legge è uguale per tutti e che tutti devono pagare. Pare non rendersi conto che chiedere un’autocertficazione agli italiani e pretendere dagli stranieri documenti difficili, o anche impossibili, da procurare, è un palese caso di trattamento disuguale.

Non chiamiamolo razzismo, ma di sicuro non è neanche agevolare l’integrazione.

Momenti brutti da vivere che lasciano l’amaro in bocca e che, certamente, non hanno una buona influenza sulla crescita dei bambini.

Isabella Ottobelli

Presidente Anpi del Lodigiano

Lodi, 17 ottobre 2018

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