SIGNORI TUTTI IN CARROZZA PARTE LA RUSPA

Delibera di Giunta
Oggetto: LAVORI DI DEMOLIZIONE DEI FABBRICATI DISMESSI PRESSO LA STAZIONE FERROVIARIA DI VIGNOLA PER LA SUCCESSIVA SISTEMAZIONE DELLE AREE DA DESTINARE A PARCHEGGIO PUBBLICO- CUP: F59D19000050004 – PRESA D’ATTO DEL PROGETTO DEFINITIVO SEMPLIFICATO – COERENZA CON PROGRAMMAZIONE ED OBIETTIVI PREFISSATI – PROVVEDIMENTI.
Reg. N. 1705/2019
Dal 25/09/2019 al 10/10/2019

 

Nel progetto è prevista la demolizione di una parte degli edifici.

Gli edifici interessati, dall’operazione ruspa, sono quelli che attualmente sono compromessi nella loro stabilità.

Verrà risparmiata solo la palazzina.

Progetto totalmente diverso da quello della passata amministrazione di VC e Company.

Il progetto dell’assessora Ciardullo prevedeva il restauro dell’esistente utilizzando gli edifici per diversi usi.

Questa ristrutturazione aveva due pregi: valorizzare l’elemento storico e nel contempo utilizzare le strutture recuperate per le necessità del presente e del futuro.

Ma che gli frega ai tifosi del parcheggio del nostro patrimonio storico e di ciò che questo è per una comunità.

Eppure i fabbricati sono la testimonianza della vita delle persone e di una città.

E la città è un corpo vivo che ha un passato, un presente e un futuro.

Come  leggendo gli anelli dell’albero apprendiamo notizie sulla sua età e  vita , similmente è guardando gli edifici della città.

La Pieve, il borgo di Tavernelle e quello di Campiglio, il Castello, palazzo Barozzi, il centro storico, la torre Galvani e le sue mura, il giardino pensile di via Soli, la chiesa plebana, villa Braglia, villa Tosi Bellucci, l’ex-mercato, l’ex-pretura,l’ex-Omni, le scuole Barozzi ,  Santa Maria Rotonda, la piscina, Panera, al Punt…. e alla fin della licenza io tocco: le due stazioni dei treni quella del fascio e quella del pensiero liberale.

L’ elenco da me fatto non è né completo né  cronologico.

Il criterio che ho usato è quello di quando “smanetto” il salino per dare sapore alla pietanza.

Tutti gli edifici e i luoghi anche così “sparpaie” danno sapore e identità a Vignola e alla sua gente.

La staziòun dal treno della linea Vignola — Modena  iniziò la sua attività nel 1888. I vignolesi la chiamavano “Marianeina”.

Marianeina è una delle testimonianze nella nostra città  della prima fase del Regno d’italia e del pensiero liberale che contraddistinse questo.

Diverse sono le opere di quel periodo che la comunità  vignolese volle.

Il ponte nel 1872 e il treno nel 1888 rappresentano al meglio l’apertura e la dinamicità della gente di Vignola  nel “cogliere l’attimo fuggente”..

Entrambe le scelte portarono benefici economici e sociali.

In quel periodo, lo sviluppo del commercio, del mercato e anche la coltura della ciliegia che si ebbero ne sono un esempio.

Vedere che l’attuale maggioranza non coglie la ricchezza che Vignola ha nell’avere  un fabbricato viaggiatori e delle strutture complementari che fanno nel loro insieme una stazione di fine”800,  a-m fa stèr mel.

E’ come se si rinvenisse una statua integra di qualche matrona romana e staccandole la testa  compiaciuti dirsi: ” i musei son pieni di statue decapitate, ora sì che vale, gli antichi romani   raffiguravano così ” .

 

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