VIGNOLA, STAZIONE FERROVIARIA

Se state aspettando il treno, per partire o accogliere qualcuno, distogliete lo sguardo dai binari ancora deserti e date un’occhiata alla stazione, al suo spazio, ai suoi edifici.

La nostra stazione, pur vitale perché frequentata dal treno, esibisce un preoccupante deficit di conservazione. Il ripristino delle sue funzioni dopo decenni di azzeramento, grazie alla riattivazione della linea per/da Bologna (anno 2004), non ha portato a una progettazione di recupero dei fabbricati. Fino al 2016, quando la coalizione civica che allora amministrava Vignola affrontò strutturalmente il problema. Venne richiesta alla proprietà, l’Agenzia del Demanio, l’acquisizione dell’area e degli immobili, con esclusione della palazzina un tempo adibita a biglietteria e a sala d’attesa, appartenente a FER. L’assenso che ne seguì (parliamo di concessione a titolo gratuito) ingenerò, su basi di concretezza, la possibilità di recuperare le vecchie costruzioni, alcune delle quali, destinate nei giorni lontani a deposito, in condizioni di avanzato deterioramento. Un recupero rigoroso, destinato alla rigenerazione del luogo, in una visione di apertura culturale, ambientale, sociale. Da qui l’elaborazione di un piano di lavoro che il Consiglio Comunale approvò all’unanimità (delibera n. 55 – 18 ottobre 2016). Va ricordato che erano già stati creati i presupposti per ottenere finanziamenti da indirizzarsi alla realizzazione dell’intervento. Furono Vignola Cambia e il suo spirito di lunga prospettiva a concepire e a rendere attuabile un'”ipotesi di rinascita” tanto ambiziosa.

Tutto si interruppe con la caduta dell’Amministrazione a gennaio 2017.

Ci siamo confrontati più volte con l’attuale maggioranza, alla ricerca di risposte sul futuro della nostra stazione. Be’, parlare di confronto è in realtà fuori luogo. Le nostre istanze hanno sortito sempre e solo critiche infastidite: sono state perfino disconosciute le linee progettuali, votate nel citato Consiglio Comunale, da chi ne fu allora sostenitore. A bandiera cambiata…

A onor del vero, nel 2018 il Comune ha partecipato a un bando regionale con un “progetto di riqualificazione” della stazione. Le virgolette stanno a indicare la frettolosità e l’approssimazione con cui era stato redatto. E infatti, nella graduatoria delle proposte presentate, è stato relegato in una posizione terminale. Nessun collegamento con la storia del luogo, nessuna relazione con il contesto urbano generale. Unici aspetti chiari: 1) abbattimento/eliminazione dei fabbricati di servizio, sì in cattive condizioni, ma recuperabili, e da recuperarsi in quanto elementi costitutivi della stazione e testimoni del tempo; 2) nuovi parcheggi e nuovo asfalto. Ma Vignola è piena di parcheggi, fra l’altro ben situati (a chi dubita consigliamo una verifica sulla mappa dedicata).

Resisti, cara, vecchia stazione.

 

 

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