Vignola: sia fermata la demolizione dei fabbricati superstiti della storica linea ferroviaria (1886/1888) Modena-Vignola. Italia Nostra ha chiesto alla Soprintendenza di ordinare la sospensione del devastante intervento.

 

 

Si tratta di un esteso insediamento storico di straordinaria importanza per la vicenda urbana di Vignola che si affaccia negli anni 80 dell’Ottocento alla modernità e dà avvio al proprio ruolo di vivace centro produttivo, documento ormai rarissimo delle prime infrastrutture ferroviarie minori e delle relativa tecnologia, ogni fabbricato misurato sulla specifica funzione e caratterizzato da sapienti modalità costruttive con l’impiego nelle cortine murarie del ciottolo di fiume alternato al mattone. E non è vero che l’ufficio statale della tutela abbia negato ogni interesse culturale a questi fabbricati (che fino al 2016 appartenevano al Demanio dello Stato) perché ad essi non poteva riferirsi il formale procedimento di verifica che la Regione Emilia Romagna aveva attivato (2014) per i manufatti della diversa linea ferroviaria Casalecchio – Vignola che alla stessa Regione appartengono. Ricordiamo che il Comune di Vignola nell’ottobre  2016 chiese e ottenne dal Demanio dello Stato, in attuazione delle misure del così detto federalismo demaniale, il trasferimento degli edifici di capolinea della storica ferrovia per Modena su un dettagliato progetto di valorizzazione che impegnava a integrale conservazione e ripristino delle superstiti strutture edilizie. La nuova Amministrazione a quell’impegno è venuta meno, esponendosi alla sanzione della retrocessione, e ha deliberato la demolizione di gran parte degli edifici della storica linea ferroviaria (che recano i segni della abbandonata manutenzione ma sono ancora recuperabili) per far posto a un vasto parcheggio-auto. Italia Nostra, solidale con il Comitato di cittadini impegnati nella difesa della loro memoria,  ha chiesto alla Soprintendenza che fermi la cancellazione di un essenziale connotato di identità dell’insediamento urbano di Vignola e della sua stessa Comunità.

 

Modena, 2 dicembre 2019.