VIGNOLA,via N.Sauro, il frantoio per la ghiaia presso la stazione ferroviaria, negli anni 30 del secolo scorso

 

i al san tótt anch i sàs.

Lo sanno tutti anche i sassi.

Mi riferisco all’importanza storica della stazione dei treni del 1888 ma che attualmente, con abbondanti cucchiaiate di ruspa, viene demolita per volontà dell’attuale  amministrazione cittadina.

La mia opinione in merito è arcinota, sia quella del comitato e pure quella d’Italia Nostra.

A proposito di quest’ultima ho estrapolato dal suo sito Facebook un  commento  dell’architetto Giovanni Cerfogli sulla nostra stazione e che riporto:

“Quella ferrovia fu l’asse portante dello sviluppo dell’industria agroalimentare modenese, del mercato frutta e frigo di Vignola e Spilamberto, cantina di Settecani ecc.., che poterono commercializzare e svilupparsi grazie a quei binari, la cui memoria permane con ciclabile… quindi i manufatti stazioncine e la stazione vignolese potrebbero servire la ciclovia per destinazioni dedicate… ciclofficina, circoli-associazioni, spacci agricoli, bivacchi, baretti ecc… progetto complesso ma fattibile e finanziabile con fondi europei.. “.

Posizione che si avvicina molto alla nostra tesi e che aggiungo al commento inviato da “Alcibiade Civetta”(cittadino vignolese) ad un nostro, recente post sulla stazione(scorrendo, lo potrete leggere).

Come lui migliaia di vignolesi detengono aneddoti che, se  venissero ascoltati, sarebbero la più valida certificazione della storicità del luogo.

La ciliegia di Vignola, l’aceto balsamico, i tortellini ecc… sono, ora,  tutelati da consorzi e marchi, ma questi, a prescindere dalle certificazioni, sappiamo che fanno parte della cultura gastronomica ed economica del nostro territorio.

Sono nati prima i prodotti o la loro certificazione?

Parimenti per riconoscere la validità storica della Stazione Modena-Vignola occorre per i vignolesi la certificazione della loro storia?

Potrebbe essere, ma non è indispensabile.

Ci siamo comunque prodigati perché gli umili edifici in discussione venissero tutelati dalla Soprintendenza.

Abbiamo fornito ad essa una memoria scritta corroborata, in  allegato, dal bel libro: BINARI TRA IL RENO E IL SECCHIA di Giampaolo Grandi, edizioni “Mezaluna”.

Nel libro ci sono testi e fotografie che testimoniano la stretta trama fra la vita dei vignolesi e la stazione.

Dalla Soprintendenza riteniamo di aver ricevuto una risposta pilatesca alla nostra istanza.

Di cui gli esiti nefasti si stanno ora vedendo.

Suggerisco all’amministrazione di fare un taglia ed incolla da questo libro per la ricostruzione storica della stazione poiché a pag. 4 dell’allegato 2 “STRATEGIA PER LA RIGENERAZIONE URBANA” risultano molte imprecisioni.

Questo si somma all’affermazione del Sindaco in un recente Consiglio Comunale: “ io sono nato nel 1986 e quella stazione è sempre stata così, inattiva. Se i vignolesi ci tenevano, avrebbero potuto… (vado a memoria, ma il succo è questo).

Signor Sindaco, lei è nato esattamente 100 anni dopo l’inizio dei lavori della stazione Modena-Vignola.

La stazione venne realizzata nel periodo 1886-1888.

Il 29 luglio del 1888 fu inaugurata.

Negli archivi storici comunali si trovano gli atti che i nostri nonni fecero per proiettare Vignola nel futuro.

Per comodità si può sempre ricorrere alla lettura del prezioso libro di Giuliano Grandi “Cronache della Comunità di Vignola dall’Archivio dell’Amministrazione comunale”- primo volume,

edizioni “Mezaluna”.

 

Maurizio Tonelli