CONSIDERAZIONI  DI  UNA  CITTADINA – n.3

E’ uscito in questi giorni il numero di dicembre 2019 di “Vignola informa”, il periodico dell’ Amministrazione comunale. In copertina, dove solitamente in questo periodo apparivano immagini della Vignola natalizia, spicca il rendering della stazione del futuro.

Ne abbiamo già visti tanti di questi “progetti” e siamo, direi, smaliziati a questo riguardo.

In essi nulla è come dovrebbe essere e sarà nella realtà: colori irreali, studiati per trasmetterti una fittizia armonia, alberi rigogliosi nelle postazioni più improbabili, qua e là figure umane idealizzate e decorative.

Rappresentazione di un mondo virtuale.

Penso agli elementi distintivi della vecchia stazione del 1888: le caratteristiche di funzionalità nel rapporto tra pieni e vuoti e quei muri di sasso e laterizio, testimoni della perizia dei nostri artigiani, demoliti dalle ruspe in questi giorni.

E mi chiedo: com’è possibile che i nostri amministratori non si rendano conto della responsabilità che hanno di conservare la cultura profonda del luogo in cui operano? Quanto ci può essere di “vignolese” nelle linee astratte e impersonali del progetto che l’amministrazione ci sventola davanti agli occhi a mo’ di specchietto per le allodole? Com’è possibile che basti promettere posti macchina gratuiti per soddisfare le esigenze dei miei concittadini?

E ancora, come può la nostra amministrazione leghista non prendere in considerazione e addirittura mettersi sotto i piedi le istanze presentate da tanti vignolesi convinti che quei muri antichi avrebbero potuto trovare posto in un progetto di recupero? Come può una classe dirigente  essere così tracotante da non prestarsi a progettare insieme ai cittadini riguardo a un argomento riconosciuto così importante da tutti?

Non dimentichiamo che la precedente amministrazione civica aveva presentato e approvato all’unanimità in consiglio comunale (con la partecipazione degli attuali amministratori) indirizzi progettuali ben diversi, che recuperavano le costruzioni esistenti, destinate a valorizzare i prodotti del territorio e ad accogliere viaggiatori e turisti con servizi di tutti i tipi.

Nell’editoriale del periodico comunale citato il sindaco Pelloni lascia trapelare la possibilità di “lanciare un dibattito con la città” su questo tema. Un dibattito a giochi già definiti?

Il sospetto che tutto ciò sia un alibi per fare accettare ai cittadini il progetto calato dall’alto è forte.

Comunque siamo qui e continueremo a esprimere il nostro parere per dare un volto umano alla nostra città.

S.P.