Due brevi testimonianze…..ridurre al minimo i contatti con le persone.

Carissimi amici e amiche,

allego la testimonianza di due medici degli ospedali di Baggiovara e del Policlinico. Dovremmo ridurre al minimo i contatti con le persone.
grazie di cuore,
Don Stefano

 

Carissimo don Stefano, buona sera.
La situazione è sicuramente molto critica, ma stiamo cercando di affrontarla con decisione.
Sono necessari, infatti, provvedimenti drastici finalizzati soprattutto a limitare il contagio,
perché i reparti intensivi rischiano altrimenti di essere saturati fino al collasso.
Limitare il contagio è al momento l’unico modo per arginare l’epidemia e per combattere
l’infezione, per la quale non vi sono cure o farmaci specifici.
Al momento abbiamo sospeso tutta l’attività chirurgica elettiva non urgente, per rendere
così disponibile per i colleghi intensivisti anche una buona parte di sale operatorie da
utilizzare come area intensiva con respiratore.
Da lunedì 9 Marzo sarà sospesa inoltre anche la maggior parte dell’attività ambulatoriale.
Siamo ormai ufficialmente zona rossa.
Il Corona Virus è il più forte dei virus influenzali, di recente insorgenza e poco conosciuto.
Ovviamente sono più a rischio soprattutto le persone immunodepresse e con comorbidità.
Nei casi più gravi, l’infezione da Covid-19 provoca una polmonite interstiziale (si tratta di
un virus sinciziale) con conseguente insufficienza respiratoria, tale da richiedere il
supporto rianimatorio con ventilazione meccanica.
La cosa che spaventa è l’alta contagiosità del virus: essendo un “novel virus”, un virus
nuovo, non abbiamo anticorpi e ci sono molte persone che non sono in grado di difendersi
perché il loro sistema immunitario è deficitario (anziani, oncologici, cardiopatici,
pneumopatici).
Abbiamo due armi per prevenire una eventuale pandemia (vista l’alta contagiosità): la
prevenzione e l’isolamento delle persone contagiate.
La prevenzione è sempre la stessa, ma con qualche accortezza in più. Bisogna dare il
tempo agli scienziati di studiare la malattia, di capire come si muove e come agisce e di
creare un vaccino e/o di scoprire un antivirale specifico. Attualmente queste soluzioni sono
purtroppo molto lontane.
Sono d’accordo con la chiusura delle scuole e dei luoghi pubblici nelle zone rosse.
Bisogna difendere soprattutto le persone più deboli, tuttavia le devo confessare che molti casi di
positività evoluti in insufficienza respiratoria e necessità di ventilazione meccanica hanno coinvolto
pazienti giovani senza copatologie: questo desta attenzione ed allarme fra noi medici!
Io e mia moglie Maria Antonietta, che come ricorderà è un’ anestesista, cerchiamo di lavorare come
al solito. In ospedale nessuna psicosi. E’ tempo di rimanere uniti e farci forza l’un l’altro per
fronteggiare questa emergenza.
Le raccomandazioni del ministero della salute e dell’OMS sono da seguire fedelmente, limitando i
contatti e mantenendo una igiene accurata delle mani.
Confidiamo nelle sue preghiere.
Buona notte e a presto.

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Caro Stefano, caro Gianrocco carissimo amico mio
Restiamo uniti.
Questa sera la paura mi ha preso.
Papà non si riprende e temo che un po’ del corona sia in casa Oggi massimo e stato male al lavoro:
Troppo difficile fare tante ore chiuso in terapia intensiva con le tute protettive vedere persone morire.
E chissà quante altre ne verranno.
E non sono le prime che vede morire:
Ma qui è diverso.
E’ crollato non ce l’ha fatta.
Ma non molla domani vuole ripartire per andare al lavoro Vedo la paura, la stanchezza, l’ansia, l’aggressività degli operatori
Tutti che attendono con ansia l’esito del tampone…
Ognuno vive diversamente questa attesa; una ragaza oggi temeva che fosse positivo per non restare a casa col marito che la picchia….
L’altro teme per i figli L’altro per il genitore anziano…
Nessuno teme per se anzi nessuno vuole stare a casa in quarantena.

Tutti vogliamo essere lì anche se è fatica anche se a volte litighiamo e urliamo ma li vicini
Tempi duri ragazzi. Restiamo vicini con le nostre anime.

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