Quand’è che la politica mostra il suo volto, non diciamo peggiore (potrebbe far pensare ai “delitti” della politica, e qui non è il caso), ma più banale, più limitato, più desolato e così via?

Ogni giorno, verrebbe da affermare con cinismo. In tal modo, però, dimenticheremmo coloro, magari pochi, i quali concepiscono, e praticano, la politica nello spirito di servizio ai cittadini (niente di più né di meno) e vedono nell’etica un ingrediente a essa sostanziale.

Allora: quando?

Risposta: in vista delle elezioni e in campagna elettorale.

E’ in questa fase che ogni aspetto della realtà subisce l’attacco della dissimulazione. E la banalità delle dichiarazioni si rivolge a un ipotetico banale interlocutore, fuori dal rispetto dovuto a chiunque ti ascolti.

A tal proposito parliamo della “bella” scelta dell’ex sindaco Pelloni di candidarsi in quota Lega alle prossime elezioni comunali.

Ha forse trasgredito le normative vigenti? No, gli è consentito.

Non è questo il punto. Egli non ha disatteso gli ordinamenti ufficiali, ma ha tradito la considerazione che è dovuta alla comunità di riferimento.

Inganno e disprezzo. Parole forti, no?

La sua, dell’ex sindaco, non è una reale candidatura: mai rinuncerà, in caso di elezione, al ruolo di consigliere regionale.

Questo lo schema illusorio: entri in lista/vieni eletto/lasci lo scranno nel consiglio della regione Emilia-Romagna e ti siedi su quello – quanto più modesto! – del consiglio comunale di Vignola.

A chi stai parlando? Con quale animo incoraggi tale ipotesi?

Proviamo a cambiare eventualità.

Tu, ex sindaco, non vuoi essere veramente eletto: con la tua presenza in lista intendi dare testimonianza del tuo attaccamento al nostro Comune.

Sì? Allora perché te ne sei andato, fra l’altro dopo una triste pantomima protratta oltre ogni comprensione?

Volendo, si potrebbe continuare. Per arrivare poi alla medesima conclusione: fingere, ingannare e sinonimi sono da sempre moneta corrente della politica denudatasi della sua nobiltà d’intenti.

Solo speculazione elettorale, solo zimbelli per attirare.

Perciò nessuna novità… ma da un poco più che trentenne, scafato fin che vuoi, ci si aspetterebbe un minimo di libertà in più, un minimo di rigore in più, un minimo di coerenza in più.

Non parliamo di principi, o d’ideali, merce pressoché fuori mercato.

Da non dimenticare: da gennaio l’ex sindaco si è incamminato su una strada del tutto personale. Personalissima. Che ha condotto Vignola a elezioni anticipate.

 

Una parola su di noi.

Noi, a denti stretti e a gengive sanguinanti, difendiamo e sempre difenderemo i valori civici che ci appartengono: su questa base morale rigettiamo l’uso strumentale (nell’esempio riportato spinto alle estreme conseguenze) della politica.

Noi siamo Vignola Cambia.