E’ irragionevole la norma che “preclude l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo”.

Secondo la Corte Costituzionale, la norma introdotta col primo Decreto Sicurezza di Salvini violerebbe lʼarticolo 3 della Costituzione.

L’ha stabilito la Consulta lo scorso 9 luglio dopo aver esaminato le questioni di legittimità costituzionale.

Primo “per irrazionalità intrinseca, poiché la norma censurata non agevola il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza”.

Poi per “irragionevole disparità di trattamento, perché rende ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche a essi garantiti”.

Questa sentenza mette la parola fine  all’accanimento che la Giunta leghista di Vignola ha mostrato nel  rifiutare l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo.

I pierini di Salvini, mesi fa, negarono ad un richiedente asilo nigeriano, che si era rivolto alla nostra anagrafe, la registrazione come residente.

Il rifiuto appoggiava le sue ragioni nell’applicazione pedestre del decreto sicurezza di Salvini.

Negare la residenza anagrafica ai richiedenti asilo significa escludere ancora di più persone che vivono già in fortissima difficoltà e che senza residenza non possono cercare lavoro, ottenere un documento di identità, avere assistenza medica.

Altri sindaci, diversamente da Pelloni, si rifiutarono di applicare il decreto vedendo in esso elementi gravi di incostituzionalità che oggi sono stati palesati dalla Consulta.

Questa giunta leghista, moderata (come dicono alcuni) mai scomposta e pettinata, solerte nel riempir buche e nell’asfaltare strade, non ha provato un fremito nell’applicare una norma anticostituzionale.

Non ha provato vergogna nel mettere ostacoli sulla strada della vita degli umili e dei bisognosi.

Si è vantata, politicamente, “del gran rifiuto”.

Bulli moderati poco poco, sottovoce. Quando un giorno finisce e inizia la notte della Repubblica.

Vignola Cambia chiede sia ripristinata immediatamente, alla luce della sentenza, la legalità nel Comune di Vignola.

Maurizio Tonelli