Giovedì sera, a una cena di promozione elettorale (Vignola Cambia, creatura disinteressata, necessiti di fondi per portare a compimento il tuo destino civico). 

Un tavolo con lo scrivente, sua moglie, due vecchi amici. 

Parliamo di svariati argomenti, ma al centro restano quasi sempre la politica, i concetti e le espressioni della politica. 

Non è così facile esprimersi serenamente, quando un confronto elettorale, sentito e difficile, tende a destabilizzare la fedeltà allo spirito critico libero e aperto. L’analisi e il dialogo sono comunque garanzia di onestà intellettuale. 

Quante volte esce il termine democrazia, perno non superabile del nostro vivere in società. Sistema limitato, quello democratico, ma con la capacità di evidenziare e di superare i suoi limiti. 

E così, senza programmarlo, riflettiamo sui nostri, individuali percorsi democratici. Troviamo subito una consonanza pressoché perfetta, dovuta in parte all’età condivisa, a schemi culturali non dissimili, agli scambi di pareri disseminati nei decenni: solo in parte, però, dato che le vite sono sempre personali, perciò differenti. 

Il punto d’incontro, quando parli di democrazia concepita e, nel cammino quotidiano, applicata, è la responsabilità nei confronti del mondo che ti circonda. 

Facciamo esempi, anche immediati: usciamo di casa, ci muoviamo lungo le strade e, inevitabilmente, osserviamo il degrado dei rifiuti abbandonati o il danneggiamento di un muro, di un arredo, di un albero e cose del genere. Fastidio, a volte sofferenza, poiché, attraverso il processo democratico effettuato, fortemente connotato sul piano civico, non ci è possibile abbracciare l’indifferenza o limitarci a un lamento qualunquista. 

Responsabilità significa impegno e scelta dei modi per esprimerlo. Fine ultimo: contribuire, pur in misura minima, a diffondere i principi di una democrazia consapevole. 

La politica, che, volenti o meno, abbraccia la storia degli uomini perché nata dal bisogno antico di organizzarsi in società funzionali, può rispondere alle esigenze di chi intenda agire per migliorare la qualità del contesto in cui vive. 

Ci riferiamo a una scelta politica consapevole, non piegata alle suggestioni del momento e dell’occasione. 

Eravamo a una cena di Vignola Cambia. I nostri discorsi si situavano nell’ambito, sì accogliente ma anche scomodo (perché lontano dall’organizzazione di un partito convenzionale), di una lista civica che fa di un “contratto” ideale con i cittadini la ragione del suo esistere. 

Ci siamo trattenuti su Vignola Cambia, sulla sua storia, ormai non più breve, sui cambiamenti intervenuti, su quello che è, su ciò che sarà o potrà essere. 

Alla fine, alzandoci da tavola e guardandoci negli occhi, senza pronunciare parola (ma ogni sillaba era chiara), ci siamo detti: lunga vita a Vignola Cambia!

Enzo Cavani