Gli alberi così attentamente da lui amati e studiati,
le ombre delle loro chiome nei viali,
l’acqua domestica della piscina,
e l’acqua selvatica del Panaro,
le tavole da carpentiere così , da lui abile marangone tagliate,
tanto da renderle bellezze d’arredo.
I fogli di carta schizzati e
di loro un semplice nastro che si è fatto poltrona;
la fedele sua macchina fotografica
esprimono il loro più profondo cordoglio
per la scomparsa di Cesare Leonardi
e noi con loro.
Orgogliosi come vignolesi di averlo conosciuto e apprezzato
E questa sua fotografia del 1973 di un paesaggio vignolese di una
fioritura insolita con neve
è la giusta interpretazione del suo ricordo:
la dolcezza della primavera turbata da un brivido d’inverno.
Maurizio Tonelli