Carta dei principi 2014

Carta dei Principi

Il processo che sta portando il nostro Paese all’impoverimento materiale, umano e sociale, è da addebitarsi a scelte politiche sbagliate che continuano a privilegiare la protezione dei capitali finanziari e le rendite a discapito dei lavoratori, dei pensionati, dei risparmiatori, dei malati, dei giovani, dell’ambiente, della cultura, insomma di tutto il nostro futuro.

L’attuale modello di insediamento e sviluppo non è sostenibile. Occorrono altre politiche, altre scelte istituzionali e comportamenti da parte dei cittadini che rendano la nostra città e la nostra società ecologicamente sostenibile, capace di creare nuove opportunità di lavoro.

Partiti e sindacati sono troppo distanti dai problemi che affliggono la società, non sono più luogo di elaborazione e proposizione di pensiero alternativo e risultano incapaci di contrastare i poteri esistenti. In altre parole, non sono in grado di creare i presupposti per una democrazia compiutamente partecipata.

Dobbiamo ricostruire nella nostra società il senso di “Comunità” e dei “Beni Comuni”. Vogliamo ricostruire il “senso di appartenenza” e una capacità di autogoverno della comunità attraverso azioni di analisi e condivisione dei problemi e delle scelte, con l’utilizzo costante dei metodi della democrazia partecipata.

Democrazia partecipata non solo consultiva a partire dai nostri territori. Tutte le problematiche di gestione della cosa pubblica, compreso l’uso delle risorse finanziarie, devono essere preventivamente analizzate e condivise con i cittadini. A guidare la nostra comunità vogliamo persone capaci di rispettare questi principi e di fare sintesi nelle decisioni.

Solidarietà e redistribuzione della ricchezza come principio di gestione della “cosa pubblica” e nessuna commistione con lobbies o altri centri di potere economico-politico che ne possano condizionare le scelte.

La gestione pubblica e partecipata dei servizi essenziali deve garantire, in primo luogo, il godimento dei diritti civili, la salute, l’uguale accesso e un uso razionale delle risorse naturali, la casa, la terra, l’istruzione e la cultura; i diritti collettivi devono essere difesi contro qualsiasi tentativo di privatizzazione.

Vignola Cambia propone di realizzare questa visione con ogni persona che voglia aderire a questi principi e che sia disposta a lavorare con disinteresse nel gruppo.

I rappresentanti di lista vengono scelti fra gli aderenti attraverso il voto.

Le strategie e le eventuali alleanze vengono discusse in assemblea, precisate per iscritto ed i rappresentanti ne sono i latori ed i garanti.

Vignola Cambia propone un Sindaco ed una Giunta che siano portatori di questi principi nelle istituzioni comunali. Il Consiglio Comunale deve riprendere il suo ruolo di rappresentanza della collettività, di indirizzo e di controllo.

Nell’Unione Terre di Castelli, si impegna a riportare a livello dei singoli comuni l’analisi dei problemi e delle ricadute di quanto deciso.

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